La pioggia mi ispira
Ma guarda che bei giorni di pioggia, grigi, freddi e umidi, proprio la tipologia che più preferisco, forse perchè tutte le volte che sono cascato dalla vespa e mi sono frantumato le ginocchia erano sempre giornate belle come queste. Belle intese come brutte: certo che mi devo complicare la vita nello scrivere io. Dunque la mamma è in Germania per tre giorni e io devo fare un pò da “vicemamma”; sono andato all’Asl a fare più di mezz’ora di fila per delle scartoffie, che non erano nemmeno per me, a fare la spesa, preparare mia sorella per andare a scuola, accompagnarla e riprenderla dal pulmino, fare da mangiare per tutti e lavare i piatti, mi sento proprio una brava “vicemamma”. E siccome di tempo libero, tra una faccenda e l’altra, devo dire che ne ho abbastanza in queste giornate grigie e dove sono quasi obbligato a rimanere in casa, a meno che non voglia riprendermi un altro raffreddore allucinante come quello che presi quando feci la doccia in vespa, ieri mi sentivo proprio pieno di brillante inventiva e sarà appunto per questo che ho iniziato a scrivere il mio libro. Wow ma Andrew cosa ci combini, da analfabeta che non riusciva a mettere nemmeno qualche frase insieme in un contesto (le famose parole della professoressa di italiano) ad arrivare al livello di scrittore? Eh beh si, mi sento in vena di scrivere una storia, senza nessuna fretta, non so ancora di cosa parlerà e quali saranno i suoi contenuti perchè riga per riga scrivo e invento però so già che l’inizio già mi piace ed è ricco di ambientazioni che mi piacciono molto. Inoltre non credevo che fosse così interessante, divertente e che fa viaggiare la mente scrivere una storia, anzi ho sempre pensato, forse perche ciò l’ho visto in alcuni film, che gli scrittori sono gente paranoica e piena di problemi oppure che hanno avuto traumi da bambini, gente che si sforza di scrivere e inventare perchè le case editrici gli danno degli ultimatum per la fine del libro e questi poveri scrittori che si trovano senza idee e che hanno continuamente bisogno di liberare la mente per riuscire a trovare qualcosa di interessante da infilare nel libro. Scoprirete che la mia testa è piena di questi “credevo che fosse” e che è un labirinto infinito pieno di meandri oscuri e intricati dove le illusioni prendono vita, che testa complicata Andrew. Cambiando discorso, la scorsa notte prima di dormire stavo pensando a quanto era bella Londra, ragazzi, un posto meraviglioso e gigante dove tutti possono trovare tutto quello che cercano, ma mentre facevo questi pensieri mi spunta dal basso l’immagine nitida del Cairo, proprio come quando qualcuno su messenger ti scrive un messaggio e compare dal basso quella finestrina accompagnata dal rumorino “ta-da-da” tanto tradizionale di Msn. Il Cairo egiziano come lo conosco io, con tutti i suoi 22 milioni di abitanti, caotico, senza regole, dove camminando per strada puoi udire il frenetico ripetersi dei clacson delle auto che sfrecciano e si intasano ad ogni incrocio non rispettato, il Cairo ricco e povero, dove vedi la gente che abita serenamente nella citta dei morti (sarebbe il cimitero cairota dove la gente povera vive nelle tombe che, vedendole, sono come casupole color terra e indaco), dove vedi percorrere le strade, lungo le rive del possente Nilo, gigantesche Hammer e Limousine americane lussuosissime affiancate da un intera famiglia composta da circa una dozzina di persone tutte appollaiate sorridenti su un carretto trainato da un asinello sfiancato, tutti sono felici là, i meno fortunati seppur affamati e impolverati dalla sabbia dell’antico Sahara sono sereni e sempre disposti a fare amicizia. Una megalopoli ricca di vita, odori speziati, assordante musica araba e colori accesi, quasi prendessero fuoco, che dopo una sola giornata ti mettono un mal di testa nausenate, una città intrisa di storia antica e storia moderna, cavolo pensateci, è la stessa terra dove migliaia di anni fa camminavano i faraoni e dove i milioni di schiavi costruivano le sontuose Piramidi… Non c’è dubbio, per quanto possa essere speciale Londra nulla mi può essere paragonato alla magia del Cairo che, posiziono al primo posto delle città più belle da me visitate, Londra la metto al secondo posto. Forse mi ripeterò ma il mio viaggio in Egitto è ancora freschissimo nella mente e veramente non me lo scorderò mai, quella sì che è stata una meta tanto sudata e raggiunta.

