I rimedi della nonna!

Molto spesso mi e’ capitato di avere problemi o forse meglio dire crisi alimentari dove per motivi psicologici o virali non ho mangiato anche per qualche giorno di fila. Ogni volta che e’ successo ricordo di aver scatenato molte preoccupazioni nei miei genitori e nei miei amici, io ero sempre l’ultimo ad accorgermene e non l’ho spesso preso come un problema. Tre settimane fa, quando avevo quel virus-morbilloso naturalmente il morale era a terra come anche lo ero io fisicamente e molto spesso mi sono reso conto di aver mangiato poco e nulla in quelle intere e lunghe giornate. Molto dipendeva anche dal fatto che la febbre non mi permetteva di prendere e andare al supermercato a fare la spesa ma soprattutto sentivo come un rigetto nei confronti del nettare degli dei inteso come cibo. Altro fatto che mi faceva passare per la testa l’idea di nutrirmi era, e ora mi prenderete per un idiota, che io odio lavare le pentole, i piatti e le posate ovvero tutto quello che uso e tutt’ora io mi costringo, in una sorta di autoflagellazione, a stare quei 10 minuti con le mani nell’acqua insaponata davanti al lavandino in cucina. Gia’ vi avverto che non e’ un buon consiglio quello di suggerire posate e piatti di plastica, essendo uno che rispetta il pianeta, lo trovo uno spreco terrificante per non parlare dell’inquinamento causato. Tornando al tema iniziale, fortunatamente queste sono solo crisi passeggere che vengono, colpiscono e spariscono lasciando il famoso buco nello stomaco dapprima impercettibile. In questi giorni sto mangiando molto, reimmagazzinando tutta la massa corporea, piu’ che altro muscolare, che avevo perso durante la crisi, e sto cercando di farlo attenendomi ad un equilibrio alimentare: naturalmente mangiare in quantita’ indefinita e senza freni ma comunque cercare di includere in ogni pasto o almeno nella giornata un frutto e una verdura, un pezzo di formaggio o un uovo e poi un piatto di pasta o riso (o comunque sia cibi alternativi a questi ma che contengono le stesse proprieta’ nutritive) in modo da prendere tutti i grassi, i carboidrati e le proteine di cui ho bisogno. Questa nuova semplice strategia mi e’ fruttata in mente da quando parlando prima con la Paz, che mi fece riflettere che io non mangiavo un cibo contenente proteine da due circa settimane, e dopo con la mamma che ha cercato di convincermi a non essere spaventato dal cibo e che anzi spesso e volentieri cucinare e’ un piacere che soddisfa. Cambiando discorso ma rimanendo sempre nel contesto “corpo e mente”, recentemente ho visto che quando mi facevo la doccia perdevo piu’ capelli di quelli che normalmente si staccano quando li lavi e da qui appunto Andrew, terrorizzato, si sveglia e mette in moto il cervellino. Come fare? Ma semplicemente apro Google e scrivo nel riquadro che mi cascano i capelli quando faccio la doccia. Risposte ottenute nel giro di mezz’ora e funzionano anche, tant’e’ vero che non li perdo piu’ da ormai due settimane. Dunque per prima cosa cominciare a prendere una pasticca di lievito di birra ogni mattina durante la colazione (brewer’s yeast per chi si trovasse in Inghilterra) perche’ contiene la vitamina B che fa bene ai capelli e alle unghie, seconda cosa avere un alimentazione equilibrata come quella che sto facendo io, terza cosa non usare il balsamo quando li si lavano o se proprio lo si deve usare farlo una volta al mese o ogni 3 settimane in quanto il balsamo, nonostante tutte le buone qualita’ che dona al capello e nonostante tutta la pubblicita’ a favore, rimane un prodotto parecchio violento per i capelli. Quarta cosa non lisciarseli tanto spesso con la piastra che non fa altro che stecchirli. Tutto questo , testato personalmente funziona. Per quanto riguarda il detto “accorciali e si rinforzano” e’ tutta una leggenda metropolitana e ovunque sul web viene confermato, averli piu’ corti eviterebbe magari qualche nodo in piu’ e un eventuale incastramento tra le setole della spazzola e tra le dita delle mani quando li si lavano. Altro rimedio casalingo riguarda quello contro le occhiaie le quali infestano cronicamente il mio viso, questo non l’ho ancora provato ma Google e le persone che danno i consigli dicono che funzioni miracolosamente e quindi mi e’ inevitabile una prova. Si tratta di andare al supermercato, perche’ io in casa non ce l’ho e non le ho mai comprate prima, e di aquistare un sacco di patate. Ogni giorno per almeno 15 minuti posare aderentemente sugli occhi e quindi coprendo le occhiaie con due fette tagliate di patata. Io ci ripongo fiducia!
