Italian jobs (Part 3)
Consigli utili per il successo in un colloquio lavorativo:
- Buona terminologia, lessico e dialettica forbita – si nota l’intelligenza di una persona da come si rapporta con l’interlocutore.
- Esporre i propri punti di vista sull’argomento del lavoro e fornire uno o più esempi di gestione di situazioni difficili prima che venga chiesto.
- Massima flessibilità sul posto di lavoro, riguardo agli orari e agli straordinari, farsi vedere sempre molto propensi a lavorare del tempo in più e sottopressione.
- Sottolineare che si apprende velocemente le proprie masioni e che all’evenienza siamo capaci di prendere in mano spontaneamente situazioni difficili.
- Generalmente viene chiesto di dire una qualità personale ed un difetto personale. Alla qualità tutto e ben accetto ma attenzione al difetto, la miglior cosa da rispondere è di essere “ordinati fino all’ossessione!” La cosa verrà apprezzata in quanto è sintomo di organizzazione mentale e che questa verra riportata durante il lavoro. Alla COIN il direttore mi ha detto che non si sarebbe mai aspettato difetto migliore…
- Di solito, coloro che ti accolgono durante un colloquio non ti espongono mai quali sono le retribuzioni (i soldi che si guadagnano) ma alla fine è quasi sempre di routine la domanda: “Domande?” e qui voi dovrete chiederlo ma anticipando il tutto con un: “Se non sono troppo indiscreto potrei chiederle quali sono le retribuzioni che offrite?”
- Apparire come molto educati e sorridenti, da quì loro intuiranno se la persona è musona o no, soprattutto dopo tutto il tempo che ha dovuto aspettare fuori dalla porta dell’ufficio informazioni in attesa del colloquio.
- Essere sempre molto discorsivi e lì dove è possibile cercare di anticipare qualche eventuale domanda da parte della persona che ci sta ascoltando.
- Infine, ovviamente cercare di non risultare un barbone ubriaco, lucidità e bella presenza (soprattutto esteriore) sono sempre ben gradite.
E ora andate, divulgate il verbo e mettete in pratica con tutta la pazienza del caso, miei umili discepoli!
P.S. Occhio anche al curriculum e alla foto che vi allegate insieme, sono importantissimi in quanto avendo in mano una mazzetta alta dieci centimetri di fogli di curricula, il direttore di un negozio farà la sua prima selezione delle persone solo buttando un’occhiata veloce al vostro curriculum.
Italian jobs (Part 2)
La seconda parte del post dedicato ai lavori italiani è più che altro l’annuncio clamoroso e ben accolto di una proposta di lavoro. Martedì 11 Novembre ho avuto un appuntamento per un colloquio alla COIN in centro a Firenze, l’ora era fissata per le 12. Dopo essere arrivato in città con l’autobus arrivo con 15 minuti di anticipo e mi metto ad aspettare fuori dalla porta dell’ufficio informazioni del negozio. Noto subito un’altra donna che aspettava di sostenere il colloquio e dopo poco arriva anche un altra ragazzina. Subito inevitabile il pensiero che è impossibile competere con degli esseri umani di sesso femminile quando si tratta di fare colloqui lavorativi e per di più in un posto che posizionato subito dopo l’immenso atrio ha una carrellata esposta di profumi e aggieggi per donne. Come quella volta che sono andato a sostenere un colloquio per sostituire per un anno una dipendente appena entrata in maternita da Zara per sole 20 ore settimanali e dove il tutto sembrava una vera e propria selezione per il grande fratello. Per un misero posto da part-time e da contratto di un anno questi ricevevano 6 persone (tutte donne tranne me!) tutte insieme, circa 50 al giorno e per tre giorni interi di colloquio. Ovvero circa 150 persone… ma che è?! Mah, va beh, tentar non nuoce e cercando di sfoggiare il linguaggio meglio forbito di cui sono capace, una personalità interessante e massima flessibilità accompagnata da disponibilità mi faccio coraggio ed entro. Mi ascolta una persona, un uomo che parlava strano e che non guardava mai negli occhi quindi tanto meno non poteva notare che io invece lo facevo e dopo mezz’ora mi dice che decideranno a breve e che dopo una settimana se avessi ricevuto una telefonata sarebbe stato per il sì, mentre se invece non avessi ricevuto nulla potevo ritenermi libero. Loro il “no” te lo buttano giù così, molto educatamente, “lei si potrà ritenere libero”. Ok, torno a casa, passo la giornata nella norma, ovvero con poco di sostanzioso da fare e poi verso l’ora di cena la COIN mi richiama, caspita non sono passate nemmeno 10 ore dal colloquio! Mi dicono che vogliono rivedermi il giorno seguente alle 15,30. Già da quì un dolce sentore di vittoria in pugno ma, come ultimamente sto udendo sempre più spesso, mai urlare gatto fino a quando non ce l’hai nel sacco! Il giorno dopo mi presento all’ora prestabilita e stavolta non mi incontro più con la stessa persona addetta ai colloqui del giorno prima. Quel giorno mi fanno accomodare nell’ufficio stralussuoso del direttore con appunto quest’ultimo e il capo reparto del reparto casa, una bella donna sui 50 tutta truccata e biondissima. Tra classiche smancerie e sorrisi a 32 denti cominciamo nuovamente l’ennesimo colloquio e dopo aver narrato la mia vita a dei perfetti sconociuti per la centesima volta e delle mie esperienze lavorative loro mi fanno notare che sono spiccato fra tanti altri candidati, oltre che per le doti personali, proprio grazie al mio diploma in architettura ed arredamento d’interni e al fatto che ho lavorato all’IKEA. Quindi gli sono piaciuto, mi dicono che comincio il 1 di Dicembre e che avrò un contratto iniziale di due mesi a tempo pieno, 8 ore al giorno e 5 giorni su 7, ma che sotto il periodo natalizio saranno sempre 6 su 7 e che verranno sempre considerate come ore di straordinario. Lavorerò tutti i sabati e le domeniche. Mi piace la cosa, d’altra parte facevo così anche in Inghilterra. Quindi ora che finalmente non sono più disoccupato e che mi posso addirittura vantare di aver trovato lavoro in un periodo di crisi economica così dura, non mi resta altro che aspettare Dicembre. Evvai! Cool…
Un anno fa…

Precisamente 365 giorni fa (clicca quì per leggere) io approdai all’aeroporto di Liverpool in direzione Warrington, completamente ignaro di cosa mi sarebbe successo negli 8 meravigliosi mesi successivi… I miss my England!