Stravolgimenti!

Dopo tanto tempo rieccomi a scrivere due righe sul blog, anche questa volta ci sono circa un migliaio di cose da dire. Diciamo pure che non ci scrivo qualcosa da un pezzo perchè inizialmente non avevo tempo e ultimamente perchè dovevo trovare le giuste parole per buttar giù questi fatti che non sono molto facili da raccontare vi assicuro. Facciamo che li metto per ordine di importanza in modo che il mio cervello se li ricordi tutti e li esprima per il meglio. Prima cosa: forse per voi sentire questa novità sarà la decadenza di un mito o magari sarete anche contenti di riavermi di nuovo in linea su msn per un pò (fino al prossimo tentativo!) ma fatto sta che martedì 18 settembre io sono tornato in Italia e ho deciso di non ripartire più per Guildford. Decisamente non ho retto la situazione, partendo col dire che il tutto si stava concentrando più sul lavoro e non sullo studio. Eravate rimasti al punto in cui cambiavo il lavoro massacrante da 14 ore al giorno e provavo un nuovo lavoro come cleaner giusto? Ecco il cleaner in confronto al bar man era un bel salto di qualità, i turni erano più soft e meno stressanti e soprattutto non facevo le due di notte passando l’aceto sulle posate per lucidarle. Dovete sapere che come bar man al ristorante di lusso dovevo fare il lavoro di almeno 3 o 4 persone. Lavare tutte le posate e una quantità inimmaginabile di bicchieri, bichierini, calici, coppe e degustatori di ogni tipo. Infatti essendo un onoteca-ristorante di lusso i bicchieri erano del cristallo più pregiato che si macchiava col solo vapore quindi dovevo lucidarli e inacetarli in modo da non lasciarci nessun alone, circa un minuto per fare un solo bicchiere e quanti ne ho rotti ragazzi, bastava una pressione minima per mandare via una macchietta un pò più ostinata e quello mi si sbriciolava tra le mani e subito lo nascondevo nel sacco dell’immondizia sommergendolo dalle bottiglie di vino vuote in modo che non mi scoprissero. Oltre a questo dovevo portare gli ordini dei cibi dei vari tavoli su per delle scale estremamente scivolose, in cucina e urlare “Chef comanda!” se no quelli non capivano che ero arrivato e succedevano dei casini assurdi. Preparare tutte le bibite che i tavoli richiedevano tipo birre, acque toniche con ghiaccio, acque toniche col gin ma senza ghiaccio, succhi di pomodoro con pepe, sale e spezie (un trogolaio assurdo e inbevibile che puzzava terribilmente), succhi di frutta e alcolici vari attenendomi a misurare l’alchool con gli appositi misurini, in Inghilterra va dosato perchè altrimenti si sfocia nell’illegalità. E infine andare a prendere tutti i piatti pronti (quasi sempre roventi e scivolosi) che la cucina aveva preparato e portarli sul bancone del bar, piatti giganteschi e dalle forme più strane, piatti da ricconi a mò di due fettine di carne e due foglioline di lattuga guarnite di una salsina colorata e niente più che non sono sostanziosi per nulla ma che però stai pur sicuro che li paghi fior di quattrini. Insomma un lavoro che mi stroncava sia psicologicamente che fisicamente, si da il fatto che una sera stavo per svenire giù per le scale mentre tornavo da portare un ordine in cucina. Insomma era l’inferno in terra, il posto moderno e carino quanto ti pare ma che mi faceva chiudere lo stomaco ogni volta che ci pensavo. La camera da letto come ho già detto nel post precedente l’ho persa dal momento che tornavo in Italia e quindi anche se fossi riandato in Inghilterra avevo si il lavoro ma non sapevo dove sarei andato a dormire, bella situazione, da non riuscire a dormire la notte. Seconda cosa: ricordate l’esame della patente, quello che mi ha sballato tantissimo i miei piani costringendomi a rimandare e anticipare appuntamenti vari? Beh detto in due parole, Sono Bocciato! Ebbene si, per una banalissima precedenza che non ho dato uscendo da un parcheggio sono stato rimandando, eh, si vede che non dovevo prenderla, come dice una cara amica di Notting Hill: tutto succede per un motivo, perchè magari non avrei rispettato proprio una banalissima precedenza e avrei ucciso qualcuno. Comunque sul fatto della bocciatura non mi ci voglio nemmeno molto soffermare