Hooligans and Chavs

Forse vi ho solo accennato in qualche post precedente a proposito della fama del quartiere in qui vivo qua in Inghilterra. Io abito precisamente all’estremita’ destra di Lilford Avenue (dove c’e’ il pallino rosso) e ovviamente, se no non ero io e soprattutto non avevo lo spunto per questo articolo, sono incastrato tra i due quartieri peggio malfamati di tutta Warrington ovvero Bewsey che dal nome potrebbe suonare come un’area armoniosa e abitata da gentili vecchietti in stile inglese e Dallam il quale all’inizio mi suonava come un posto rigoglioso di violette di campo. Naturalmente bisogna ricredersi proprio per il fattore “gentaccia e feccia” che vive in questi due quartieri e appunto “hooligans and chavs” significa “teppisti e delinquenti”. Questi ultimi sono i nomignoli affibbiati dagli stessi inglesi alle persone di un certo rango, normali-benestanti ma con qualche brutta abitudine in piu’ che li contraddistingue dal resto della popolazione. Sono infatti il classico esempio di perdigiorno, poco curati nell’aspetto, ubriachi e sempre pronti ad attaccar briga col primo che passa… ecco si appunto il primo che passa senz’altro sono io! Da quando vivo quassu’ i fatti spiacevoli accaduti al sottoscritto sono stati due sfortunatamente (o grazie al cielo?) e ora ve li descrivero’ in ordine cronologico. Circa tre mesi fa il primo, erano le 11 di sera e me ne stavo pigramente stravaccato sul divano in salotto a guardare un film quando all’improvviso sento uno schianto terrificante giusto fuori la porta di casa che si trova accanto al salotto. Dopo un sussulto ed un salto di circa due metri, ero molto concentrato sul film, mi precipito alla finestra e alzo in un colpo le veneziane che in quel momento erano tirate giu’ per avere un po’ di privacy e guardo in direzione del tonfo, era il bidone dell’immondizia dei vicini della porta accanto di destra che era stato scaraventato contro il muro di casa degli stessi e ora giaceva lì in terra semiaperto e con mezza immondizia traboccante di fuori. Do’ un occhiata curiosa al bidone e in seguito un occhiata ancor piu’ curiosa alla strada cercando la fonte di tanto casino: manco l’avessi fatto, due chavs (li si possono riconoscere dalla parlata rozza, dai vestiti sempre e solo esclusivamente sportivi e dalla testa rasata) con fare arrogante cominciano a gesticolare verso di me urlando ed imprecando un inglese a me allora incomprensibile, io sorpreso e colto alla sprovvista, perche’ minimamente mi aspettavo una tale vicenda, inarco le sopracciglia semi-spaventato e semi-incredulo, alzo il pollice in segno di “sisi continuate pure, io non vi ho visti” e all’improvviso riabbasso le veneziane e spengo la luce. Sento arrivare dei sassi alla finestra e li sento urlare parole farfuglianti come -are you going to phone up- e poi la parola -police- e da qui ho intuito che mi stavano berciando contro in tono di sfida con l’intenzione di sapere se volevo chiamare la polizia. Col cuore che sbatteva all’impazzata e col cellulare che ineffetti era pronto in mano alla fine ho aspettato pochi secondi in attesa delle loro prossime azioni. Ok, lasciano perdere me e prendono di mira il vicino della porta accanto sinistra, urlano altre cose contro la casa e (guardandoli da una fessura della finestra) afferrano una sbarra e la schiantano sul parabrezza del furgone del vicino. A questo punto il vicino