Lilford Avenue.
Giovedi 15 Novembre 2007
Stamattina e’ stato il grande giorno, mi sono svegliato alle 7:30, ho finito di preparare le ultime cose e presto si sono fatte le 8:30 cioe’ l’ora di partire. Ho salutato fratelli e sorelle tentando di non pensar molto al nuovo distaccamento, ho portato le valigie in macchina e alla fine siamo partiti per Pisa. Un viaggio abbastanza silenzioso, io e mamma eravamo pensierosi, un silenzio rotto solamente dalla musica araba proveniente dall’autoradio. Arrivati all’aeroporto ho lasciato la valigia al check-in ed infine ci siamo seduti mezz’ora, prima che io oltrepassassi il metal detector: oltre questo la mamma non poteva passare. Arrivato il momento di salutarsi, questa volta e’ stato meno tragico, un abbraccio, qualche bacio ed infine ci siamo divisi velocemente, quasi sapendo che se non fosse stato cosi, sarebbero scese delle lacrime. Il viaggio in aereo e’ stato veloce e senza problemi, forse perche’ ho dormito tutto il tempo ma comunque sia mi piace volare. Sceso a Liverpool mi ha accolto una gelida aria pungente, l’ho riconosciuta, tipica inglese, ma anche stavolta il cielo era limpido ed il sole era schierato alto nell’azzurro; eppure l’Inghilterra ha la fama di essere costantemente pervasa da nuvoloni piovosi ma credetemi, per tutto il tempo che ho passato in questa isola, i giorni di pioggia tanto screditati non sono stati altro che qualche ora di leggera pioggerellina. Preso l’autobus, la linea 700 diretta verso Manchester, il tempo e’ stato allietato da un arzillo vecchietto autista che andava impressionantemente sparato lungo la strada e faceva delle frenate tali che ad un certo punto le valigie e i pesanti bagagli dei malcapitati passeggeri sono scivolati tutti in avanti. La mia corsa, fortunatamente, e’ finita dopo circa 20 minuti nella Burtonwood Service Area dove Paul e’ prontamente arrivato a prendermi con una mastodontica BMW M6 da 5000 di cilindrata, un bolide accessoriato di ogni minima cosa, Paul ha anche avuto il coraggio di dirmi che e’ una macchina che beve parecchio! Dopo aver chiacchierato per una decina di minuti mentre mi accompagnava alla nuova casa a Bewsey, siamo arrivati. La casa molto accogliente e luminosa con parquet e moquette in terra, niente a che vedere col porcilaio in cui ero capitato a Guildford. C’erano i falegnami che stavano installando le nuove porte a norma contro gli incendi, quindi c’era un sudicio terribile. La mia stanza stavolta e’ veramente l’eccellenza: molto grande e ben accessoriata. I falegnami sono andati via verso le 5 del pomeriggio (come da tipico orario inglese) e torneranno domani per l’ultima volta, almeno cosi hanno detto. La cosa sorprendente e’ che prima di lasciare casa hanno pulito e addirittura hanno passato il ciencio in terra, ma in Italia lo farebbero mai dei falegnami? Avendo tutta la casa per me mi sono dato alle pulizie di camera mia, ho pulito le finestre, le superfici polverose ed ho passato l’aspirapolvere visto che c’erano i calcinacci in terra. Ho svuotato la valigia e lo zaino, ho fatto il letto ed ho sistemato tutto a mio piacimento, quasi come se mi trovassi a casa mia e per sentirmi piu’ a mio agio. In seguito mi sono concesso un lungo bagno con la vasca piena d’acqua bollente e mi sono rimesso in sesto. Per concludere sono andato a fare un giro dell’isolato per attenuare la mia curiosita’, ma devo proprio ammettere che non ho capito un tubo del posto, era buio ed era freddissimo. Ho conosciuto il francese che vive in casa con me, ha 22 anni, si chiama Adrian, e’ di Parigi e sembra un tipo tranquillo che sta sulle sue. In questi giorni inoltre dovrebbe venire il terzo ed ultimo affittuario, questa volta un inglese. La giornata posso dire che sia andata abbastanza rosea, ma un fatto me l’ha giusto appena un po’ sciupata. Nella cucina della casa ed in alcune zone dell’isolato ho risentito quel vecchio odore che sentivo a Guildford, quello che non piaceva affatto e che l’avevo associato a quei giorni nostalgici, quindi e’ stato naturalmente ovvio che risentendolo mi sia rimontato addosso lo stesso senso di nostalgia che provavo in quei giorni. Ma stavolta voglio essere piu’ forte e determinato, domattina andro’ a fare un bel giro a Warrington e a dare curriculum ai negozi. Non vedo l’ora che sia il 30 Novembre, giorno in cui arriva su anche la mia amica con la sua famiglia. Ora vado a nanna, la giornata si deve concludere qui, dormendo e sognando. Ore 21:05 in Inghilterra e 22:05 in Italia, Andrew si mette a letto, buonanotte sogni d’oro mondo.
