L’esperienza dell’insalata e mia

28 Ottobre, 2007 at 4:40 pm (2. Trasloco - Caos!)

Marhaba asdeka’y. Sarebbe ciao amici miei, giornata apparentemente vuota e fredda oggi, non c’è nulla in programma per quest giorno, c’è chi non sta granchè bene e quindi non posso andare a trovarlo e quindi me ne starò in casa. Se non altro ne approfitterò per continuare le mie ricerche su internet in compagnia di un pò di buona musica celtica. Da quando sono tornato da Manchester ogni giorno controllo vari siti nei quali mi sono iscritto e che offrono l’opportunità di trovare lavoro e appunto sempre da quando sono tornato spedisco CV (Curriculum Vitae) in giro in attesa che qualcuno mi faccia sapere qualcosa ma purtroppo ancora niente. Non posso dire altrettanto della stanza che avrei trovato al primo tentativo. Infatti il giorno dopo del mio ritorno dall’Inghilterra ho acceso il computer, sono andato su Google, ho scritto “rooms for rent in Warrington” che tradotto significa “stanze in affitto a Warrington” ed appunto Warrington è la piccola città a 20 minuti dal centro di Manchester in cui andrei io. Appena cliccato su “cerca” mi è comparso subito il sito di Spareroom.co.uk che una volta iscritto e dopo aver impostato i miei criteri di ricerca, in un battibaleno mi ha mostrato una sfilza di stanze proprio a Warrington e che alcune di queste erano proposte allettanti. Subito ho mandato delle e-mail alle caselle di posta dei proprietrai descrivendo la persona che sono e altrettanto subito mi è stato anche risposto. Una mia amica londinese direbbe “Eccoci, questa è la famosa cortesia inglese”. Ci sarebbe una stanza matrimoniale ma con all’interno un letto singolo in una casetta appena ristrutturata e riarredata. Una buona proposta contando le dimensioni della stanza e la modica cifra di 240£ al mese tutto incluso fuorchè il telefono, dico modica cifra perchè a Guildford ero allenato a ben altro: l’economico partiva dalle 300£ e se volevi una stanza buona dovevi essere abbastanza gentile da alzare il tuo budget mensile per l’affitto a 350£ – 400£! Sempre la mia amica londinese mi direbbe “400£ al mese? Per bacco che offerta, io pago il doppio se non il triplo qui in a Notting Hill!”. Eh si i prezzi lassù sono questi ma, dobbiamo anche entrare nell’ingranaggio di 1 sterlina uguale ad 1 euro e non uguale ad 1,47 euro se no veramente non vivremmo e ogni volta ci sorprenderemo che solo un panino ci costa quasi 7€. La vita è sì più cara ma anche più alti sono i salari. Tornando alla stanza, mettendomi in contatto col proprietario e dicendogli che sarei disposto a partire solo dopo che avrei trovato un lavoro e quindi tirando le somme, se tutto va bene, verso dicembre, mi è stato risposto che comprensibilmente vorrebbero che bloccassi la stanza con una caparra pari ad un mese d’affitto in anticipo per potermela garantire libera per il mio arrivo. Vedremo come va a finire, per ora non ci voglio pensare, ho scoperto comunque l’ampia disponibilità delle stanze in affitto a Warrington e quali sono i prezzi, attualmente mi concentro sul lavoro. Facendo mente locale a proposito delle mie poche, ma pur sempre esistenti esperienze lavorative passate, ho notato che ho sempre lavorato nel settore “cibo e alimentazione”. All’inizio ho lavorato per più di un anno in un supermercato vicino a casa mia in parallelo col mio quinto anno delle superiori, era una specie di part-time pomeridiano che mi garantiva le mie belle 50€ settimanali facendo solo 8 ore a settimana in qualità di cassiere e magazziniere: molto soddisfacente dal punto che, lavorando duro, mi ha permesso di godermi la mia famosa settimana egiziana. In seguito quelle cavolo di due settimane a Guildford dove ho provato la segnante esperienza del “barman, cameriere e porta comande allo chef” nel terribile ristorante di lusso “La Luna” (e tò, qui gli faccio anche cattiva pubblicità!) e dopo l’esperienza come Cleaner al Pizza Express che invece devo dire un bell’ambiente ed infine Parma che anche se è durata poco ho sempre venduto prodotti alimentari. Analizzando questi passi so per certo cosa vorrei come primo lavoro, per iniziare a Warrington, e sicuramente escludo a priori l’ambiente ristorazione e quindi bar, caffè e ristoranti-pizzerie, troppo stressanti. La cosa brutta dei ristoranti è che sì sai qual’è l’orario che devi presentarti a lavoro ma non sai mai qual’è l’ora che uscirai, dipende dalla gente che c’è e da quanto si trattiene; questa cosa non la sopporto, cazzo voglio degli orari io. Quindi tirando le somme ho scelto il supermercato dove bene o male cercano sempre, sì stressante perchè la gente è pur sempre stressata e che stressa a suo tempo ma dove ci sono i benedetti orari di chiusura e soprattutto, la cosa più importante dove ho già esperienza nel campo: so bene come si sta alla cassa (almeno quelle in Italia riuscivo a gestirle, chissà di quanto cambieranno le casse in Inghilterra no?) e so inoltre che quando arrivano le cose nuove da mettere negli scaffali vanno messe dietro a quelle più vecchie e già esposte in modo che la gente prenda prima quelle con la scadenza più vicina. Se volete un prodotto fresco prendete sempre quello dietro. Vi sorprendete? Non lo sapevate? La prossima volta andate al reparto verdura e guardate per esempio le insalate insacchettate, quelle delle pubblicità che c’erano poco tempo fà in tv, e guardate bene le scadenze di quelle esposte d’avanti e confrontatele con quelle in fondo, le ultime in dietro. Ieri era il compleanno della mamma che ora ora due minuti fa mi ha abbracciato forte, le cose che più combattono dentro di me sono la famiglia e la partenza: a casa mia, quì ci sto benissimo ma ho anche una forte voglia di andare via e diventare più indipendente, voglio badare a me stesso al 100%, non vedo l’ora in futuro, in Inghilterra, di entrare nella routine giornaliera e di sorridere pensando a tutte le mie paranoie che ho in questo periodo, forse comprensibili, in fondo sto comunque sempre cercando di spiccare il volo fuori dal nido e sono varie le cadute dolorose…

