That’s no longer sustainable!
Si dunque è proprio la conferma. Oggi mi sento un buonannulla! Non sono per niente convinto su quella stramaledetta università e soprattutto la sola idea di essa rimane in testa come un fisso liquido bollente e vischioso molto difficile da smaltire. Sono appunto più di due settimane, forse tre, che ormai cerco di studiare quelle due orette al giorno, certe volte meno o perfino perniente, per cercare di prepararmi almeno un minimo. Per ottenere qualcosa di buono da quelle 80 domande a risposta multipla comprendenti tutte le materie di questo mondo fin dal paleolitico. Oggi farò i quiz simil-test d’ammissione, prendo il libro degli esercizi ed un lapis in mano, mi vado a sistemare in cucina con perfino la mamma che si era offerta di darmi una mano e infine comincio a fare il primo. Ok non ho la più minima idea di quale potrebbe essere la risposta, nemmeno per eliminazione arrivo alla soluzione, procedo con la seconda ma anche lì nulla, continuo con la terza e la quarta e poi la quinta e da quì si comincia a diffondere veramente il malcontento depressivo. Mi domando come mai non sono capace di rispondere a nessuna di queste domande e mi vengono centinaia, a bizzeffe, le paranoie di delusione. -Sono un incapace-E’ sicuramente tutto tempo buttato via, non passerò mai quel test-Studio per non arrivare a nulla- e poi alla fine inevitabili ma così giuste, quindi feriscono ancor di più, tutte le osservazioni della mamma. E’ sicuramente vero che non sto prendendo la cosa sul serio, che non mi sto concentrando quando studio e che appunto sembra che mi sia iscritto ad architettura quasi per soddisfare il palato personale di qualche individuo a me caro. A quel punto non ce la faccio più. Ma io sono veramente determinato? Voglio portare veramente avanti questa pagliacciata dell’università? Ma una laurea serve veramente a costruirsi un futuro? Mille di queste domande alle quali il minimo accenno di ovvia risposta ti fa venire i nervi ancor più a fior di pelle fino ad urlare e piangere e alla fine si arriva a quelle decadenti visioni del proprio futuro in assenza di una laurea in architettura. Ma se non vengo ammesso quale altra opzione di facoltà esiste che mi possa attrarre almeno un minimo… Inoltre è dieci volte più difficile cercare di rimettere la propria testa sulla via dello studio, nella posizione china su un libro scolastico dopo che si è vissuta la vita al massimo delle sue emozioni in quello che è stato quasi un anno nella mia Inghilterra. Questa situazione mi fa sentire controproducente. Please Lord light up the right way for me myself…
I miei malcapitati
Sotto consiglio della londinese Paz (se ci sei batti un colpo…!) incentrerò assurdamente il post ad una serie di parole e frasi sconnesse fra loro e insignificanti se lette così con una prima occhiata e se soprattutto non vantano di una spiegazione personale iniziale. Si tratta infatti di tutti quei pazzi che scrivendo una parola o una frase su un qualsiasi motore di ricerca, come per esempio può essere Google, vengono condotti al mio blog. Le parole vanno da un contesto normalissimo come appunto le centinaia di anime in pena che cercano la traduzione di “yalla” o che cercano dei buoni siti per scaricare musica come Nogomi fino ad arrivare a delle cose atroci e che hanno del bizzarro veramente. Che dio me ne scampi e me ne liberi se una volta dovessi trovarmi a contatto con uno di questi elementi che arriva al mio blog con la frase “come ammazzare un figlio”! Le parole le scriverò di seguito cercando di creare una connessione o una semplice musicalità fra di loro e naturalmente tralascio le cose più noiose proprio per dare un gusto più aspro alla “poesia” e ove ci sarà necessità di un mio commento questo non potrà certamente mancare e sarà tra parentesi.
- L’Ominide.
- Gonne alzate dal vento.
- Sono cinese e ho le unghia lunghe. (unghi*A* lunghe?!!)
- Pilone mulatto gallese. (che bestia l’è?)
- Cinese unghiuto.
- Musica araba per compleanno.
- Bocciato a scuola guida. (eh poverello come ti capisco…)
- Figa di Gallo. (ma io vorrei sapere dove si può trovare!)
- Mutande visibili.
- Come ammazzare un figlio. (no comment)
- Chi canta yalla?
- Fabbricare birra Guinnes in casa.
- Tutori gesso impermeabili.
- Yalla pollo.
- Contro odore immondizia rimedi nonna.
- Rimedi nonna contro le occhiaie.
- Foto cazzo ragazzo inglese. (c’è Xtube per questo genere di cose)
- Inventare una storia su un asinello.
- Numero di telefono di hamada helal. (eh si ma sicuramente lo mette sul web per te!)
- Ikea + regole.
A voi eventuali commenti di disapprovazione.
