Yes, things work like that…

26 Marzo, 2009 at 12:52 pm (5. The international boy)

Sono ormai più di 10 giorni che sono tornato e la vita sostanzialmente continua o comunque sia va avanti senza destare preoccupazioni o paranoie eccessive. Premettendo che si sono successi degli alti e bassi con picchi di felicità indescrivibile successivamente alternati a profondi oblii di vuoto cosmico. Non avendo più l’acqua alla gola per il soldo mancante si può però affermare che il tutto va meglio e che si può far anche luce sul fatto che la disponibilità finanziaria non è l’unico problema che può ostacolare una vita. Escludendo la parte sentimentale ovviamente, perchè non credo che il mio blog sia il mezzo più appropriato per parlarne e soprattutto perchè non basterebbero 15 pagine del blog senza interruzioni. Si comincia però dicendo che mettiamola come ci pare ma l’impatto Inghilterra – Italia, il ritorno, non è mai piacevole come ce lo pregustiamo. Affatto, è sempre abbastanza incisivo, un pò spiacevole e non ci si abitua proprio mai. Detto questo non voglio nascondere tutte le dozzine di volte che il pensiero di una definitiva e stabile vita a Warrington mi sfiori il cervello. Ma non ancora, io non do mai nulla per certo al 100% ma questo lo posso intuire, non sarei ancora in grado di trasferirmi per sempre e mettere radici. E poi perchè dovrei?! Uno dei motivi sono gli amici o le persone a me più vicine o che si stanno avvicinando esaudendo così il desiderio della mia nuova vita (che è anche quella di un giovinello in piena tempesta ormonale!). Un altro motivo è anche il mio nuovo lavoro, eh beh si, come avevo già preannunciato l’esperienza alla Coin mi ha offerto una nuova proposta. Dopo aver avuto un colloquio a Firenze il 18 Febbraio sono appunto venuto a capo di un’allettante oppurtunità. Il 14 ed il 15 Aprile prossimo mi recherò in sede centrale della Timberland a Milano per sostenere un breve periodo di prova in prima persona. La suddetta azienda è infatti alla ricerca di una persona esuberante che sappia attirare il cliente e di conseguenza saper vendere il prodotin un periodo di crsi come questo nel corner Timberland di circa 6 metri per 6 nel mega store Coin di via Calzaiuoli. Avete capito bene, tornerei a lavorare nella Coin ma stavolta non per la Coin stessa ma anzi da esterno, per il marchio che magari rappresenterò. Questa offerta di lavoro è infatti derivata dalla raccomandazione di uno dei capi reparto Coin alla quale ero rimasto particolarmente simpatico e che in pratica si è ricordata di me quando si è sentita chiedere se conosceva qualche persona giovane da poter assumere nella società americana. Sentendomi lusingato e quasi onorato mi sono detto che allora forse ho veramente delle potenzialità come venditore. Però ALT un momento, mai urlare gatto fino a quando non lo si ha nel sacco quindi freniamo l’eccitazione. Le mansioni comunque sia mi vedrebbero gestire, vendere ed organizzare tutto il contesto per conto mio. Ciò sarebbe una cosa totalmente nuova per me in termine di responsabilità, per non parlare del contratto che sembra veramente buono.

Un caloroso Goodbye all’amica Asha che stamattina è stata fatta addormentare per sempre… Fly free!

Me and Asha

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