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Tentativo n°2?

21 Ottobre, 2007 at 2:12 pm (2. Trasloco - Caos!)

Buongiorno miei sudditi, qui è Sir Andrew che scrive, che giorni intensi sono stati quegli ultimi, infatti il motivo percui non scrivo sul blog da un pò è proprio perchè ero fuori casa. Ricordate di Parma, della fiera in cui andavo a lavorare un paio di giorni vendendo prodotti da mangiare tedeschi. Bene venerdì scorso di pomeriggio ho preparato la valigia e mamma mi ha accompagnato alla fermata dove ho preso l’autobus per Firenze Santa Maria Novella dove c’è la stazione principale. Mentre aspettavo alla fermata dell’autobus mi si affianca una ragazza che non conosco benissimo ma che la vedevo spesso a scuola, una chiacchierona terribile che urla e che per l’appunto attacca a parlare a ruota senza un attimo di sosta; discorsucci nel quale io rispondevo: “Ah sì? – ma dai. – non l’avrei mai detto. – wooo che interessante”. Come se non bastasse, una volta arrivato l’autobus è salita con me e mi ha fornito l’esclusivo privilegio di riservarmi un posto accanto a lei guidandomi con le mani. Spiaccicato contro il vetro e intimandole di non urlare perchè tutti ci guardavano e ascoltavano i suoi discorsi alla fine è scesa dopo circa 20 minuti. Anche se i suoi discorsi mi aleggiavano per la scatola cranica per almeno tutte le due ore successive devo anche ammettere che due risate me le ha fatte fare, che ciarlatrice ganza! Arrivato alla stazione di Firenze, dopo un ora in cui avevo l’mp3 alle orecchie temendo che qualcun’altro attaccasse discorso mi sono avviato verso i treni incontrandomi con una ragazza che anche lei come me andava a Parma per lavorare alla fiera. Saliti sull’eurostar ci prende una fame da buco nella pancia e cominciamo a sgrufare biascicando e sbriociolando tutto intorno. Anche lì la gente ci guardava e avrei addirittura giurato che quella seduta difronte abbia riso di noi. Dopo 2 ore eccoci nella stazione cadente di Parma, per me città assolutamente sconosciuta, andiamo in albergo e l’uomo, un amico di mia mamma per cui ho lavorato e con cui dividevamo la stanza, un tipo buffo  con l’accento veneto che parla solo di sesso fà la grande cosa di scivolare per le scale. Immaginatemi piegato in due dalle risate vedendo l’imbarazzo che si manifestava sul suo viso, risate ancor più alimentate notando che cercava di spacciare la scivolata come qualcosa di intenzionale fatta apposta per farci ridere. Eh si si come no. Comunque sia venerdì è passato veloce e altrettanto veloci sono passati sabato e domenica dove abbiamo lavorato duramente vendendo più di 2300€ in prodotti alimentari. Mi è anche stato detto che non sono tanti e che generalmente in una fiera si raggiunge tranquillamente il triplo ma contando che anzichè una fiera era un mercatino dell’artigianato a me son sembrati tanti lo stesso. Ho incontrato tanti stranieri: ottime opporunità per parlare inglese, spagnolo e azzardare perfino un pò di arabo. Parlando di Parma devo dire che è molto carina, molto piccola, forse perchè ho visto solo il centro storico e, udite udite, sentendo che gli abitanti di Parma si chiamano parmigiani ho perfino realizzato che il parmigiano reggiano nasce appunto a Parma. Domenica sera infine sono tornato a casa, riprendendo il treno che stavolta era un intercity e quindi popolato di extracomunitari tra cui dei cinesi che io veramente non capisco come mai, i maschi hanno tutti le unghie delle mani spaventosamente lunghe, circa 2 cm per dito che farebbero invidia a qualunque donna a cui piacciono le unghie lunghe ma che invece viste addosso a dei maschi cinesi non nascondo che realmente mi veniva lo stimolo del vomito. Qui di sotto allego una foto del “cinese unghiuto” che purtroppo non sono riuscito ad incuadrargli le mani.