Un anno di storie…

Oggi il blog compie il suo primo anno di vita con 62 articoli pubblicati, madonna quante ne ho passate e menomale che non e’ una vita noiosa. Ben fatto! Ed ora in avanti occhio alle nuove pagine fotografiche nella barra dei menu sul lato destro del blog…
What a musical loss
Mi dispiace ma il video è stato levato di mezzo da quei fottuti della TgCom (almeno credo) comunque sia parlava di una cantante libanese chiamata Suzanne Tamim che è stata uccisa nella sua casa a Dubai. E’ stata ritrovata più volte pugnalata e sfregiata in viso con un trincetto, probabilmente per la sua “troppa bellezza” e indipendenza. Ovviamente la sua musica era fantastica ed è sicuramente una perdita musicale notevole. R.I.P.
In campeggio…
Due affermazioni schematiche prima di passare al post in se vero e proprio: 1˚ Windows Vista e’ fantastico e ogni giorno di piu’ mi stupisce per le praticissime funzioni e il bel design del sistema operativo in generale, senza dubbio voglio abbattere tutte le famose dicerie sul conto di Vista intese come qualcosa di complicato e poco funzionale, 2˚ la stressante questione per la scelta dell’universita’ sembra essere stata risolta, alla fine, in questi giorni mi sto ritrovando a studiare su due giganti manuali di teoria e pratica per prepararmi ad affrontare il terribile esame d’ammissione alla facolta’ di architettura di Firenze anche se fino a qualche settimana fa, ammetto, che ero gia’ convinto sull’iscrizione al DAMS di Bologna, non prendetemi per un parolaio ma su questo tema riconosco che sono molto vulnerabile, stressato e influenzabile.
Giovedi 7 agosto ’08
Al momento sto scrivendo comodamente seduto a poltrire pigramente dopo pranzo da una localita’ marittima chiamata Marina di Bibbona e sono in campeggio ospitato dai miei zii come e’ solito fare fin da quando ero un mocciosetto. Il campeggio in questo caso e’ inteso come una roulotte fissata ad una casetta in prefabbricato munita di cucinotto e tendone che ricopre il tutto, c’e’ acqua, elettricita’ e l’antenna televisiva mentre i bagni sono in comune ad appena 50 metri al limitare delle viuzze affollate. Niente a che fare con lo stereotipo di campeggio in tenda dove veramente bisogna lottare contro la sopravvivenza e stare attenti che la tenda sia fissata bene senza che prenda il volo ad ogni minima raffica di vento marino, qui si hanno tutti gli agi possibili e immaginabili. Ma il lato interessante della vita di campeggio e’ appunto vivere a stretto contatto e in comune con tutti gli altri campeggiatori proprio perche’ tutte le roulotte sono posizionate in piazzole uguali una affiancata all’altra. Quindi si puo’ sentire tutto quello che dicono i vicini fino a tre piazzole piu’ distanti e si puo’ addirittura – se si ha un telecomando universale ed ovviamente tutti ne sono muniti – cambiare canale alle televisioni altrui mentre sono a cena creando stupore e scompiglio fra la gente incredula. La media dell’eta’ e’ all’incirca 50-60 anni e viene composta da signori e signore (anziani/e o meno) e arzilli vecchietti scalcianti, chiacchieroni e ridanciani, certe volte posso perfino giurare di aver assistito ad alcune liti perche’ il torneo di scopa era andato male o qualcuno si era giocato male il proprio turno. Ieri sera il comune aveva organizzato una serata brasiliana inevitabilmente ad alto contenuto erotico e subito l’idea’ aveva acceso desideri e gioie nelle monotone a calde giornate della popolazione campestre. Giunti nel cuore della serata alla fine con lo zio e altri coetanei dello zio (sessantenni e oltre, via si puo’ dire) ci siamo recati sul luogo dello spettacolo, all’inizio ci siamo posizionati infondo ma in seguito a suon di “scusi permesso” siamo finiti proprio sotto il palcoscenico a neanche due metri dalle ballerine. Culi, cosce, pance e tette portate al massimo dell’esibizione da coreografie complessamente articolate e sensuali, sapete no come si svolge il carnevale di Rio de Janeiro, e appunto sono stati ovviamente inevitabili i commenti dei signori mandrilli amici dello zio e zio compreso! Nel complesso generale si partiva dal “Madonna che culini/manze”,”Togliete sto fumo che un si vede niente”,”Eh ma le sembran fatte di gomma”,”Guarda le si cambian pure le mutande ogni scena” fino ad arrivare a odi di interesse e consensienza. Quando un ballerino maschio si avvicinava minaccioso veniva respinto dai presenti con fischi e”O va via un tu ci garbi” e io indicando una signora sotto il palco tutta sorridente “Va beh ma magari alla signora le interessava…”. Il culmine della serata e’ stato raggiunto quando una ballerina brasiliana e’ scesa dal palco e con fare deciso ha adocchiato lo zio ,che ineffetti strepitava di essere coinvolto nello show, e lo ha tirato fin sopra il palco facendolo ballare e perfino stendendolo in terra per appoggiarci il culo sulla faccia. Tra risate del pubblico, io che ridevo fino al mal di mandibola e urlavo a squarciagola CHE ZIO MANDRILLO la serata alla fine si e’ conclusa fra strette di mano e complimenti allo zio che si sentiva tutto compiaciuto suscitando gelosie tra i suoi amici. Nonostante tutto pure la zia (in fondo in fondo) si e’ divertita alla fine…