perchè se no mi prende la depressione, ma d’altra parte che posso fare se non aspettare un pò e riprovarci magari concentrandomi maggiormente. Cambiando discorso, in alto nella foto ci sono io nell’ intima e fluorescente casa della mia amica di Notting Hill, un monolocale in cima ad un’antico palazzo situato nel bellissimo quartiere di Notting Hill, a due passi da Portobello Road e dalla metropolitana che ti porta a tutti i più bei monumenti di Londra. La foto è stata scattata precisamente 8 giorni fa al ritorno da una bellissima passeggiata durata tutto il giorno che passava per l’affollatissimo mercatino di Portobello Road, dal negozio di libri da viaggio di Hugh Grant nel film “Notting Hill” fino al chilometrico Hide Park dove gli scoiattoli si fanno quasi accarezzare e dove ci sono i fiori più colorati che abbia mai visto. Una giornata da non dimenticare mai, chiacchierando per ore su tutto quello che è possibile discutere le giornate a Londra passano rapidissime e ti rimangono stampate nella mente. Comunque questo è stato il mio primo tentativo, non è andato in porto ma mi ha lo stesso dato un gran insegnamento e certezze in più su quello che voglio per la mia vita. Mi sa che la prossima tappa, il tentativo numero 2 sarà Manchester, ma non voglio anticipare nulla, solo che sarò in buona compagnia e non alla vagabonda come a Guildford e un altra cosa che tengo a dire è questa: da quando sono tornato dormo come un sasso e mi abbuffo come un maiale che sgrufa il pappone al trogolo! L’appetito è tornato…
La realta ci sorprende…
Hey gente! In diretta dalla biblioteca di Godalming, Guildford in Inghilterra dove le tastiere dei computer sono diverse da quelle italiane (e non ci capisco un tubo, pensate che mancano anche tutte le lettere con l’accento) ecco Andrew. Quante cose da raccontare, e’ stata una settimana proprio da inferno, si, non l’augurerei a nessuno, una settimana dove non sono stato niente bene, psicologicamente parlando perche’ il posto di lavoro nel ristorante era terribile, facevo il bar man ma ero sfruttato, mi caricavano di cose da fare che nemmeno un super eroe ce l’avrebbe fatta, mi hanno subito informato il primo giorno che sarei stato un full-time e di fare sulle 14 ore giornaliere, capito bene?! Si si proprio 14! Non avrei nemmeno trovato il tempo per studiare e andare al college. Seconda cosa ero veramente triste, mi sara’ balenato per la testa almeno 50 volte di voler tornare a casa, talmente triste che non ho mangiato per circa due giorni, appena provavo ad ingurgitare qualcosa mi scappava da vomitare. Il brutto era che non riuscivo nemmeno a dormire la notte, sia per il fatto che qui siamo un ora indietro rispetto all’Italia e ancora non mi sono abituato, sia per il fatto che avevo continuamente in testa l’idea di dover tornare al ristorante e stare male. All’inizio il soggiorno si presentava buono, il viaggio da Pisa era stato liscissimo, il ristorante era una bella struttura moderna e nella casa dove sto ho una stanza tutta per me e addirittura con un letto ad una piazza e mezzo, ma con lo scorrere dei primi due giorni tutto e’ cambiato, da rose e fiori a spine e noccioli (questo detto l’ho inventato io ora!). La casa a rivederla per bene di giorno era un porcile, i bagni luridi e con un tanfo tale che non va via nemmeno se tieni le finestre aperte un intera giornata ventosa, un odore che non mi piace, che ho associato a questa brutta esperienza passata e che non mi dimentichero’ mai. In piu’ i ragazzi con cui abito sono rozzi, sudici e aprite bene le orecchie, quando siamo andati a Londra a fare un giro, loro ogni volta che vanno spariscono a Camden Town per un po’ e vanno a puttane!!! Ebbene si, bello schifo sti disperati. Il posto di lavoro come ho gia’ detto non era una cosa umana, lavorare fino alle 2 di notte con solo una pausa di due ore dopo pranzo, ma siamo pazzi veramente. Fatto sta che comunque ora le cose si sono sistemate un po’, non lavoro piu’ in quel ristorante da oggi 13 settembre e ne sono felicissimo, ho trovato un altro lavoro a Pizza Express come cleaner, in sostanza e’ il lava piatti, e il primo giorno di prova sara’ domenica sera. La casa la devo