Minchia ma lo farà apposta?!
Quì di seguito un breve elenco delle cose che più mi danno noia nel contesto del mondo del lavoro partendo da quando esci di casa fino a quando a casa ci ritorni, la sera. Nell’arco delle circa 10 – 11 ore della giornata che mi vedono fuori casa vi può succedere di tutto. Da piccoli inconvenienti a grandi cataclismi di vera e propria sfortuna inpersonificata. Chiaramente parecchie di queste cose le si potrebbero evitare in anticipo solo prevedendo un attimino prima ciò che il prossimo farà o dirà ma altre no, quelle ti capitano perchè sei proprio uno sfigatello. La mattina cerco di svegliarmi per tempo per non dover poi in seguito fare le cose troppo di fretta ma va beh dai a letto ci rimango 5 minuti o 10 in più, che cosa succederebbe mai e poi dopo circa 25 minuti ti svegli di soprassalto perchè hai dormito troppo. Già lì si parte facendo una sudata perchè fai tutto alla svelta ed addirittura sali e scendi tre scalini di casa per volta per cercare di recuparare quei secondi preziosi che dividono tutte le cose che devi ancora fare prima di lasciare casa e l’autobus che si ferma alla fermata e che per ovvie ragioni non aspetta nessun coglione! Questo fa da testimone al fatto di quando dicevo che alcune cose le si potrebbero evitare completamente avendo solo un minimo di buon senso in più. Tornando a noi, sali e scendi gli scalini tre alla volta, mangi la colazione come un ingordo grassone costretto in un “campo di concentramento della gola” per tre settimane biascicando, trangugiando e ingoiando cibo come fanno le oche, ovvero stendendo dritto il collo in modo che l’esofago si disponga in linea retta facendo così passare con la sola forza dei muscoli il cibo senza masticarlo! Il tutto in un’immagine terrificante già di prima mattina per chi raramente assiste alle mie colazioni furiose. Ti lavi i denti insudiciandoti la maglietta della divisa e neanche ti sistemi i capelli, corri alla Vespa, a rotta di collo giù per le colline ed è lì che trovi il camion della spazzatura, il vecchietto sulla panda oppure il trattore tutto polveroso appena uscito da un campo che ti fa respirare tonnellate di paglia e terra. Arrivi alla fermata dell’autobus e lì salì sull’autobus a pelo e da un clima già abbastanza caldo della mattina di questi periodi ti ritrovi in un’aria condizionata glaciale che ti fa venire la pelle d’oca e ti fa cominciare a tossire a breve. Poi ok, l’autobus trova le code ai semafori e ovviamente tutti i semafori rossi quindi arrivi in ritardo anche alla stazione ed infine un’altra semicorsa in direzione del centro di Firenze che pullula di fastidiosi turisti stralenti che sorridono e che si godono la città di mattina. La gente cammina sul marciapiede, sì, e poi accanto sulla strada a rasentare le macchine in corsa ci sono sempre io. Arrivo. Ormai sfiancato e con la giornata cominciata da brivido firmo il modulo presenze 5 minuti in ritardo facendo finta di nulla. Ok è andata così ma ora mi rilasso un pò, lavoro al mio ritmo e mi organizzo tutte le cose da fare. Scendo al corner e sembra sia scoppiata una bomba. La gente, soprattutto le donne vecchie che affollano i reparti in cerca di indumenti per il marito durante l’ora di chiusura del giorno prima (e non se ne vanno, incollate come cozze) sono solite vangare i vestiti, zappandoli via con le loro brutte manacce rugose! Sistemo tutto e poi vado a fare ordine e svuotare gli scatoloni dei nuovi arrivi in magazzino. Siccome voglio sempre fare troppe cose alla volta alla fine mi ritrovo a salire la scala per arrivare agli alti scaffali con 4-5 scatole da scarpe tutte impilate una sopra l’altra e lì ovviamente l’ultima più in alto non può fare a meno di cadere e ti prende dritto dritto con lo spigolo nella tempia facendoti quasi urlare dalla rabbia non tanto per il dolore ma più che altro per il fatto che ora devi tornare giù e riprendere la scatola che a quest’ora poteva già essere sistemata sullo scaffale. Il tempo è denaro! Poi finisci in magazzino e torni giù in vendita con la testa pulsante per il sangue che protesta dentro le arterie e le vene. La tempia ormai viola. E tu sei là che quasi sbuffi per la tensione mista alla rabbia perchè in fondo sei consapevole che hai fatto tutto da solo. Puntuale il cliente esigente che prendendo una camicia che 20 minuti prima avevi piegato con tutta la santa pazienza di questo pianeta te la sventola davanti quasì fosse un cencio insignificante e ti bercia sputando: “C’è lo sconto su questa vero?!!” E tu lo guardi incredulo perchè una tale fandonia poteva venire fuori solo da un accattone di merda. Se ti mancano i soldi vai all’Oviesse e non alla Coin che non è proprio posto da roba a poco prezzo. Apparte questo, ma dove l’hai letto che c’è lo sconto? “No, quale sconto, no non c’è, dove l’ha letto?”,”Fuori, all’entrata c’è un cartello che dice che c’è lo sconto del 40% se acquisti un collant ed un reggiseno al reparto donna quindi pensavo che anche quì…” “No guardi proprio Timberland non aderisce a tale promozione, vada al primo piano al reparto donna, là ci sono le scale!” Via di quìììììì!!