esce, nota il vetro del suo van frantumato e cominciano gli urli, tempo due minuti e poi arrivano di corsa due auto della polizia a sirene spente che erano state chiaramente chiamate dal vicino comprensivamente incazzato. Ho assistito in diretta ad un accerchiamento dei teppisti con le auto e poi ad un arresto e conseguente entrata in macchina. Wow! Nonostante questo, so che vi siete impressionati e che ora avete una certa apprensione sul venirmi a trovare, quello dove vivo io e’ un posto abbastanza tranquillo e pullulante di bambini che chi sa poveracci come cresceranno. Tornando al “primo che passa sono senz’altro io” ora vi racconto un altra vicenda e questa e’ accaduta proprio ieri e non ne ho ancora fatto parola con nessuno. Generalmente e principalmente io sono un tipo tranquillo, disponibile, sorridente, socievole e che per la strada si fa i cazzi suoi detto un po’ alla rozza, ma apparte tutte queste qualita’ ho notato che il mio viso attira molti sguardi da gente spiacevole. Sara’ appunto per questa ragione che forse ieri, mentre camminavo per andare all’Ikea, all’altezza dove Longshaw Street incontra Hawley’s Lane e lo potete vedere sulla cartina in cima, un tizio sui 20-24 anni, vestito sportivamente di nero, rasato in testa e tutto sdentato mi si affianca. Ed io che ero con la testa fra le nuvole e con l’Mp3 a tutto volume nelle orecchie, gli sorrido, stoppo la musica e gli faccio “Hiya” per chiedergli cosa volesse visto che in quel punto della strada molte persone sono solite chiedermi l’ora. Questo mi guarda male e comincia a gridarmi in faccia gesticolando e urlando specifiche parole: “What the fuck were you looking at?! You were fucking looking at my mum, why were you looking at my fucking mum?!” che tradotte in candido italiano significano: “Cosa stavi gioiosamente guardando?! Tu stavi gioiosamente guardando la mia mamma, perche’ stavi guardando la mia gioiosa mamma?!” A bocca aperta e sfoggiando le solite sopracciglia inarcate faccio “Sorry what? Who is looking at whom?” non capendo assolutamente chi fosse sta donna di cui parlava. Giusto due secondi e poi capisco subito che genere di personaggio e’ e quali sono le sue intenzioni ed infatti avevo capito bene, in un istante da parte sua partono le spallate per fermarmi e magari incitarmi alle botte. Ma io non ci casco, primo perche’ ti ho gia’ inquadrato e ho capito cosa ti passa per la testa e secondo perche’ non sono bravo per niente a fare a botte e le avrei raccattate solo io, se poi tirava fuori un coltello? No no grazie io dico “It’s all right mate, no worries” e in un secondo mi congedo lasciandolo come una pera cotta in mezzo al marciapiede. Senza guardare indietro e a passo svelto mi ridirigo in direzione Ikea e tutto finisce lì. E pensare che a me queste situazioni non piacciono affatto, mi turbano e tanto meno me le vado a cercare, per due ore dopo questo spiacevole fatto mi e’ rimasta in mente la sua bocca sdentata, a quell’eta’ per essere ridotta in quello stato chissa’ in quante risse si e’ tuffato. Oggi, siccome quel punto di strada mi e’ inevitabile per raggiungere l’Ikea, sono ripassato da la’ e sorpresona, il tipo era ancora là ma stavolta non mi ha nemmeno riconosciuto: mah, io dico! E per non parlare delle due o tre volte dove mi sono sentito seguire da alcuni uomini, ma non ne parlo, voglio ben sperare che mi sbagliavo…
Gira ruota ma gira per bene!