cambiare perche’ non lavorando piu’ come bar man, non mi spetta piu’ una stanza, che comunque ho fino al giorno della partenza in Italia, quindi ora sono in una disperata ricerca di una camera singola. Sono ancora nella fase “Trasloco” proprio per questo. Le giornate qui passano lentissime, prima perche’ lavoravo 14 ore al giorno e ora, che sono disoccupato, perche’ sono sempre solo e non so che fare. Lunedi andro’ a vedere il college e spero che almeno quello sia un ambiente armonioso. Due cose belle comunque che verranno nei prossimi giorni sono sabato e martedi. Sabato andro’ a Londra per la seconda volta a trovare un amica a Notting Hill e ne sono felicissimo almeno stacchero’ la spina del mio cervello per un intera giornata, ho intenzione di chiacchierare tanto. Ho scritto la seconda volta perche’ gia’ lunedi scorso ci sono andato con della gente del ristorante, ma stavo veramente male che non me la sono goduta affatto. Martedi mattina invece avro’ l’aereo per Pisa per tornare in Italia, ricordate l’esame della patente? Non vedo l’ora di tornare, ho un senso di nostalgia addosso che mi metterei a piangere in ogni momento. Questo penso che succede quando in un nuovo posto sconosciuto ti ci trovi male, se stavo bene e mi divertivo penso che la nostalgia a quest’ora sarebbe stata ai livelli minimi. Comunque sia penso che le cose da una settimana a questa parte si stanno sistemando giorno dopo giorno, almeno il mio dolore interno si sta alleviando un po’, pensate che ho ricominciato addirittura ad avere un accenno di appetito, purtroppo dormo ancora male. Molte persone in particolare una, seppur in Italia, mi e’ stata di molto conforto e sostegno morale, mi ha consigliato e mi ha fatto riflettere che la realta spesso ci sorprende ed e’ dolorosa talvolta, ma tutto questo sta ad insegnarmi i passi della vita, di una nuova vita in un paese straniero, bellissimo e pieno di gente bellissima. Un nuovo inizio dove mi trovo completamente da solo ad affrontare i mille problemi della vita e dove devo riflettere su ogni piccola cosa che e’ buona per me, su ogni scelta e sulla gente di cui mi voglio circondare. Inutile stare a vivere e a lavorare in un posto dove senti solo il siciliano e mai nemmeno una parola di inglese, so per certo che questa non era la mia strada, infatti e’ cambiata, ma lo stesso apprezzo e ringrazio per tutto quello che e’ successo in questi giorni, seppur terribili e da non volerli ripetere mai piu’. Non vedo l’ora che mi saro’ finalmente stabilizzato per poter invitare qualcuno dall’Italia…
Lo Sdegno! Si parteeee…
Ora sto meglio, riesco a respirare e la testa non mi fa più male, insomma tutto ok apparte qualche solitario colpo di tosse la mattina. Ma ragazzi dire che tra ieri l’altro e oggi sono successe cose di carattere e di competenza del governo americano è dire poco! E dire che se io sopravviverò a questo sono un grande è anche questo dire poco. Mica per eccessiva autostima, ma leggete quà. Il 3 mattina mi sono alzato di buon’ora da letto per chiamare la scuola guida, come avevo già accennato che dovevo fare, per saper un pò dell’esame e della guida-prova che va fatta prima dell’esame e udite udite, mi rispondono con mio grande e amaro stupore che il primo esame che la motorizzazione civile di Pistoia gli ha concesso di sostenere si terrà il 21 settembre. Capito bene? Il 21 settembre, io dovevo partire intorno al 12 o al 13 e al ristorante in Inghilterra mi aspettano. A quel punto già mi si stava rabbuiando tutto il cervello e me ne sono ritornato a letto sconsolato. Di prima mattinata (verso l’una) mi sono poi ributtato giù dal letto perchè dovevo fare qualcosa. Ho telefonato in Inghilterra spiegando tutto l’inconveniente e dopo aver dedotto dalle loro parole che, se non andavo per il 13 loro si sarebbero trovati nei pasticci e dopo che avevo anche dedotto che se non andavo, loro mi rimpiazzavano con un altro siamo venuti a capo di una cosa. E menomale. In sostanza è che io parto domani, il 6 settembre, starò una dozzina di giorni e poi tornerò il 18 per fare la guida-prova e poi l’esame il 21. Ho già prenotato il volo di andata che ho domani alle 17:40 all’aeroporto di