Willing to live!
10 minuti passate le 5 del pomeriggio, e’ una fredda, grigia e ventosa domenica di Febbraio. Fuori dalla finestra con le tende del salottino si intravede l’imbrunire che stampa ombre scure contro le facciate delle casette inglesi del fiabesco quartiere di Latchford. Le abitazioni stagliate contro il cielo nuvoloso, si intravedono solo gli infissi bianchi senza persiane che a me piacciono tanto. Si vede anche uno scorcio dell’alto, aguzzo tetto grigio pietra della chiesa protestante che si trova sul lato sinistro di Miller St. che e’ la mia via.

Ed io ho appena deciso di prendermi un paio d’ore per scrivere un post sul blog. Mi trovo a sedere sul comodo divano a tre sedute che ti fa sprondare dentro di esso ed ho il portatile sulle ginocchia, la televisione e’ su BBC Two, che ormai parla in una lingua non piu’ estranea e una tazza di tea fumante ,macchiato di latte, si trova sul tavolino piccolo vicino a me. E’ uno degli innumerevoli tea dello Yorkshire che Lizzie e’ solita offrirmi durante l’arco di tutta una giornata e io credo che sia un’abitudine piacevolissima che purtroppo si addice solo se ci si trova in un contesto tradizionale inglese nel quale mi sto ritrovando solo ora. In Italia l’idea del tea non mi alletta piu’ di tanto. Ai miei piedi Stanley ed Asha che ronfano tranquilli sulla calda moquette.

Oggi e’ il quinto giorno da quando sono riapprodato a Warrington, quieta cittadina situata ad est di Liverpool e ad ovest di Manchester, ad un paio d’ore di macchina dal confine scozzese. Come ho gia’ detto e’ Domenica ed e’ di conseguenza il mio primo giorno libero dopo quattro devastanti giorni passati a lavorare all’Ikea. All’insegna dell’ozio questo giorno libero e’ iniziato pigramente svegliandomi verso l’una. Camera mia era silenziosa e comunque sia gia’ inondata dalla tipica luce biancastra di una giornata inglese come tante altre mentre fuori, probabilmente nelle case dei vicini, si potevano udire sordi tonfi di chi ha gia’ iniziato le attivita’ domenicali.

Ho cucinato un piatto di pasta al pomodoro tanto semplice per me ma tanto tasty per Lizzie ed infine dopo esserci abbandonati sempre sul divano a digerire il pasto davanti alla tv, siamo usciti a fare una passeggiata al parco con i cani. Ovviamente mi sono portato la mia fedele Sony nera che mi ispira a catturare ogni piccola cosa interessante e che ti fa fantasticare sull’intraprendere un’artistica carriera da fotografo a giro per il mondo. Non sarebbe male, ormai non provo piu’ nemmeno nostalgia per aver lasciato ancora una volta le comode abitudini che si trovano all’interno di una famiglia numerosa e quindi suppongo che questo sia stato un ostacolo definitivamente superato. Mi sento a casa un po’ ovunque, basta che riesca a tenere i piedi per terra e pensare razionalmente a come organizzarmi: fare totalmente di testa mia, scelgo per me stesso.

Abbiamo camminato per circa un’ora e mezza lungo tutta l’incolta riva destra del Mersey River che attraversa serpeggiando il lato sud della citta’ sbattendomene praticamente del fatto che avevo le scarpe mezze sprofondate nel fango. Il naso che colava e la pelle rossa del viso che bruciava contro il vento tagliente che e’ persistente in questa regione dell’Inghilterra. I cani correvano affannosamente da tutte le parti, anche loro fregandosene di essersi sporcati le zampe con la fanghiglia delle sponde del fiume e soprattutto sbattendosene della loro vecchiaia e delle malattie che colpiscono i loro cuori impedendogli di respirare e causandogli forti attacchi di tosse asmatica durante la notte. Erano liberi, belli cosi. Io, invece che di malattie non credo di averne, ho approfittato di questa passeggiata per rilassare un po’ i nervi dopo aver affrontato lo “stress” da arrivo, da lavoro e da qualsiasi altra preoccupazione che puo’ derivare da tutto il contesto. I soldi sono una delle prime problematiche come sempre, quanto posso comprare e quanto devo lavorare per ripagare tutti gli sforzi. Ma faccio tutto questo molto volentieri, non credo che sarei ancora qua’ se non avessi avuto gia’ in mano le redini per condurre una vita in un paese che, prima, inizialmente non era il mio d’origine. Ad ogni modo, tornare in terra angla ha comportato un’uscita monetaria non indifferente dal mio conto corrente, i voli di andata e ritorno, l’affitto settimanale, la spesa, le fottute ricariche telefoniche e l’abbonamento per un mese dell’autobus. E dal momento che non spendo e spando a vanvera i miei nervi li hanno avvertiti attivamente.

Ma a me che me ne frega se, dopotutto, avendo fatto qualche calcolo, al termine di questo mese io avro’ gia’ preso il doppio, se non il triplo di tutto quello che ho speso. Ed inoltre, ritrovarsi anche solo per qualche minuto seduto su questo divano, circondato da tutta la serie di cose ed avvenimenti che ho precitato all’inizio di questo articolo e’ una sensazione che non ha prezzo, tutta a favore dell’arricchimento interno dell’anima che ormai si spera non essere piu’ ai primi stadi di purificazione.


luci ha detto,
16 Febbraio, 2009 a 2:42 pm
Ciao Andre Grazie per questo post, così vivo e …graffiante, sintomo chiaro dei suddetti nervi tesi nello sforzo di mettere insieme e far combaciare tutti i suoni dell’orchestra della tua libertà. Di certo, essere liberi non significa affatto essere pigri e tu sei un buon esempio per tanti che solo volessero diventarlo, liberi dico.
Quindi, questa volta c’è stato un salto di qualità, non sei solo, la casa è carina, curata, c’è chi ti offre some english tea e la convivenza con due animali, non la sottovaluterei, tutto concorre alla maturazione che ambisci.
Ti auguro la migliore permanenza, un abbraccio lu
luci ha detto,
16 Febbraio, 2009 a 2:45 pm
spero che con i ritmi del lavoro che hai, non ti farai mancare il buon cibo e il riposo
Baci lu
jehiel ha detto,
17 Febbraio, 2009 a 6:30 pm
ciao frà…caspiterina che casina! e quanti amici che ti sei fatto subito a questo giro…….mmm che voglia di libertà mi hai trasmesso…. ma stà Lizzie è una manna dal cielo…….eeeh quelle case dall aspetto sinistro in quei paesaggi così malinconici,mi fanno quasi quasi venir voglia…… di prendere subito un aereo per scappare da questa monotonia… TANTI ABBRACCI.