Piano piano si cerca di ricominciare a far girare quella ruota, quale e’ la mia vita, che assolutamente devo dire si era fermata completamente. Dopo la mia vacanza in Italia che ha comportato uno stacco totale del cervello dalle attivita’ abituali inglesi e soprattutto dopo aver beccato quel maledetto virus che per 10 giorni mi ha stroncato in due (gli strascichi post-malattia comunque ci sono ancor ora), tutto si e’ bloccato come se fossi piombato in un baratro silenzioso e annebbiato. Nonostante le bellissime giornate quasi estive che ci sono state, gli alberi in fiore, le temperature che finalmente si stanno alzando e nonostante il lavoro all’Ikea che riprende, tutto mi sembra ancora in una situazione statica dove tutto puo’ apparire noioso e ogni minima cosa mi puo’ far piombare nella nostalgia piu’ grigia. Ieri, sulla strada per andare a lavoro stavo riflettendo sul fatto che mi sono ridotto a pensare che ormai l’evento piu’ interessante della giornata e’ appunto andare all’Ikea, e chi l’avrebbe mai detto, perche’ stare a casa mi deprime in quanto essendo appena uscito da un profondo stato comatoso, ogni giorno libero il mio cervello lo collega automaticamente ad un giorno in cui mi devo riposare per guarire ma invece no, caspita, il virus e’ gia’ venuto, ha devastato quanto doveva e ora se n’e’ gia’ andato, non ne voglio piu’ sentir parlare. Ho bisogno di qualcosa, di una svolta oppure di una minima cosa che mi distragga dalla situazione attuale. Avevo appunto pensato di lavorare un paio di settimane senza giorni off fino verso la fine di Maggio o addirittura l’inizio di Giugno e poi andarmene un paio di giorni a Londra dalla mia amica di Notting Hill, tra infinite chiacchierate, abbuffate di schifezze e lunghe camminate lei certo che saprebbe come farmi sviare il cervello con qualche risata e poi Londra e’ sempre Londra e a dire il vero un po’ mi manca viverci vicino ma assolutamente non voglio dire che rimpiango Guildford, anzi a ripensarci mi vengono i brividi. Ma approposito di Guildford, un giorno d’estate io ci tornero’ per riaffrontare la situazione che ho lasciato in sospeso. Voglio tornarci e poter affermare con un sorriso che quella e’ stata solo una buffa ma segnante fase in cui ero determinato a venire in Inghilterra piu’ che mai e dove ancora ero ingenuo su molti aspetti della vita e sul mio modo di essere e vivere: Andrew da allora e’ cresciuto!
P.S. Best wishes again to my brother!
Stato comatoso!
Dunque scriviamo un post perche’ se no veramente cado nell’oblio della depressione. Ormai e’ meccanico, quando mi ammalo sto piu’ male mentalmente che fisicamente. Dunque tutto comincia lunedi mattina, mi alzo dal letto appena suona la sveglia alle 8:45 per poi andare a lavoro all’Ikea, appena alzo la testa dal cuscino subito pulsazioni lancinanti alle tempie mi avvertono che qui qualcosa ci cova. Ma io determinato ad ignorarlo perche’ talvolta quando siamo ammalati e’ piu’ un fattore psicologico, ma comunque prendendo lo stesso della Propoli per precauzione, mi sono deciso ad andare a lavoro perche’ oltre tutto lunedi scorso qui’ in Inghilterra era Bank Holiday (ovvero un giorno di festa dove tutti ma proprio tutti i negozi son chiusi… …ma perche’ l’Ikea deve sempre far eccezzione?!) e quindi si riceveva paga doppia arrivando a guadagnare sopra le 11 sterline per ora, non mi potevo lasciar scappare un opportunita’ del genere. [Qui ieri ho interrotto, non ce la facevo piu' a scrivere, veramente pativo le pene dell'inferno, ma riprendo oggi che sto un po' meglio scrivendo con la solita' "vitalita'!"] Comincio a lavorare e dalle 10 fino alle 11 tutto abbastanza regolare, addirittura rido e scherzo, un secondo dopo passate le undici cominciano i dolori lancinanti alla bocca dello stomaco e le pulsazioni alla testa si rifanno piu’ vive ogni volta che spostavo il capo un po’ piu’ con non curanza. Alle 12 cominciano le vere pene, mi fanno male i piedi, le spalle e le anche e la spina dorsale comincia pure a dolere. A bocca aperta, con le occhiaie fino alle ginocchia e grigio malsano in faccia comincio inoltre ad avere sbalzi di temperatura, ma che caspita, colpisce tutta insieme nel giro di due ore questa influenza. Lunedi mattina lavorai solo 6 ore ma sono sembrate come 12 giorni, ogni volta che guardavo l’orologio erano sempre mezzogiorno e un quarto e io finivo alle 4. Dopo un’attesa snervante infine le ore 