Pisa con EasyJet (altra cosa che non mi è andata giù affatto è che i loro prezzi aumentano di circa 9€ ogni due ore, ma ditemi voi!) e anche il volo di ritorno per il 18 settembre. Beh dai, se fosse finita qui potremmo solamente dire che si, in effetti è una sfacchinata in più di tempo e denaro ma in compenso non perdo il lavoro ma, TADA’!!! Poveri ingenui speranzosi, io soprattutto, che pensavate che tutto si era risolto con qualche nodo in più. No no la cosa peggiore è successa stamattina. Siccome ho voluto mettere le mani avanti e prenotare già una guida-prova da fare per i giorni in cui sarei tornato, ho chiamato di nuovo l’autoscuola e quì m’arriva la mazzata fra capo e collo: “Eh si ci dispiace ma sa, forse l’esame del 21 non è sicuro che ci sarà, non è colpa nostra ma è alla motorizzazione che si sono licenziati degli esaminatori quindi ce ne sono circa 3 per tutta Pistoia e per tutto settembre. C’è anche la possibilità che l’esame venga fatto il 21 ma tenga anche conto che quasi tutte le autoscuole della provincia hanno fatto domanda per sostenere gli esami il 21, purtroppo il giorno che ci verrà comunicato dalla motorizzazione sarà quello disponibile per fare l’esame.”

L’uomo-scimmia urlatrice qui sopra rendeva bene il mio stato d’animo e pensavo che anche voi vi volevate fare un idea di cosa provavo a sentire quelle parole al telefono. Ecco e ora? Beh è andata così, loro mi chiameranno appena sapranno quando ci sarà l’esame, io il 18 settembre torno lo stesso, anche perchè il volo l’ho già pagato, e poi vedrò un pò di chiedere di stare in Italia finchè non ho finito questo maledetto esame per la patente. Figlioli è successo tutto per colpa di sta licenza di guida, una cosa è sicura, prima non potevo farla col discorso dell’esame a scuola e del diploma. Ma perchè in Italia deve funzionare tutto così male? Se ci fossi io a capo di quella cazzo di motorizzazione, avrei convinto gli esaminatori a non andarsene a costo di aumentargli la paga e dargli delle ferie in più. Approposito di diploma, stamattina con tutti i più buoni propositi che uno studentino neo-diplomato può avere, sono andato con un amica, in sella della mia vespa, a scuola, in sede centrale a Pistoia (pensando, stupidamente, che fosse stata l’ultima volta che ci mettevo piede) per prendere il foglio dell’attestato di diploma sapendo già che dovevo pagare per prenderlo, eh si per chi non lo sapeva il TUO diploma che TI sei sudato per 5 lunghi anni lo devi pagare tramite bollettino postale al prezzo di 15,13€. Questa è la pedata finale nel culo che ti becchi per esserti voluto diplomare. Ma va beh fin qui tutto ok anche perchè mi ero portato i soldi dietro, ma cosa trovo appena entrato in segreteria della scuola? Due bidelle appollaiate a civettare ansimanti, sicuramente discutevano del nuovo numero di Novella 2000 di questa settimana e sulla miglior qualità di miglio che le aziende mettono nel becchime da dare ai propri pennuti ingabbiati. Queste mi dicono che purtroppo il ministero non ha ancora mandato i diplomi stampati alla scuola e di riprovare fra un pò di tempo. Ma via, hanno avuto tutta l’estate per mandare du’ scartoffie e ora che siamo alla fine delle vacanze ancora non si sa dove sono. Ma io oltre che a capo della motorizzazione civile, mi devo mettere a capo anche del ministero per far funzionare bene le cose?! Era per questa serie di sfortunati eventi che mi sarei ritenuto più che un grande se li avessi superati tutti, ora non resta che partire domani, lasciar passare il tempo e aspettare che tutto si sistemi. Insomma un passo in avanti almeno c’è stato, traslocare in Inghilterra e anche prima del previsto, sono felice, ma anche triste e nostalgico. Ho già cominciato a fare il giro di saluti di amici e parenti e ho anche già visto le prime lacrime. Chi sa comunque quando sarà la prossima volta che scriverò un nuovo post, non so nemmeno se là hanno il computer con internet ma dicerto un internet point lo troverò di sicuro. Tutto questo merita una nuova categoria: “Trasloco!” e viaaaaaaaaaaaaaaaa Ciao belli
E ti pareva…