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L’indomani, lunedì mattina, miei cari sudditi era il 15 ottobre, giorno speciale in cui ricorre la data del mio compleanno, giorno molto frenetico e pieno di cose da fare partendo dalla mattina presto in cui siamo dovuti correre all’ospedale pediatrico perchè il cannello della dialisi di mia sorella si era bucato, cosa da non sottovalutare affatto perchè porta infezioni gravi. Ma state pure tranquilli, tutto si è risolto bene e non c’è più da preoccuparsi. Ritornato a casa dovevo di nuovo preparare la valigia per la notte di martedì, notte bellissima in cui sono partito per Manchester. Il mio compleanno è stato proprio bello e intimo con una cenetta in famiglia e amica più stretta, la solita con cui sono andato a Manchester. Dopo la cena sono andato a dormire a casa sua e alle 4 siamo partiti con sua mamma per l’aeroporto di Pisa che è l’unico in Toscana che ha Ryanair e Easyjet e quinti i voli lowcost. Il volo era alle 6 circa e siamo arrivati verso le 8 circa al John Lennon International Airport di Liverpool che dista 40 minuti di macchina da Manchester. A quel punto meravigliosa sorpresa da parte dei nonni della mia amica (lei è inglese) che ci sono venuti a prendere con una fiammante Mercedes viola melanzana. Sono rimasto a Manchester per 3 giorni dove sono stato a dormire in delle case inglesi stupende, niente a che fare con le nostre case italiane. Sono stato benissimo e mi sono divertito molto andando all’avanscoperta dell’Inghilterra del nord che purtroppo, mi dispiace dirlo, è più bella dell’Inghilterra del sud. Più curata, con prezzi più abbordabili per un diciannovenne in cerca di casa e lavoro. Approposito di lavoro, il colloquio per il quale sono andato a Manchester alla fine è stato una bufala, l’uomo che ho incontrato non mi ha dato niente più che un numero di telefono e basta, ne un posto per l’accomodazione e un lavoro sicuro come aveva promesso, era solo un chiacchierone. Adesso conterò su altre opportunità, basta fidarsi della gente così a caso, se vuoi una cosa bisogna farsela da soli e quindi spedire curriculum a destra e a manca in attesa di risposte. Nulla mi vieta comunque di chiamare quel numero, giusto per sentire cosa ha da dirmi, chiunquesia. L’ultimo giorno passato a passeggiare nella gelida aria della metropoli manchesteriana è stato molto intenso e piacevole, abbiamo trovato un negozio di vestiti gigante dove la roba è economica come da nessun’altra parte, si potrebbe immaginare che è sicuramente tutta roba che viene dalla Cina vista l’abbordabilità dei prezzi ma invece è tutta roba spagnola ma in pieno stile inglese. Il negozio è Primark e si trova sull’High street e mi sono rifatto l’armadio: ho comprato la bellezza di una vestaglia lunga fino alle ginocchia in pile, come quelle che hanno gli inglesi per stare in casa, un cappello, due paia di guanti, una felpa, una maglia a maniche lunghe, una polo, una siarpa,  e 4 paia di boxer stracolorati e tutto per la bellezza di sole 55 sterline circa. Veramente nulla in confronto a quello che avrei speso qui in Italia e non dimentichiamoci che è roba stilosa che si trova solo in Inghilterra. Venerdì notte abbiamo ripreso l’aereo verso Pisa e siamo arrivati lisci lisci senza alcun tipo di problema apparte un’altro chiacchierone schizzato che non ci lasciava stare sull’aereo. Ah dimenticavo, cosa molto importante per me, parlando con la banca a Manchester mi hanno detto che posso richiedere un mutuo solo dopo sei mesi in cui ricevo una regolare busta paga; la prospettiva di comprare casa mi si fa finalmente più chiara, non come a Guildford che essendo nella regione del Surrey e cioè quella più ricca di tutta l’intera Europa che appunto ha come città maggiore Londra, i prezzi degli immobili sono inpensabili. Manchester e dintorni offrono prezzi veramente più bassi paragonati a quelli del Surrey, prezzi per il quale io sto veramente pensando di trovare un buon lavoro che mi garantisca un assiduo stipendio per richiedere un mutuo e cercare casa. Pensiero che non penso tutti i diciannovenni italiani abbiano vista la bella situazione che ha l’Italia nel settore immobili.