16 scattano e io corro (a mo’ di zombie) a cambiarmi, avrei preso l’autobus, di camminare proprio non se ne parlava. Convinti voi? arrivo alla fermata dell’autobus difronte all’Ikea e il primo autobus che passava era alle 6 e mezza! Ma io dico, ma come funzionano male le rotazioni e gli orari degli autobus qui a Warrington? Non e’ la prima volta che mi succede che devo camminare anche sotto la pioggia. In Italia anche se passano uno ogni ora nei giorni festivi, gli autobus fanno il giro costante, non uno alle 9 e mezza la mattina (che poi se uno deve entrare a lavoro alle 9 e abita in centro a Warrington, il che e’ anche piu’ distante da dove vivo io, come cazzo fa?) e due soli a fine giornata, uno alle 6 e mezza e uno alle 10 di sera, funziona da schifo il servizio mezzi pubblici a Warrington e mi fanno arrabbiare! OK bando alle ciance ed al prezzo direi, chiamo un taxi privato, arriva in tre minuti, veloce e liscio, ma d’altra parte il comfort alla fine si paga, ma era una spesa comprensibile. Entro in casa, cerco di mangiare qualcosa ma lo stomaco e ovviamente serrato, allora vado a letto e neanche lì un po’ di pace, un sonno intriso di quei fastidiosi sogni ansiosi che fanno sudare e che ti fanno rigirare nel letto talmente tante volte e con tale foga che disfi tutte le lenzuola e il piumone e il cuscino li ritrovi uno sotto la scrivania e l’altro attaccato al lampadario. Mi sveglio la mattina dopo alle 11 sudato fradicio e con la testa che esplode, mi guardo allo specchio, giusto per spaventarmi un po’, e mi scopro il corpo coperto di macchioline rosse. Eccoci ho preso lo stesso virus che avevano mia sorella e mio fratello mentre ero a casa in Italia, bel souvenir da portarsi dietro. Per due giorni la situazione e’ rimasta stazionaria in quel modo e quindi sofferente ma il colpo di grazia arriva ieri l’altro sera alle 3 di notte. Mi alzo per la sete, bevo, vado in bagno per fare pipi e a mezza strada nonostante le luci accese diventa tutto buio, spengo e riaccendo la luce del bagno con la mano e vedo che la luce c’e’ ma il problema sono io, gli occhi sono completamente oscurati, mi si informicolisce tutto il corpo in un secondo e nello stesso istante mi gira la testa come se fossi stato a capo all’in giu’ da un ora intera, ho addirittura creduto di svenire con tutte le fantasie che vengono collegate a questo: e quando mi ritroveranno? per forza domani mattina, ma io all’ospedale non ci voglio andare etc etc. Dunque avverto qualcosa che si muove nello stomaco e salire su per l’esofago con molta violenza, appena in tempo per affacciarmi sulla tazza in bagno e a questo punto inevitabile la vomitata del 2008. Scusatemi per la descrizione tanto dettagliata ma le parole dalle dita, alla testiera e poi fino sullo schermo vengono da sole ed infatti sto scrivendo con una velocita’ impressionante. Tornando a noi, nonostante la brutta esperienza, perche’ rigurgitare non e’ mai una bella sensazione, e’ stata comunque liberante, come se mi avesse ripulito lo stomaco in subbuglio. Dopo due secondi sorprendentemente mi e’ salita una fame lancinante e correndo al frigo ho arraffato una carota e una ventina di chicchi d’uva, ci voleva vitamina C che disinfettasse e ad ogni modo non roba pesante che poteva rimettere in sconquasso il mio stomaco gia’ provato e mal nutrito dai precedenti tre giorni. Ieri, la data in cui ho cominciato a scrivere questo post stavo ancora troppo male per posare le dita sulla tastiera ma oggi finalmente tutti i dolori si sono alleviati un poco e riesco perfino a pensare lucidamente e a sorridere alle favolose giornate estive che ormai sono arrivate anche qua su. Naturalmente “stato comatoso” e’ la perfetta descrizione di come e cosa facevo in questi giorni terrificanti, contorcersi sul letto, tenersi la testa martellante tra le mani, prendersela col mondo e andare continuamente in bagno e a bere, ma apparte cio’, ieri in mezzo alle sofferenze mi sono concesso mezz’ora di Beppe Grillo su Youtube che con la sua rabbia mi ha fatto ridere appena appena arricciando i lati della bocca, (ridere nell’umano modo avrebbe comportato ulteriori dolori ai muscoli viscerali) quindi perche’ non definire quest’uomo oltre che come ”la bocca della verita’” o la possibile cura per l’Italia attuale, anche la “cura di Andrew attuale?”
…bacino Mamma…

Canzone Maggio 2008
“Ahlam – Ma Tes2al” from United Arab Emirates (UAE).
