Pronuntiatio Restituta

24 Aprile, 2008 at 1:22 am (3. Il Ragazzo Inglese)

Sono le 2 di notte e stasera mi sento bene, mancano ormai poche ore all’arrivo del taxi che mi portera’ all’aeroporto. Ho davanti a me una meravigliosa vacanza a casa nella mia Italia con la mia famiglia, senza lavorare per circa 10 giorni… Stasera mi sentivo Latino-Arabo e cio’ mi ha invogliato a postare una canzone degli Era che rispecchiava a pieno il mio stato d’animo. Come avrete notato il coro molto “cattedrale” canta in latino mentre la cantante araba intona “ya amani” in quello che mi sembra aver riconosciuto come l’antica Kasbah di Ourzazate in Marocco. L’insolita latinita’ mi nasce proprio in questi giorni, a lavoro mi sono capitate due situazioni in qui mi veniva chiesto di tradurre dal latino all’inglese, -non che io sappia il latino e ne tanto meno l’ho mai studiato (anche se mi sarebbe piaciuto)- quindi deducendo e siccome per certe parole e’ molto simile all’italiano, alla fine mi e’ risultato facile e mi e’ pure piaciuto. Non dimentichiamo che l’Italia e’ l’antica patria madre dell’impero romano la quale lingua ufficiale e’ stata sempre il Latino e che noi parliamo la forma moderna di questo idioma, l’italiano. Quest’ultimo (documentandomi su Wikipedia) e’ la lingua piu’ simile all’antico “italico” anche molto piu’ del francese e dello spagnolo che vengono dallo stesso ceppo del latino e che sono lingue romanze come lo e’ anche l’italiano. Mi hanno colpito queste due frasi trovate sempre sul sito: “Attualmente le lingue con maggiore somiglianza al latino sono il sardo per la pronuncia, l’italiano per il lessico, il rumeno per la struttura grammaticale ” e “Si ritiene che oggi l’80% delle parole inglesi derivino dai latini volgare e letterario.” Tutto questo mi ha fatto sentire come un antico Italico dell’Impero Romano in terra Angla e Sassone…

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Nonna Rolanda rulez!

15 Aprile, 2008 at 5:28 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Circa un mese fa’ dopo un pomeriggio passato a casa di un’amica, la quale mi aveva fatto scoprire dei video idioti e divertenti su Youtube, e dopo aver fatto scorpacciata di tutti i “Personaggi di Agliana e Pistoia” nel quale si vedevano ubriaconi gesticolanti che attraversano la strada e che sono realmente diventati famosi ma, a mo’ di fenomeno da baraccone tra i giovani toscani, alla fine ci siamo imbattuti nelle dozzine dei video di Nonna Rolanda. Colei (ma come parlo!) era (ci ha ahime lasciati lo scorso anno) una graziosa vecchietta docile e amabile alle apparenze ma catastroficamente volgare appena apriva bocca. Da quel giorno in cui l’ho scoperta su Youtube non faccio altro che vedermi i suoi video che sono veramente tanti e goduriosi ma tra i quali ho trovato i piu’ divertenti e ne ho stilato una classifica numerica dei 5 piu’ belli, voglio comunque premettere che le risate e lo stupore sono assicurati nonostante le oscenita’ che escono da una simile personcina acciaccata dall’eta’ e quindi godiamoci cotanta sana Toscanita’ e abbandoniamoci alle risate senza tanti pregiudizi…

Quinto posto in classifica:

Quarto posto in classifica:

Medaglia di Bronzo:

Medaglia d’Argento:

Ed infine sul podio con la medaglia d’Oro:

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English saturday night out!

