Una bella frulleria di hoglioni!

29 Luglio, 2008 at 3:57 pm (4. Rimpatriato al 50%)

Quando ero in Inghilterra e la connessione al web fungeva, i film scaricati da Emule sono stati centinaia come per esempio le due serie complete di Skins in lingua originale, alcune trilogie varie e film apprezzati o meno ma la cartella di film che più preferisco è senza dubbio la “Leonardo Pieraccioni Filmograhy”. Con 8 film uno più godurioso dell’altro riscoprii la passione per il cinema italiano che comunquesia da sempre tendevo a sottovalutare. Il motivo principale per la quale questa attrazione è nata è incontestabilmente l’accento toscano che non ero più allenato a sentire in giro e secondariamente perchè un attore teatrale e spontaneo come il Pieraccioni è difficile ritrovarlo. Fantastico quello sul Condono e sull’ICI!

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Visual Regards

22 Luglio, 2008 at 1:42 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Non ho sempre amato la fotografia ma questo e’ sempre dipeso dal fatto che ero troppo piccolo e ingenuo per saper apprezzare le immagini in generale, ma un sentimento che ricordo appartenere fino dai primi anni delle elementari e quindi abbastanza in tenera eta’ e’ che mi sarebbe sempre piaciuto immortalare un momento od un istante tramite una fotografia scattata oppure registrare un minuto di vita tramite un video o una registrazione sonora. Il motivo principale era per ricordarmi di come erano le cose, i luoghi e le persone in un presente che e’ diventato ormai passato. E da questo punto naque la necessita’, qualche anno fa, di comprare un cellulare che avesse i requisiti da me richiesti ovvero fare foto, video e audio. Dalla terza superiore, 2004/2005, comincio a collezionare, riempire e rimpinzare il mio grosso media-archivio;

Old School Time

fotografo e registro filmati principlamente ambientati a scuola con i miei migliori amici che appunto era il luogo piu’ quotidiano e in cui sono uscito dalla puberta’ per arrivare fino ai 18 anni e proprio da questo punto nasce anche un certo interesse per la qualita’ (piu’ che per la quantita’) di cosa archiviavo. “No in questa foto non mi piace la luce, non mi piace l’espressione di colui o colei oppure il contesto e’ troppo caotico o non ordinatamente comprensibile.” Rapidamente il desiderio di una macchina fotografica si sviluppa e questo sfizio me lo sono tolto solo un mese fa’ da quando me ne sono appunto comprata una in sterline, e che qualita’ di foto. Quindi d’ora in poi per dare un definitivo saluto alla mia Inghilterra e seconda patria, su questo post carichero’ alcune foto non cronologicamente disposte e dal significato non perforza comprensibile ad occhi estranei, per l’appunto il fotografo sono stato io e per me in quel momento hanno significato qualcosa: non scatto mai foto per forza a cose che non mi va di ricordare o che prive di interesse solo perche’ qualcuno mi dice che potrebbe essere una bella foto.

 

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E’ finita…

15 Luglio, 2008 at 10:40 am (3. Il Ragazzo Inglese)

Right, dunque eccoci all’ultimo giorno, tutto va secondo i miei piani, Domenica era l’ultimo giorno all’Ikea (dove tra l’altro la manager onnipotente mi ha anche rilasciato un foglietto ufficiale con le referenze che mi raccomandano in un futuro, ad un eventuale domanda di lavoro per l’Ikea di Firenze) e la mia roba in generale e’ quasi totalmente pronta per la partenza. Sto salutando le ultime persone e ora non mi resta che prepararmi psicologicamente per il volo di domani, 16 Luglio, alle 4:20 del pomeriggio da Liverpool. Scusate la ripetizione ma eccoci veramente alla fine, questo e’ l’ultimo post che scrivo da terra inglese, domani parto definitivamente, non faro’ piu’ ritorno in quella che e’ stata la mia casa negli ultimi 8 mesi. Ricordo di essere arrivato precisamente il 15 Novembre 2007, dovevo cominciare ancora tutto, dovevo conoscere ancora tutti e ancora non avevo comprato il portatile e oggi che e’ sì il 15, ma di Luglio 2008, quell’inizio mi sembra tanto lontano e appare nei mie ricordi come offuscato e intriso di pesanti pensieri, il piu’ delle volto ricordo essere stati di stress e negativi. Ieri, dopo esser tornato da Deansgate, vicino Manchester dove sono andato a visitare una macabra mostra trattante gente, feti e cadaveri reali artisticamente aperti e squartati nei modi piu’ assurdi e io, di conseguenza in preda all’ansia, sono anche riuscito ad includere tutti i vestiti, scarpe etc. in soli due viaggi d’aereo cosicche’ non devo ritornare per una terza volta stupidamente: ci volevano solo una serie di preoccupazioni, una buona dose di ingegno ed intelletto, un po’ di forza bruta e finalmente tutto ha diminuito il suo stesso volume di almeno un quarto ed e’ entrato pressatamente nello zaino e nella valigia. Spero solo di non sforare i 15 kili permessi per il bagaglio da stiva.