Italian jobs (Part 1)
Dunque da dove cominciare, molte, anzi, moltissime e sorprendenti le novità, ma partiamo in ordine cronologico. Premetto però che in questo periodo non ho scritto molto perchè essendo stato disoccupato e quindi con intere settimane libere a disposizione, l’ispirazione alla scrittura e la giusta nota di inizio discorso meccanicamente svanivano ancor prima di mostrare un flebile barlume di vita nella mia mente. Ed ormai posso confermare che per scrivere, raccontare ed inventare, il sottoscritto deve essere sotto pressione, ovvero con brevi tempi liberi a disposizione nella giornata dove con le dita sulla tastiera fa le fiamme ed escono lunghi discorsi senza che ci rifletta più di tanto. Cominciando; dopo circa un mese e mezzo o forse due dove ho fatto avanti e indietro una cinquantina di volte tra casa e Firenze per distribuire curricula (ieri ho scoperto che il plurale di curriculum è appunto curricula in latino) in ogni dove e sostenere colloqui sempre in diecimila negozi, combattendo a denti stretti, spalla a spalla con tutti gli altri ansimanti candidati sudati, alla fine sono sempre stato messo da parte e come di consueto senza nemmeno una telefonata di conferma di fallimento avvenuto. Ammetto di aver perso anche un pò le speranze dopo un certo numero di sconfitte e l’entusiasmo era decisamente pari a quello che può provare una tazza del cesso ad ogni download! Circa tre settimane fa, tramite amici di amici, durante una serata in compagnia fuori casa conobbi un individuo singolare che ammetto, nuovamente, di avermi regalato anche qualche speranza o momento di pura fantasia immaginaria. Un uomo che avendo l’aspetto tale e quale a Roberto Benigni non poteva certo trasmettere brutte sensazioni, come al contario si è dimostrato fare poco tempo dopo. Mi aveva notato ed essendo lui il responsabile casting di un noto marchio di moda italiano, mi propose di intraprendere una carriera come foto-spot modello. Ok, la cosa mi allettava e quanto meno era una cosa del tutto inaspettata. Bene, era tutto vero, lui veramente lavorava per questo marchio e realmente mi avrebbe potuto aprire una porta veloce in questo mondo. Di questo ne ho avuto alcune prove, era sincero ma tutto ha un prezzo e talvolta anche al di fuori della nostra portata. Ci siamo addirittura incontrati tre volte dove abbiamo sempre parlato di lavoro. Il tutto però si è concluso in meno di un minuto quando, fortunatamente, prima di portarmi con se per tre giorni a Napoli per farmi assistere a dei provini e mostrami il mondo della moda, su Messenger mi ha fatto intuire che avrebbe voluto qualcosa in cambio. Si si, avete intuito bene, voleva un favore sessuale! Beh, dal momento che io non mi sognerei mai di vendermi e soprattutto per qualcosa di così di poco valore e sapendo che semmai tante volte l’avessi fatto, me ne sarei pentito per tutta la vita, la mia reazione è stata fulmineamente volgarissima! Colclusione: lui tutto sorpreso perchè addiritura sosteneva che io gli avessi fatto intuire di essere accondiscendente e io che dopo aver sparato alcune acidità, con un bel sano vaffanculo mi congedo per sempre! Ovviamente finisce lì no, credo che se no, altrimenti mi sarei coinvolto in un circolo vizioso assassino. Grazie al cielo pericolo scampato e fortuna che ho la capacità di raccontarlo così con leggerezza, qualcuno ci sarebbe rimasto secco proprio in seguito a qualche ripensamento o roba del genere.
To be continued…