15 Aprile, 2008 at 4:03 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Ed ecco che finalmente mi amalgamo per bene nella pasta inglese, lavorando all’Ikea -in fondo mi ci diverto ed esperienze positive ne ho lo stesso avute, nonostante i clienti- mi sono fatto un vero e proprio gruppo di amici e amiche come, e lo ammetto, non e’ che effettivamente ho mai avuti prima. Sono interessati, mi telefonano, e cosa che mi piace da morire, mi invitano fuori la sera. E’ bello questo, essendo l’unico italiano in tutta Warrington (almeno cosi credo) cio’ non mi fa sentire un emarginato. Sabato scorso dopo aver lavorato 7 ore, sono uscito alle 10 di sera da lavoro, mi arriva un messaggio e diceva:”Siamo al Babylon in centro, spero ti unisci a noi appena ti sei cambiato, eh?”. Invitato cosi di punto in bianco, mi ha fatto un piacere enorme, immaginavo chi ci potesse essere al Babylon del gruppo Ikea ma ad ogni modo alla fine mi sono stupito di quanti amici veramente erano venuti e per di piu’ il messaggio era da parte di Weetabex (ovviamente un soprannome), la belloccia bionda con le tette belle e il naso bello! Arrivato a casa, rivestito per uscire, lavato i denti, ho preso l’ultimo autobus della giornata e alla fine dopo aver scoperto dove caspita si trovava questo “Babylon” alla fine li ho trovati tutti lì, ovviamente gia’ mezzi brilli e barcollanti come narra la fedele tradizione inglese. Dopo mezz’ora ecco un corri corri da tutte le parti, tutti a prendere i giubbotti, strano, hanno tutti una tale voglia di andare a fumare fuori? No, macche’, e io che non lo sapevo, un sabato sera in Inghilterra lo si fa a tappe ed era appena scaduto il tempo del Babylon! OK, sorpreso e divertito ci incodiamo tutti per entrare al “Fifty-Three Degrees North”, si entra, si balla e si prende da bere per un oretta e poi rieccoci di nuovo nel putiferio del fuggi fuggi che presegnala lo scadere del tempo concesso in un locale, si riesce, stavolta sotto un acquazzone terribile, per poi correre al riparo dentro ad una altro locale il quale nome mi sfugge e li come se niente fosse tutti ricominciano a fare quello che avevano interrotto nel club precedente. Tra fotografie, risate, vino e naturalmente vomitate di gente, alla fine la serata si e’ conclusa abbastanza bene, ho ballato, bevuto il Rose’ e infine “du’ strusci con Weetabex” (detto proprio alla fiorentina!)

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Reame Arabo VS Impero Turco

6 Aprile, 2008 at 8:52 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

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A prendere il sole con Benigni!

5 Aprile, 2008 at 1:32 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Ora, oggi, dopo essermi svegliato alle 11 bello riposato, day off dal lavoro e dopo aver fatto la spesa alla Tesco, per celebrare la prima bellissima giornata primaverile inglese nel quale c’e’ un sole bellissimo alto nel cielo con qualche pigra nuvola bianca a forma di pecora, una riscossione settimanale con le solite inaspettate 50 sterline in piu’, la prenotazione di 9 giorni a casa in Italia tra il 24 Aprile e il 2 Maggio e soprattutto dove ci sono circa 10 gradi centigradi (in Toscana ho appena visto che i gradi sono 16 ma comunque mi accontento lo stesso) allego uno spassosissimo videoclip “in treno” tratto dal Piccolo Diavolo di Roberto Benigni che mi son goduto ieri sera tra risate e patatine!

Non so voi ma l’intelligenza di questo spezzone preso dal film secondo me e’ superba, mi fa veramente sbellicare dalle risate. Questo video lo associo alla mia giornata del 5 Aprile 2008 e inoltre aggiungo che mi son accorto di avere questa piacevole abitudine, appunto di associare le cose belle, con film, oggetti, persone e soprattutto canzoni, che per la maggior parte sono arabe o turche ma che comunque mi fanno rimanere impresse nel tempo sensazioni e momenti della vita passata fresche come se fossero appena state vissute, un altro fattore positivo di cio’ e’ che questo non mi succede con le cose tristi o negative in generale e dunque e’ proprio un buon segno che mi addolcisce ancora di piu’ la giornata…

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Il lato oscuro dell’Ikea

3 Aprile, 2008 at 9:28 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Il seguente post adempie ad alleviare solo una passeggera fase di nervi, ha il solo scopo di farmi sfogare, ma tutto cio’ non vuol deviare gli ignari turisti italiani dal togliersi dalla mente di farsi un bel viaggio in terra angla. Dunque il tema del post e’ incentrato sull’argomento “la clientela dell’Ikea” spiegando in semplici ed ironiche parole le razze di gente che bazzicano i chilometrici corridoi della struttura per poi fare una lunga e rilassante (per chi non comprendesse il significato della parola “rilassante” nel contesto Ikea dia una semplice sbirciata a questo post scritto da una cara amica non che, messa alla prova cliente, alle prese con un pomeriggio memorabile nello stesso sopracitato negozio, CLICCANDO QUI) sosta al ristorante dove quasi perennemente nell’ultimo periodo vi trovano un Andrew intento a sfoggiare un impressionante smorfia di disgusto per la stessa gente. Orbene cominciamo col dire che la clientela si divide in categorie ben distinte l’una dall’altra ma con talvolta qualche sfumatura appena appena piu’ irritante che le accomuna, purtroppo non so dare una classificazione alle categorie perche’ ritenute tutte abbastanza dure o provocative quindi procediamo in ordine di memoria.