P.S. Ci sono due cuscini sul letto quindi non ho bisogno di appallottolare nulla per rialzarmi la testa!
New posts are coming soon!!
Pazientate ancora qualche giorno e poi trovero’ il tempo di trascrivere i miei post gia’ realizzati sul blog! Un saluto.. Stay tuned!!
Ri-partenza, rotta Bewsey.

E rieccomi per la seconda volta a scrivere sul blog durante il giorno della vigilia della mia partenza per l’Inghilterra. Questa volta menomale è meno nostalgica, tutto è andato per il verso giusto e la gente intorno a me ha intuito bene di non prendere pesantemente e tristemente il mio trascloco come qualcosa di tragico, stavolta sarà inteso più come un viaggio, diciamo così. Domani mattina ho l’aereo da Pisa verso le 11:30 quindi partenza da casa verso le 8:30 e sveglia verso le 7. Arriverò a Liverpool verso l’una e da lì prenderò l’autobus che mi porterà fino ad un punto dove scenderò e aspetterò Paul, quello dell’agenzia che cerca e sistema la gente con le stanze in affitto, all’apparenza un tipo molto socievole e gentile, chi sà, potrà essere il mio nuovo amicone.
Una volta incontratomi con lui mi porterà al mio nuovo indirizzo di casa che per ora sò solo che si trova a Bewsey, una contea molto vicina al centro di Warrington. Dal sito di Spareroom, quello con cui ho trovato la stanza, ho visto le foto di casa, ovviamente nel pieno stile inglese, finestrone con infissi bianchi (senza persiane grazie al cielo!), fatta in mattoni rossi e con giardino dietro e difronte. E’ composta da tutte le aree condivise quali il salotto, la cucina, la sala da pranzo e varie stanzucole dall’utilità a me sconosciuta e naturalmente da tre stanze da letto. La mia è matrimoniale con armadio, 3 gruccie, scrivania, sedia, lampadina, letto e materasso: scrivo tutta questa lista di oggetti perchè è proprio quella che mi è stata inviata per mettermi a conoscenza di cosa ha la stanza. Per strette ragioni igieniche non ci sono coperte e cuscino. Un bel casino, lenzuola e piumone me le porto pressate in valigia ma purtroppo il cuscino per ragioni di peso e spazio non lo posso portare, per i primi giorni mi arrangerò con qualche mio vestito appollottolato e messo alla mò di cuscino, finche non me ne comprerò uno. Sò già che uno degli affittuari che già si trova nella casa, nella sua stanza, è un/una francese: evvai, proprio per l’appunto in questi ultimi tempi stavo scoprendo una neonata passione per il francese, sapete no che mi piacciono le lingue. Una cosa che ho in mente di fare nei prossimi giorni, oltre a fare i miei giretti per cercare lavoro ed esplorare la zona, è quella di procurarmi una bicicletta, anche mezza rotta, per spostarmi velocemente da un luogo all’altro, boh, vedremo, magari chiedo ai vicini se per caso ne hanno una che non usano e gliela pago. Un fattore che mi rende molto orgoglioso del posto in cui vivrò è proprio la sua centralità: infatti si trova a 28 minuti dall’aeroporto di Liverpool, 25 da quello di Manchester, mezz’ora dal centro di Liverpool, meno di mezz’ora dal centro di Manchester e 31 km in linea d’aria dal confine del Galles, in più a poche ore di macchina, verso sud c’è la Scozia e ad ovest arrivando fino alla costa e prendendo la nave si arriva in Irlanda, ottimi presupposti per fare qualche viaggio in futuro. Intanto colgo l’opporunità per dire che via via, giorno dopo giorno cercherò di appuntarmi i fatti del giorno su un libretto, come da consiglio della Paz, in modo che tutto quello che succederà non verrà perso, in seguito, alle prime opportunità di avere un computer con internet di fronte, riscriverò tutto sul blog mettendo in cima la data originale in cui è stato scritto il post. Cambiando discorso, l’altra sera ho passato momenti emozionanti, come non ne provavo da anni, tra risate squarcia pancia e dolore alla mandibola ho rifatto un tuffo nel passato, esattamente a 5 anni fà quando facevo la prima superiore, tramite una rimpatriata di vecchi amici con cui da tempo non avevo più a che fare, le strade si sono divise: grazie per questa serata gente!