Ehi ricordate del premio per il miglior Vespista fradicio? Ecco, le onorificenze non sono ancora terminate. Proprio ieri mattina (il giorno dopo la famosa doccia di pioggia) ho ricevuto la parte del premio più valorosa: ho cominciato ad accusare un fastidio nella fronte e smoccicavo a destra e a manca per casa di un amica, sempre col fazzoletto in mano e col naso che cominciava ad irritarsi. La sera prima eravamo andati in centro a Firenze e mi sa che anche là ho preso una bella frescata, che sommata all’esperienza in vespa di qualche ora prima, ha contribuito ad una bella giornatina, quella di oggi, da malaticcio: un bel raffreddore che di così forti non ne avevo mai avuti, tanto da non farmi dormire e costringermi a letto per tutta la mattina e buona parte del pomeriggio. Sono attualmente con un dolore lancinante al cervello che mi fa riflettere ogni volta se scendere o no le scale per andare giù, visto che il mio organo a forma di cavolfiore mi sbatte contro il cranio ad ogni scalino. Se mi vedeste: ringobbito e circondato da circa un centinaio di fazzoletti usati. Naturalmente tutto questo non ha potuto evitare che scrivessi questo post, dovevo sviare la mente da questo pesante stato di intasamento nasale e cercare di divertirmi un pochino a scrivere dato il fatto che è tutto il giorno che sto in casa e che stasera non uscirò sicuramente. Maremma proprio stasera che dovevo andare a vedere le foto d’infanzia di un amica. Ma d’altro canto meglio ora piuttosto che frà un pò di giorni durante la partenza. Intanto il Poggetto si sta ripopolando di tutta la gente che se n’era andata via a trascorrere le vacanze estive e questo fattore non è altro che un valido motivo in più per voler traslocare. Non è davvero più il bel vecchio poggetto di 10 anni fà che ospitava solo casa mia e qualche altra anima in preda allo stress che si godeva il week-end in campagna, tra gli ulivi e le vigne, in cerca di un pò di pace dopo che aveva trascorso la settimana lavorativa nelle città frenetiche. Cambiando discorso, ho notato che il mio blog è stato veramente apprezzato da molti e che ho le conferme di avere molti assidui e divertiti lettori proprio in questi giorni. Mi dispiace solo che non ne esista una versione identica in inglese per tutti quegli altri cari amici che non possono capire l’italiano. Molto spesso mi è capitato di chattare con questi amici e mi balenava in testa che magari gli potesse far piacere leggere il mio blog ma ci ho dovuto sempre ripensare perchè stranieri. Magari in futuro esisterà (perchè probabilmente ne avrò veramente voglia) una versione parallela in inglese di questo blog. Un altro punto che ci tenevo a ribadire sta a dire che chi è riuscito a leggere queste righe e quelle dei post precedenti è solo per il fatto che è gente fidata o che rientra nei miei standard. Non siete in molti ad avere il link del blog, a molte persone ho anche detto di no e gli ho negato l’accesso. Questa comunque era solo una precisazione, ora non montiamoci la testa e pensare che Andrew possa essere l’uomo della nostra vita perchè ha detto questo di noi o che possa diventare il padrino per una vostra eventuale futura figlia! Intanto sto aspettando ansiosamente di sapere il giorno della pratica per la patente di guida, che ancora non so solo perchè devo aspettare i comodi dell’autoscuola e dei suoi dipendenti che tornano dalla ferie e che riapre il 3 settembre. Infatti domani chiamerò, come mi è stato detto di fare, per informarmi sull’esame. Non vedo l’ora di averlo fatto, ma non fraintendetemi, non è perchè muoia dalla voglia di avere la patente in se per se e di guidare una macchina da solo senza patentati da più di 10 anni accanto, magari questo è solo il 15 % della motivazione, ma l’atro 85 % è perchè in Inghilterra quelli del ristorante vogliono sapere quando sarò pronto per partire e che già mi aspettano, c’è solo st’esame che mi trattiene quì, se no sarei già partito il 19 agosto come mi era stato proposto. Era solo che pensavo che la patente, siccome valida anche a Guilford, mi sarebbe potuta tornare comoda e dato che l’esame di teoria l’avevo già fatto, sarebbe stato da stupidi andarsene ad un passo dalla patente tanto sudata. Ora scusatemi ma scappo a fare delle fumenta per stasarmi il naso…