Andrew's new Sony Camera

Un paio di settimane fa mi sono comprato una favolosa macchina fotografica Sony Cyber-Shot DSC-W130 da 8.1 MegaPixel e 4x Optical Zoom e con Memory Card da 2GB identica a quella dell’immagine (segnalo tutti i dati tecnici non tanto per sentirmi importante e vantarmi dell’acquisto, ma piu’ per il fatto che magari alla Paz di Notting Hill sono sicuro che interessera’; cosa te ne pare approposito?) quindi collegate al nuovo oggetto sono state inevitabili le centinaia di foto che ho gia’ scattato alla mia casa, dintorni e persone e non manchero’ appunto di pubblicare le piu’ belle nel prossimo articolo che scrivero’ dall’italia, ora, dalla biblioteca non posso inserire le foto sul computer perche’ le porte USB di questi pc non sono configurate per l’uso e se ne stanno adagiate lì da anni inutilizzate. Quasi dimenticavo, ho deciso ti tenermi il conto in banca HSBC aperto -anche se svuotato del tutto- perche’ non si sa mai cosa mi girera’ per la testa fra qualche anno e magari ritornare a vivere in Inghilterra o quanto meno starci un altro mucchio di mesi… Londra probabilmente chissa’…

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Resoconto indispensabile

9 Luglio, 2008 at 3:13 pm (3. Il Ragazzo Inglese)

Cari lettori, appassionati o meno, e’ da un giorno che sono tornato in terra angla ma infondo non mi sembra di essere mai partito per una settimana dal 1 all’8 Luglio, tutto e’ rimasto immobile, immutato e la mia casa qui a Warrington aspettava me, io, l’ultimo degli affittuari rimasto fedele alle sue mura e alle sue stanze, stanze le quali ho buona memoria del volume, dei mobili, dell’odore e della luce che inonda le pareti in giornate soleggiate oppure annerite dal maltempo. Nessuno alla fine mi ha detto piu’ nulla a proposito di trovare un altra accomodazione e tantomeno nessuno e’ venuto a bussare con l’intenzione di buttarmi fuori casa, non hanno staccato nessun bene di prima necessita’ (acqua, gas ed elettricita’) e appunto come cercava di rassicurarmi la vecchia amica Paz, tutto e’ andato bene, sotto un contratto d’affitto sarebbe appunto stato illegale cercare di sfrattare qualcuno o solamente lasciarlo in casa senza luce ne acqua in balia di se stesso, da brave persone hanno rispettato i miei tempi e mi hanno lasciato in totale liberta’, addirittura l’ultimo mese e’ stato omaggio. Ho gia’ cominciato a portare meta’ della mia roba in Italia e vedendola positivamente credo di farcela a riportare tutto in soli due viaggi. Curioso come io sono venuto quassu’ con poco meno di una valigia pressata e uno zaino in spalla e di come la roba si sia magicamente moltiplicata all’interno della casa, va bene che mi sono rifatto il guardaroba ma comunque sia, ripensando a tutto quello che mi sono comprato non avrei mai pensato di raggiungere i 20 kili in piu’. Ormai e’ tutto in soqquadro, non riordino e non passo piu’ l’aspirapolevere perche’ ormai sono abituato a ripetermi che me ne sto andando e che non ha nessun senso fare le faccende o cercare di far apparire la casa decente per qualche ospite atteso. D’altra parte questo post non vuole essere quello dell’addio definitivo -che scrivero’ uno degli ultimi giorni- io parto definitivamente il 16 Luglio- ma solo un introduzione al saluto finale. Anche se fisicamente, materialmente e razionalmente so che sto per lasciare questo mondo comprendente una routine, una lingua, un lavoro, degli amici e piu’ generalmente un esperienza di vita diciannovenne che mi ha segnato, che mi ha coltivato e fatto crescere indipendentemente, so che c’e’ una piccola parte di me, rannicchiata nel profondo del mio subconscio che non e’ ancora convinta della partenza e che talvolta urla, per farsi sentire -ma invano- di voler rimanere nel suo stato di tanto conquistato benessere. Tutto questo per dire, non so se faccio bene o se faccio male a ritornare in Italia perche’ ora come mai ho una confusione in testa spiazzante, ma due cose sono certe, il processo si e’ ormai avviato e io l’aria nuova di cambiamento l’ho sempre presa bene, come una bella novita’ che mi ha sempre insegnato -e che sempre mi insegnera’- la vita.

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