Da Oggi inserisco sul blog anche l’URL (il link) della canzone del mese, se no non capirete mai di che musica si tratta! Quindi cliccate sul nome della canzone e si apre una finestra con la canzone ovviamente araba. Se avete qualche problema a sentirla provate prima ad installare Real Player e se invece non ci sara’ modo di ascoltarla nemmeno dopo aver scaricato ed installato RP fatemelo sapere…
Calma piatta, ma e’ deciso?

Eccomi di nuovo in camera nella mia seconda casa, in Inghilterra, nel Cheshire, a Warrington. Sembra che non sono nemmeno mai partito, tutto e’ uguale, la gente non e’ cambiata, certo, mi sono assentato solo poco piu’ di una settimana ma nonostante tutto, il contesto mi trasmette lo stesso un vago effetto di disorientamento. La stessa cosa mi e’ successa anche i primi due giorni in Italia, ma io da la’ non me ne sono mai andato in fondo, la mia famiglia, i parenti, gli amici, la campagnia, il sole e la Vespa, sono rimasti tutti lì ad aspettarmi, immutati e splendidi. Inutile dire che la vacanza sia passata in un battibaleno, mi ero anche quasi riabituato a non essere piu’ solo in casa, alla mamma o a babbo che ti fanno sempre trovare qualcosa di pronto e caldo a pranzo o a cena in tavola, al chiacchiericcio, al continuo via vai di persone per la casa e alle processioni dei cani dei vicini che cercano di accoppiarsi con la cagnetta in calore che abita accanto a casa. Uscire la sera, andare a trovare gli amici e andare a ballare. Bello sì, ma ora? Calma piatta. Ora che mi trovo in camera mia, sul mio letto col computer sulle gambe ed una pallida luce grigiastra che entra dalla grande finestra, mi rendo conto che tutta quella piacevole confusione familiare, ora, e’ ben lontana. Ma forse no dai, i due alberi fuori della finestra hanno fatto spuntare tenere foglie verdi, la primavera finalmente e’ arrivata anche qua’ e cio’ mi fa sentire piu’ a mio agio, come a casa insomma. In italia, la prima decina di secondi che ho passato scendendo la scaletta dell’aereo sono stati scaldanti come sempre, come l’altra volta, ho subito notato la differenza di temperatura e la brezza estiva che mi accarezzava il viso e pensare che solo poco piu’ di due ore prima avevo lasciato una Gran Bretagna ben poco assomigliante a questo paradiso, pioveva gelida acqua dal cielo e annunciava un triste temporale. Giovedì scorso sono addirittura andato al mare con babbo e ho preso una razzata allucinante sulla spiaggia, il sole era bello forte e trovarmi qua’ con la pelle rossa lucida e dolorante, mi rende difficile concepire un qualsiasi collegamento, ovvero associarmi a questo posto, non e’ possibile abbronzarsi qua’, e’ una chiara prova che io sono veramente stato via, no, me lo ripeto e cerco quasi di convincermene perche’ potrebbe veramente assomigliare ad un’illusione. Una mattina trascorsa a Firenze con la mia tutrice, mi ha confuso ancor di piu’ le idee sull’argomento universita’, ho infatti intrapreso un tour “chiarificatore” di un paio di centri di facolta universitaria quali Architettura e Lettere & Filosofia. Architettura e’ quello che vorrei fare se mettessimo il caso passassi l’esame di ammissione brillantemente in modo da rientrare nel numero chiuso massimo di iscritti ogni anno. Ma siccome non volevo rinunciare all’argomento Lingue ed Idiomi, sono anche andato a vedere il corso di facolta’ di lettere e filosofia dove si fanno lingue, ma il risultato di quest’ultima e’ stato poco soddisfacente: non a caso infatti si incentrerebbe troppo sulle letterature e le filosofie di una determinata lingua che non sono nemmeno sicuro di poter scegliere, non fa per me. Quindi la conclusione per ora e’ segnarsi ad architettura e inoltre in simbiosi col primo anno (e perche’ no, anche i seguenti anni) frenquentare corsi di lingua spagnola, araba e magari francese all’Ateneo di Firenze. Ovviamente a questo ci arriviamo tutti, nel mese di agosto dovro’ affrontare il mio ritorno definitivo e dare cosi una coclusione ai miei 9 mesi da ”ragazzo inglese”. Triste sì, ma si guarda avanti per crescere ulteriormente!
Ad “Ignacio”: questa persona e’ stata molto presente, mi fa piacere in tutto, rido tanto in sua compagnia e le avventure sono state soddisfacenti.
