Regno d’Occidente – Day 9

6 gennaio, 2011 at 9:25 pm (5. The international boy)

Royaume du Maroc.

Nota: il Dirham (DH) e’ la moneta marocchina, 1 DH equivale a 10 EuroCent quindi 10 DH sono 1 Euro.

Una luce bruciante e’ subito entrata attraverso le tende di spesso cotone color ocra che stavano a tamponare la calura notturna dell’esterno. La porta conduceva ad un minuscolo terrazzino che affacciava sulla vasta piazza piastrellata di Al Mouahidine e sul balconcino i nostri asciugamani e qualche maglietta che avevamo lavato e messo ad asciugare la sera prima. Ci siamo svegliati piano e con tutta la calma del turista, la Patry si e’ fumata la sua sigaretta del risveglio ed io mi sono preparato per scendere a fare colazione. Fin dalla sera prima eravamo indecisi su cosa fare il giorno dopo, andare a Zagora a vedere le dune di sabbia oppure girare per Ouarzazate. Alla fine abbiamo optato per qualcosa di piu’ rilassante ed il tutto si e’ quindi svolto nelle vicinanze. Infondo non avevamo abbastanza tempo per ripercorrere svariate centinaia di chilometri ed addentrarsi nel cuore piu’ profondo del Marocco. Anche se pero’ ci sarebbe piaciuto. Dal nostro albergo, dopo la colazione intorno alle nove, ci siamo diretti sotto il sole cocente verso la Kasbah al centro citta’. Intorno ai 40 gradi gia’ di mattina la giornata si prevedeva da cammelli, sudata ed insopportabile. A circa un paio di migliaia di metri dall’hotel ci ritroviamo d’avanti uno spettacolo unico ed invidiabile. Le classiche vecchie case arabe in terra rossa che si vedono nei principali film che hanno qualche scena girata in un posto desertico. Era meraviglioso, semplicemente fuori dall’immaginazione di un italiano, non poteva essere vero che io mi trovassi in quel preciso luogo in quel determinato momento della vita, ed era toccato proprio a me. Decine le foto scattate in quegli istanti e subito ci siamo inoltrati nel labirintico villaggio magico di Taurirt.

Dopo 10 minuti che vagavamo come anime in pena in ogni direzione per scoprire e vedere ogni minimo dettaglio di ogni scorcio di questa citta’ veniamo a conoscienza che tra queste viuzze sono stati girati molti film holliwoodiani. In un certo punto, nel centro della kasbah si puo’ ammirare un muro di una di queste case rosse fatto in polistirolo ed in un angolino si vede un cazzotto affondato da qualche attore in preda a chissa’ quale pellicola. A dire la verita’ e’ stato un po’ deludente vedere come i film hanno invaso anche questo posto e ne hanno perfino rifatto le pareti in polistirolo ed infine ripitturate del colore originale ma va beh, abbiamo scrollato le spalle e ridendo e scherzando siamo andati avanti. Qua’ sopra, nell’ultima foto si possono vedere delle donne e delle bambine che abitano nella kasbah e che attingono l’acqua che lo stato del Marocco gli ha portato gratuitamente (ovviamente in ognuna di queste case non c’e’ l’acqua corrente). Il sole ci cuoceva la testa, i capelli scuri stavano per incendiarsi e le tempie erano dolenti. Quella fontana ci ha fatto molta gola e molto timidamente ci siamo avvicinati alle donne “cercando” di aspettare il nostro turno, esitavamo, si puo’ o no? Ed ecco che la “Mama Africa”, la signora che nella foto si para la vista dal sole e col seno molto prosperoso, ci accoglie come figli. Con un gran sorriso e pronunciando materne parole in arabo mi ha preso da dietro i gomiti e conducendomi al rubinetto mi abbassa la testa e me la mette sotto un corpulento scroscio di acqua pulita e rinvigorizzante. Mama Africa mi tiene sotto la testa con una mano e con l’altra mi lava i capelli, mi lava bene le orecchie e poi mi passa la mano piena d’acqua sul viso. Nonostante il fiotto d’acqua riuscivo a respirare e la sensazione e’ stata una delle piu’ belle del Marocco. Essere lavato da una perfetta sconosciuta in Marocco. Ma la sconosciuta in fondo la conoscevo, mi aveva sorriso prima di prendermi e cio’ era bastato. Il tocco delle sue mani gentili e decise era come quello della propria mamma che ti lava nella bacinella in bagno all’eta’ di 5 anni: e’ lei che decide cosa lavare e che movimenti fare. Ripeto, una delle piu’ belle cose accadute in quegli 11 giorni. Poi e’ stato il turno della Patry e bene o male anche lei si e’ sentita lusingata del gesto della signora della fontana.

Il pomeriggio, appena dopo pranzo, conversando col direttore del nostro hotel ci siamo messi d’accordo e ad un ottimo prezzo (per soli 200 DH) ci siamo affittati per tutto il pomeriggio un taxi ed il suo autista. Siamo andati all’oasi di Fint e per la sassosa strada tutta polverosa abbiamo anche forato la Classe S del 84!

E che si fa bloccati nel bel mezzo del deserto roccioso a qualche decina di chilometri da Ouarzazate? Si ride e si fanno le foto.

Vano il tentativo di descrivere la magnificenza di questi luoghi ma basti sapere che intorno ad un’oasi con un tranquillo fiume che ci passa nel mezzo la vegetazione cresce rigogliosa e la pace regna assoluta, una tribu’ berbera e’ da sempre autosufficiente e vive da decenni sulle sponde argillose di Fint. Riassumo la vacanza in due foto scattate, una in questo post – qui di sotto-  nel day 9 e una nel prossimo quando io e la Patry arriveremo a Marrakech.

1 commento

  1. mamy ha detto,

    bella immagine di mama africa col suo gesto ..

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