Nota introduttiva: “Regole”, il menu Ikea e’ sempre il solito e comprende Meatballs (le famose palline di ciccia), Pesce impanato, le compassionevoli Patatine fritte, Lingon-Berries (bacche svedesi), Gravy (salsa mucosa), Piselli verdi e Carote conosciuti come “veggies” ovvero l’abbreviazione di vetetables, Pasta e allegata Pomarola che qui chiamano “boloneis” che starebbe a significare bolognese, Salmon & Chicken Rise (molto simile alla Paella spagnola), Patate lesse e infine il Vegetables Curry (insieme di verdure uniformate al sapore del curry che in Inghilterra e’ molto in voga). Con questo faccio inoltre presente che e’ un menu rigido e ferreo dove non si possono mischiare i vari cibi con altri, bisogna attenersi a delle regole che dicono assurdamente che non puoi avere 15 o piu’ Meatballs con la pasta (le puoi avere solo con le patatine fritte o con le patate lesse) ma che invece le puoi avere se di Meatballs ne prendi di numero pari od inferiore a 10, oppure che non puoi decidere di mangiare il Pesce con del Salmon & Chicken Rise solo per il fatto che il pesce va solo coi piselli o le carote e le patatine fritte e nessun’altra cosa mentre quel riso e’ un piatto completo e quindi non si puo’ mischiare con nient’altro!

Categoria Prima: I Liverpooliani, ovvero gli abitanti nativi o non (si riconoscono dalla parlata irritante) della citta’ di Liverpool e sobborghi e ricordo che e’ distante da Warrington solo 20 minuti di macchina. Fanno parte di questa categoria svariati esempi di gente maledettamente strafottente di eta’ compresa dai 15 ai 30 anni. Si presentano come individui quasi sempre vestiti nello stile della moda attuale, le ragazze con i capelli sempre legati in una tiratissima coda di cavallo che si erge dritta sopra la testa, piu’ precisamente all’altezza del girigogolo dei capelli e i ragazzi vestiti anche qui sempre in tuta sportiva e testa rasata, deludendo tutti quei fan dei Beatles che eventualmente pensavano che ancora circolavano folte chiome frangiute nella citta’ di Liverpool. La vicenda inizia con i Liverpooliani che nonostante leggendo i cartelloni del menu che sono affissi sopra il bancone grandi come divani, chiedono subito con aria di sfida di preparargli un piatto apposito per loro che va ovviamente contro a tutte le regole appena sopracitate; spiegando l’inconveniente, che cio’ non e’ possibile, subito si inrozziscono ancor di piu’ stavolta con faccia disgustata e con il disprezzo nelle parole che ahime’ suonano gia’ maleducate e di scarsa intelligenza anche se espresse dalla persona liverpooliana piu’ squisita, li definirei come i Terroni-Rozzi (solo quelli rozzi intendo)[nientre contro questi ultimi, nonche' anche io abbia nel sangue geni del Sud] dell’Inghilterra. Dopo un altro tentativo che mi voleva veder “infrangere” le regole mischiando Meatballs, pesce, patate, patatine fritte, piselli, carote e riso tutto nel solito piatto, fatto da far rizzare i capelli ai manager Ikea, alla fine si arrendono girando i tacchi e allontanandosi gettando occhiate arroganti al sottoscritto, mormorando quelle che sono suonate come maledizioni della profonda giungla africana.

Categoria Seconda: La gente Beota. Questa si distingue senza nessuna difficolta’ dalle espressioni inebetite e perse nel vuoto e molto spesso con voce melodica che si perde nei vapori e nel vento degli aeratori della cucina. Nonostante possano sembrare solo persone ingenue e, una sciocchezza comparate con i clienti della prima categoria, questi sono ottimi presupposti per allenarsi a mantener i nervi saldi soprattutto quando ci sono code di clienti lunghissime nelle ore di punta. Anche qui dopo l’ennesimo tentativo di infrangere le rigide regole questi invece di inrozzirsi, sfoggiano una troppo falsa espressione contrita seguita da scuse lunghe due anni e da giustificazioni che spiegano le cose piu’ assurde e che anche quelle fanno perdere tempo e mi fanno sbuffare fingendo che sia tutto ok ed incitandoli a decidersi in fretta su cosa ordinare. Forse solo dopo 4 minuti (si serve alla media un cliente in 25 secondi, prendendo il ritmo di macchine da lavoro) alla fine siamo riusciti a venire a capo di un compromesso: una misera ciotola di sole patatine fritte perche’ infondo non avevano tutta quella gran fame!