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Parma & Underground

10 Ottobre, 2007 at 2:33 pm (2. Trasloco - Caos!)

Ma cosa succede, un post dopo l’altro. Strano, ma altri fatti sono dietro le porte quindi cosa fare se non raccontarli sorseggiando un tè bollente. Dunque questo week end andrò a Parma ad aiutare un amico di mamma a vendere prodotti tedeschi ad una fiera. Le fiere sappiate bene che non sono solo le “giostre” o quegli ambienti là che trovo al quanto deprimenti ma anzi sono luoghi giganteschi formati da padiglioni altissimi dove al loro interno ci sono stand e banchi dove ognuno espone la propria merce al pubblico e possono essere fiere dell’artgianato, delle nuove tecnologie, show room automobilistici o sportivi, possono trattare ogni argomento e non hanno niente a che vedere con le giostre. Quella dove vado io non so quale tema tratterà ma fatto sta che io andrò, perchè d’altra parte è sempre una proposta lavorativa in mezzo a tanti giorni passati alla mò di mantenuto in casa. Quindi venerdì sera prenderò il treno da Firenze Santa Maria Novella per far rotta verso Parma e starò tutto sabato, tutta domenica e sempre di domenica sera alla fine del lavoro riprenderò il treno per casa. Altra notiziona ma che non è ancora sicura per quando, forse verso l’ultima settimana di ottobre, è quella che insieme ad un amica andrò a Manchester da suo padre un pò di giorni e là incontrerò il mio futuro datore di lavoro, ricordate il tentativo numero 2 no? Sarà una bella esperienza, almeno credo, in quanto sento che le mie opportunità per il futuro si rifanno ancora sentire e che si erano solamente un pò assopite. Inoltre sarà diciamo un viaggio di vacanza e colloquio in compagnia di soli inglesi che mi faranno conoscere la loro vità fino dentro l’ambiente intimo quale è la casa.

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Sapete cos’è il Mind The Gap? E’ quell’avviso così tradizionale dell’underground londinese che sarebbe la metropolitana e vuol dire Ricorda Lo Spazio riferendosi alla fessura che c’è tra i vagoni della metrò e la piattaforma della stazione. La cosa buffa è che veramente a Londra questo spazio è enorme e quindi si sentono in dovere di ricordarlo ai passeggeri ogni tre secondi, sul serio ogni soli tre secondi con un tono di voce senza anima e svogliato che tutti (almeno i più giovani) si ricordano bene di sfottere almeno una volta al giorno. Sò per fino di gente anziana o distratta che ci è caduta dentro e del panico che si creava quando il treno annunciava la partenza. Addirittura tra la piattaforma e il treno ,ora, nelle stazioni più popolari e moderne di Londra hanno anche messo dei vetri separatori con delle porte che si aprono in simbiosi con quelle della metropolitana in modo che la gente non ci si suicidasse, mi è stato raccontato che era un fatto all’ordine del giorno che dei disgraziati si buttassero tra i binari prima che il treno passasse proprio per farla finita. Altra chicca sul sistema underground londinese sono le scale mobili sul quale chi non ha fretta si deve mettere sul lato destro delle scale e lasciarsi trasportare mentre sulla sinistra è dedicato lo spazio disponibile a quelli che hanno fretta e ti sfrecciano accanto a gambe levate colpendo tutte le braccia e le borse dei non frettolosi. Io l’ho imparato bene dopo che mi ero messo nei panni di uno senza fretta ma nello spazio dei frettolosi, ho rimediato una bella gomitata tra le costole e delle occhiate cattive. Cambiando argomento, e passando ai consigli per l’acquisto: ma qualcuno mi ha per caso pagato per fare un sacco di pubblicità ultimamente? Magari è una cosa stupida ma avete mai comprato un sapone Palmolive che sia al gusto latte e miele oppure burro e nocciole? Sono la fine del mondo, ve li consiglio, io li ho provati la prima volta durante le mie due settimane passate in Inghilterra e viene quasi voglia di bersi tutta la confezione sotto la doccia quando li usi. Ottimi all’olfatto, forse al palato, non saprei e micidiali per la salute!