L’ominide della Play Station
Dopo tutte le mie vicende sentite questa, ha dell’incredibile e credo di essere l’unico nella storia del mondo dal giorno in cui inventarono le patenti fino ad oggi! Lunedì 5 Novembre verso le 9 di mattina chiamo la scuola guida e mi viene comunicato che nel pomeriggio stesso ci saranno gli esami, fin quì tutto ok dato che ero preparato all’idea dell’esame di pratica che ormai doveva incobere in questi giorni, infatti erano passati più di 45 giorni dall’ultima volta che lo sostenni e che venni bocciato per quella maledetta precedenza non rispettata (un errore commesso e l’ho sempre ammesso), e quindi il mese canonico che deve trascorrere per legge tra un esame e l’altro, fortunatamente, era già passato. Mi è stato comunicato di recarmi alla scuola guida verso le 3 e 15 del pomeriggio. Dal momento in cui ho riagganciato il telefono è cominciata una tensione, lieve confrontata con quella dopo, ma pur sempre tensione nervosa. Volendo arrivare un pò prima, per sicurezza, non si sa mai, arrivo alla scuola guida verso le 3 e lì mi metto ad aspettare, un attesa terribile come se fossi stato seduto su una sedia ricoperta di spine dolorose. Con grande amaro stupore di tutti quelli, che come me, dovevano fare l’esame di pratica, l’esaminatore della motorizzazione arriva alle 6!!! Dopo tre ore da inferno nel quale ero agitato come una cavalletta che schizza da tutte le parti e dove sono andato in bagno ogni mezz’ora, arriva questa specie di ominide marroncino con le labbra viola, tutto tranquillo e beato, con la sigaretta in bocca e gli occhiali da sole: ora ditemi voi, gli occhiali da sole alle 6 di una giornata nuvolosa e che per di più a quell’ora c’è già buio ma va beh, non sono fatti miei, basta che mi passa! Comunque, aspetto un’ altra mezz’ora perchè c’è una ragazza prima di me che fa l’esame da sola e poi finalmente alle 6 e mezza veniamo chiamati io e un altro ragazzo a salire in macchina per fare l’esame, io sono il primo. Mi siedo al posto di guida, mi allaccio la cintura, sistemo il sedile e gli specchietti, alla mia destra quello di scuola guida (lui c’è perchè la macchina è la sua), dietro di me l’esaminatore annoiato e stravaccato come un bambino sul sedile e accanto a lui, sempre dietro, l’altro ragazzo che doveva fare l’esame. Parto, tutto liscio, minimo visto che mi ero esercitato tantissimo, seguo tutte le indicazioni che mi dà l’esaminatore in tono calabrese svogliato, tutto va per il meglio, addirittura si scherza anche mentre guido. Queste sono alcune delle frasi pronunciate da lui mentre facevo l’esame: Esaminatore: “Ma a voi piace il Play Station? Voi siete quelli della nuova generazione, quindi sicuramente vi piace il Play Station oppure il Nintendo vero?”- Noi (io e l’altro ragazzo che all’incirca aveva la mia stessa età): “Ma veramente no, abbiamo altro a cui pensare, per esempio prendere la Patente.”- Esaminatore:”Sè vabbè, io invece sono rimasto ai vecchi passatempi…”- L’uomo di scuola guida (quello alla mia destra): “E quali sono?”- Esaminatore con l’aria di chi la sa lunga: “La Topa!” A questo punto partono delle risate, la mia era sforzatissima, sotto sotto stavo concentrandomi su tutte le regole stradali da rispettare. Oppure un altro discorso stupido e quindi ovviamente partito dall’esaminatore: “Ecco abbiamo fatto la macchinata brutta, non ce n’è uno ok, c’abbiamo l’ossigenato (sarei io), abbiamo il bruttacchio (l’altro ragazzo) e il cavallo (quello della scuola guida) e naturalmente infine c’è il felice (così si guidicava l’esaminatore). E prioprio mentre sentivo questi discorsi arriva la mazzata sulla testa, come qualcosa che ti piomba addosso dall’alto e ti fa rimanere stordito e con la vista annebbiata per un paio di secondi. Dal nulla, mentre percorrevamo una strada in una piazza mi sento dire le più temute parole che