Italian jobs (Part 2)
La seconda parte del post dedicato ai lavori italiani è più che altro l’annuncio clamoroso e ben accolto di una proposta di lavoro. Martedì 11 Novembre ho avuto un appuntamento per un colloquio alla COIN in centro a Firenze, l’ora era fissata per le 12. Dopo essere arrivato in città con l’autobus arrivo con 15 minuti di anticipo e mi metto ad aspettare fuori dalla porta dell’ufficio informazioni del negozio. Noto subito un’altra donna che aspettava di sostenere il colloquio e dopo poco arriva anche un altra ragazzina. Subito inevitabile il pensiero che è impossibile competere con degli esseri umani di sesso femminile quando si tratta di fare colloqui lavorativi e per di più in un posto che posizionato subito dopo l’immenso atrio ha una carrellata esposta di profumi e aggieggi per donne. Come quella volta che sono andato a sostenere un colloquio per sostituire per un anno una dipendente appena entrata in maternita da Zara per sole 20 ore settimanali e dove il tutto sembrava una vera e propria selezione per il grande fratello. Per un misero posto da part-time e da contratto di un anno questi ricevevano 6 persone (tutte donne tranne me!) tutte insieme, circa 50 al giorno e per tre giorni interi di colloquio. Ovvero circa 150 persone… ma che è?! Mah, va beh, tentar non nuoce e cercando di sfoggiare il linguaggio meglio forbito di cui sono capace, una personalità interessante e massima flessibilità accompagnata da disponibilità mi faccio coraggio ed entro. Mi ascolta una persona, un uomo che parlava strano e che non guardava mai negli occhi quindi tanto meno non poteva notare che io invece lo facevo e dopo mezz’ora mi dice che decideranno a breve e che dopo una settimana se avessi ricevuto una telefonata sarebbe stato per il sì, mentre se invece non avessi ricevuto nulla potevo ritenermi libero. Loro il “no” te lo buttano giù così, molto educatamente, “lei si potrà ritenere libero”. Ok, torno a casa, passo la giornata nella norma, ovvero con poco di sostanzioso da fare e poi verso l’ora di cena la COIN mi richiama, caspita non sono passate nemmeno 10 ore dal colloquio! Mi dicono che vogliono rivedermi il giorno seguente alle 15,30. Già da quì un dolce sentore di vittoria in pugno ma, come ultimamente sto udendo sempre più spesso, mai urlare gatto fino a quando non ce l’hai nel sacco! Il giorno dopo mi presento all’ora prestabilita e stavolta non mi incontro più con la stessa persona addetta ai colloqui del giorno prima. Quel giorno mi fanno accomodare nell’ufficio stralussuoso del direttore con appunto quest’ultimo e il capo reparto del reparto casa, una bella donna sui 50 tutta truccata e biondissima. Tra classiche smancerie e sorrisi a 32 denti cominciamo nuovamente l’ennesimo colloquio e dopo aver narrato la mia vita a dei perfetti sconociuti per la centesima volta e delle mie esperienze lavorative loro mi fanno notare che sono spiccato fra tanti altri candidati, oltre che per le doti personali, proprio grazie al mio diploma in architettura ed arredamento d’interni e al fatto che ho lavorato all’IKEA. Quindi gli sono piaciuto, mi dicono che comincio il 1 di Dicembre e che avrò un contratto iniziale di due mesi a tempo pieno, 8 ore al giorno e 5 giorni su 7, ma che sotto il periodo natalizio saranno sempre 6 su 7 e che verranno sempre considerate come ore di straordinario. Lavorerò tutti i sabati e le domeniche. Mi piace la cosa, d’altra parte facevo così anche in Inghilterra. Quindi ora che finalmente non sono più disoccupato e che mi posso addirittura vantare di aver trovato lavoro in un periodo di crisi economica così dura, non mi resta altro che aspettare Dicembre. Evvai! Cool…