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Mashrabsh El Shay

9 Ottobre, 2007 at 3:02 pm (2. Trasloco - Caos!)

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Ok ok darò una traduzione per il nome del mio blog visto che c’è tanta gente che comprensibilmente non lo capisce. Allora innanzitutto è arabo e non indiano, e “Yalla yalla sadiki Andrew” vuol dire “Forza forza amico mio Andrew”, una specie di forza e coraggio inventato da me, mi suonava bene all’orecchio. E poi dai, non c’è niente di più melodico e fluente della lingua araba ve lo posso assicurare. Tra sei giorni è il mio compleanno, il 15 ottobre, e sono contento, era da tanti anni che non ero così felice che venisse il mio compleanno, non me ne è interessato mai più di tanto, ma questa volta che è il diciannovesimo non so come mai ma c’è qualcosa di speciale nell’aria. Questi giorni sono passati velocemente e nella norma, ho lavato il bagno un paio di volte, la macchina di babbo, la macchina della mamma e la mia vespa, insomma mi sono dato da fare e prima di queste cose mi è anche entrato il tempo di beccarmi una leggera febbre che mi ha costretto a stare in casa per 4 giorni, sicuramente un’altra frescata. In alto nella foto si può vedere il mio darbouka e il mio hetta o shell arafat comprati orgogliosamente in Egitto e quindi originali puro sangue. Il Darbouka sarebbe una percussione di origine turca ma che è diffusa in tutto il mondo islamico e oltre e ho imparato a suonarlo da solo tramite dei video corsi scaricati da internet e devo dire che decisamente me la cavo. Lo comprai a Khan Al Khalili ovvero il mercato centrale del Cairo e impiegai circa 20 minuti per comprarlo, barattandolo a partire da 180€ (sì, in Egitto tutti accettano l’euro e ti parlano tranquillamente in toscano) fino ad arrivare a 30€, una fatica enorme ma un esperienza molto buffa che si concluse con l’egiziano che mi rincorreva su per la via urlandomi “Italiano hei italiano ferma” col darbouka alto sopra la testa dopo che io avevo lasciato stare e non lo volevo più e dopo che aveva constatato che ero un buon cliente. Mentre lo shell arafat è quella stoffa bianca e nera che ho rimediato per tre lire egiziane, uguali a poco più di 45 centesimi nostri, ma che esiste anche bianca e rossa a seconda delle organizzazioni, e generalmente gli arabi lo portano sulla testa ma che invece io uso come una normalissima sciarpa che mi aiuta con tutti i miei frequenti mal di gola lancinanti. [ www.nogomi.com ] Per chi è interessato alla musica araba volevo da tempo fornire il link del sito in inglese della Nogomi (sia benedetto chi l’ha inventato) da cui io mi rimpinzo di musica mp3, basta iscriversi al sito, crearsi un account personale e puoi scaricare la musica e i video musicali delle canzoni più famose ed il bello è che sono tutti gratuiti ed è legale scaricarli (se no io non c’ero tanto affezionato e soprattutto che bravo pirata sarei stato?!). I diritti degli autori arabi, per fortuna, sono diversi da quelli che conosciamo noi, infatti loro concedono la loro musica a patto che scarichi un massimo di 20 canzoni e 5 video musicali al giorno e anche a patto che la musica scaricata te la godi solo te e te la tieni solo nel tuo computer. Bene fin qui ci siamo ma a loro chi gli assicura che io, Andrew, non masterizzo cd a destra e a manca e che ho solo un account?! Dopo tutta la pubblicità che gli faccio mi sembra anche il minimo… ;)

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