Categoria Terza: I Salta-Code. Nella bolgia di gente verso mezzogiorno o verso le 7 di sera spesso capita di trovarsi di fronte a casi snervanti di gente che salta la coda e pretende di aver ragione quando 2 secondi prima io e una collega avevamo appena visto che furtivamente entrava dalla parte delle casse per pagare, in cui normalmente si esce, e mettersi di fronte al bancone con aria incredula come nell’esprimere “aha gliel’ho fatta a tutti questi poveri tordi!”. Non volendolo considerare, continuando a servire gli altri clienti, dopo 10 secondi si sente, anticipato da diversi sforzati colpi di tosse, ”ohi io non ho ancora ordinato!” con una nota di impazienza incredula nella voce ma che poi nel momento in cui gli viene detto di ritornare in dietro e di accodarsi questi si arrabbiano proprio e la nota diventa un vero e proprio grido; spesso sono uomini di business vestiti in giacca e cravatta, chiaramente di fretta. Parte la discussione che e’ perfino sostenuta dai clienti che sono rimasti in coda per lungo tempo ma alla fine la conclusione e’ sempre la solita, siccome il cliente ha sempre ragione (maledetto chi ha inventato questa regola), siccome devi sfoggiare sempre un piacevole sorriso di invito (io,raramente, solo con le persone simpatiche o le belle ragazze) e siccome il tempo stringe, hanno sempre la meglio e infine la collega decide di servire prima lui e in questo modo ai tordi gliela fa veramente, bastardo!

Categoria Quarta: Quelli che cambiano idea. A primo impatto possono risultare come gente per bene, attenente alle regole, che ti sorride e che magari fa anche qualche complimento inaspettato sulla complessita’ del menu (?!). Appena hai finito di preparargli il piatto e fai per posarlo sul vetro del bancone arriva la mazzata che puo’ apparentemente sembrare banale e da poco ma che se presa alla lunga e principalmente in determinate circostanze come appunto le ore di punta, fanno veramente il sangue acido e dentro la mente partono offese di cui citero’ addirittura qualche esempio: si parte dal semplice “Idiota”, si prosegue col “Cazzo me lo potevi dire prima che avessi finito, stupida” ed infine ad arrivare al soddisfacente “No ora te lo compri perforza o te lo tiro in faccia” ma che purtroppo non si puo’ fare. Con un -all right, no worries- si ricomincia a fare il piatto, stavolta esitando ad ogni mossa che fa il cliente temendo che sia un altro ripensamento. Tra le persone di questa categoria vi sorge un’altra sfumatura, questa ti lascia proprio senza parole difronte ad una brutalita’ tale. Dopo aver chiesto cosa ci vogliono sulle Meatballs e dopo che viene risposto Gravy, glielo metto, gli passo il piatto ma avverto subito che non viene afferrato in fretta come ci si potrebbe aspettare da un cliente affamato, ma che anzi rimane lì, questo lo riconosco anche senza guardare perche’ non sento il rumore del piatto che striscia sul vetro del bancone, a questo punto mi volto a guardare il cliente, talvolta non mi stupisco che sia un liverpooliano ma anzi mi stupisco quando invece a fare la faccia schifata c’e’ una docile vecchietta ingioiellata. “Tutto bene, qualcosa che non va?” chiedo, “Ma questo che cavolo e’!” mi sento rispondere, “E’ il Gravy che ha scelto LEI di mettere sulle Meatballs” -pausa- “No, dall’aspetto non mi piace, ho cambiato idea!”. Maledetto il momento che hai deciso di venire all’Ikea vecchiaccia grinzosa!

Quinta ed ultima Categoria: I Sordi. Spesso sono persone anziane, fin qui tutto e’ normale dal momento che hanno un eta’ avanzata e che infondo il rumore proveniente dalla cucina in effetti e’ alto quindi si parte apprensivi a ripetere per 5 volte le regole che impongono quello che possono avere quando prendono il pesce. Dopo queste volte alla fine ci si comincia ad innervosire e anche un po’ ad imbarazzare vedendo gli sguardi degli altri clienti che aspettano che con un solo sguardo ti fanno capire che sembra strano che non hai ancora capito cosa hanno ordinato e che a loro sembra stato tanto chiaro. Ci sono stati episodi dove io mi arrampicavo sul vetro del bancone per gridargli il menu nelle orecchie e gesticolando come un deficente mimando la forma delle carote o quella dei piselli con le mani. Fortunatamente quando abbiamo finito questi “sordi” si scusano e salutano quindi alla fine li perdoni per essere venuti al ristorante, cosa che naturalmente non accade con i clienti facenti parte delle prime quattro categorie.

Spero cio’ non vi fermi a venire in Inghilterra come vi ho gia’ detto prima, capendo che razza di gente circola quassu’, ma son comunque convinto che questo succede anche all’Ikea di Firenze o di qualsiasi altro paese, d’altra parte si sa… Tutto il mondo e’ Paese e si possono trovare le 5 categorie di gente ovunque. Ora perche’ non allietarsi con un paio di foto.

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Queste sopra sono le famose Meatballs con la salsa-muco Gravy. Inspiegabilmente non riesco a capacitarmi di come del riso bianco possa esser finito nello stesso piatto, evasori della legge Ikea! Mentre questa qua’ sotto e’ l’entrata dell’Ikea Warrington dove lavoro io, carina eh?

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