non volevo assolutamente sentire: “Ahia, abbiamo bucato uno stop laggiù signor…, si doveva fermare.” Subito mi sento cedere tutta la terra sotto di me, eccoci l’ho fatta grossa anche stavolta, ma un attimo: “Ma mi scusi quale stop?” “Quello là!” Indicando un punto imprecisato dietro alla macchina dove invece si trovava un ristorante. “Dunque, di questo fatto non me ne dimenticherò, ora entri in quel parcheggio e mi faccia vedere come fa un parcheggio.” Entro nel parcheggio e gli posteggio la macchina in retromarcia, tutto perfetto. Esaminatore:”Ok scenda, facciamo salire l’altro ragazzo.” Scendo e vado a mettermi sul sedile posteriore accanto a lui, cedendo il posto all’altro ragazzo che doveva fare l’esame. Per prima cosa gli fa fare subito un parcheggio e sfortunatamente lo fa in modo sbagliato, mettendosi troppo attaccato alla macchina affianco in modo che non si potevano aprire le portiere. “Bocciati tutti e due!” Le temibili parole che guarda caso proprio non volevo sentire, rieccomele pronunciate. A questo punto quello di scuola guida che fino a quel momento era stato zitto apre la bocca e fa capire che il fatto era ingiusto, dopo tutto al secondo ragazzo gli aveva fatto fare solo un parcheggio, non aveva guardato come guidava, detto questo e dopo aver convinto l’esaminatore a far continuare l’esame tutto è rimasto in silenzio, nemmeno una parola per salvare me, che non avevo commesso nessuna infrazione, apparte l’immaginario stop bucato, e che per di più avevo fatto un parcheggio a regola d’arte. Dunque l’esame continua, guida discretamente fino a quando non ha quasi arrotato un ciclista e fino a quando non ha rispettato una precedenza in una rotonda e stranamente non gli è stato detto nulla, ma come, quasi uccidere un ciclista e mancare una precedenza, la stessa precedenza che mi ha fatto bocciare la prima volta, e a questo qui non gli viene detto nulla?! Ritornati alla scuola guida l’esaminatore mi ha detto che potevo andare via e di riprovarci un ulteriore volta dopo un altro mese, mentre l’altro ragazzo veniva accompagnato dentro a firmare dei documenti e a ritirare la sua nuova patente! Lui era idoneo alla guida e io no? Ingiustizia pura, divorato dalla rabbia e dall’amarezza sono tornato a casa e dopo aver dato la brutta notizia dell’ennesima bocciatura alla mamma, decido di riaccendere il cellulare che fino a quel momento era stato spento per non dover rispondere ad irritanti domande su come era andato l’esame. Dopo un secondo mi sento squillare il telefono e mi risponde la segretaria della scuola guida pronunciando le magiche parole, le più belle che un pluribocciato si può sentir dire:” Hey ma dove sei, ti abbiamo provato a chiamare fino ad’ora, vieni a ritirare la patente, alla fine è stato deciso che sei idoneo alla guida, non hai guidato niente male.” Non mi sembrava vero, fremendo e saltando per la gioia sono corso a ritirarla, alla fine sono stato passato. Secondo la segretaria e secondo tutti quelli a cui ho raccontato la storia, è storicamente provato che è impossibile bocciare a pratica e che invece, riflettendoci meglio ero stato bravo e quindi passare! Wohoo. Ma che bellezza, quindi ora ho la patente nuova e fiammante e il passaporto che sono andato a ritirare stamattina alla questura (costa un salasso, circa 97€) e per di più ieri sera ho pagato la quota del deposito per la stanza matrimoniale a Warrington, partirò il 15 Novembre se tutto va bene. Il lavoro ancora non c’è ma ho anche fatto tutto il possibile via internet, forse avrò un colloquio come cassiere, ma non è sicuro, comunque sia essendo là in persona confido che trovare lavoro sia più facile, boh, vedremo.
P.S. Il giorno dopo l’esame sono andato a vedere dove avrebbe dovuto trovarsi il fantomatico stop bucato: non esiste nessuno stop o precedenza da dare nel raggio di almeno 100 metri!