Mente sana in corpo sano!
Finalmente l’ispirazione alla scrittura. Troppi I tentativi vani di cercare di abbozzare un post e mettere due frasi in riga una dopo l’altra. E sono qua’ dopo piu’ di 25 giorni che non scrivo. Ma infondo meglio tardi che mai. Alla fine il lavoro, o meglio la nuova offerta che ricevetti da Timberland e’ andata a buonfine, ieri ho perfino concluso le mie prime tre settimane come corner manager del marchio per cui lavoro. In pratica, in poche parole io sono responsabile del mio negozio dentro l’enorme edificio Coin di Firenze e sono capo di me stesso, gestisco il mio lavoro, l’amministrazione, gli ordini, i dati di vendita e le vendite al cliente. Tutto questo nelle mie 40 ore settimanali da full-time. Ma un buon posto di lavoro alla fine costa, costa di energie soprattutto mentali, il tempo per me stesso e’ veramente ridotto ai minimi termini e molto spesso durante i miei giorni liberi devo finire alcune cose, responsabilita’ o cose da gestire in generale. Un motivo per la quale trascuro il mio blog e’ proprio questo dunque, forse il principale; essendo sempre a Firenze o comunque fuori con gli amici appena mi capita qualche ora di respiro. Rendiamoci conto che mi ritrovo spesso a pensare quanto tempo mi manca per raggiungere l’eta’ della pensione o anche solo, più comprensibilmente settembre in cui potro’ richiedere le prime settimane di ferie. Pero’ non fraintendetemi, posso suonare stressato e con le palle piene di tutto cio’ appena dopo tre settimane ma invece no, assolutamente, prima di tutto perche’ e’ ancora il primo periodo e mi devo ancora abituare a tutto e poi perche’ un lavoro di un certo grado e livello con le responsabilita’ che non sono quelle di un commesso di quinto livello l’ho sempre desiderato. Mi piace essere un ragazzo in carriera vista proprio la mia eta’. E mi sorprende e lusinga anche molto il fatto della mia azienda che si sia fidata a darmi le redini dell’azienda di Timberland per quando riguarda la citta’ capoluogo, mica roba da tutti! (sviolinata tanto sudata). Apparte il lato “lavoro” che ad ogni modo comprende circa l’80% della mia vita, anche il lato sentimentale non va male, e’ un periodo veramente roseo dove sto bene con tutti, non mi sento un perdigiorno, ho la mente occupata e non invasa da stupide paranoie ed ho in programma alcuni progetti. Come quello di tentare con l’universita’ a settembre, mantenendo il mio lavoro, e di riprendere ad andare in palestra circa due volte a settimana; tutto questo quando l’intero contesto lo permettera’. Cosi, finalmente riusciro’ un poco anche a dedicare qualche ora al mio corpo che ultimamente viene sfruttato molto dalla mente. Dormo poche ore in media e alla Coin avendo il magazzino al quarto piano spesso e volentieri mi ritrovo a fare su e giu’ di corsa per prendere la merce non facendo attenzione ai movimenti che faccio, sollevando in modo errato pesi e sbattendo i gomiti, le ginocchia ed i fianchi un po’ ovunque in tutte le sporgenze procurandomi cosi lividi e lievi contusioni. Questo credo sia un modo sbagliato di lavorare ed essendo io una persona con la soglia del dolore abbastanza alta rispetto alla massa alla fine della fiera non sento quasi mai male fisico, mi accorgo delle botte che ho preso solo durante il tempo della doccia in cui sono obbligato a guardarmi. Talvolta mi vengono in mente, come delle immagini flash stampate davanti agli occhi, spezzoni di alcuni film in cui il protagonista comincia a trascurare tutto e tutti, le persone care e perfino anche se stesso per dedicarsi completamente, appunto anima e corpo alla sua carriera. Il protagonista che si fa prendere dalla passione per il lavoro cercando di tenere sotto controllo il proprio lavoro anche quando ha un giorno libero dove invece dovrebbe volgere la propria testa e le proprie attenzioni allo svago e al riposo. Staccando da tutto. Io, ora spero di non raggiungere tali livelli ma, avendo un budget mensile da raggiungere, alcune mete il mio ego me le impone da solo e mi ritrovo ad essere contrariato a starmene a casa durante una delle domeniche libere perche’ appunto essendo uno dei momenti di maggiore affluenza credo che da tale giornata se ne possa trarre uno dei massimi profitti della settimana. Ok, Alt, Stop ma come parlo? Di cosa ragiono? Andrew diventi noioso come il giornale “Finance…”
