Filosofie di viaggio
Writing down in room 226, 4 Viale Masini Design Hotel in Bologna.
Mai assaporata quell’emozione ineguagliabile della vacanza, dello stacco mentale (ottimo solo nel caso in cui ci si riesce totalmente), della novita’ che rompe i ritmi cronometrati della monotonia quotidiana? Dunque e’ proprio il tipo di sensazione di cui il sottoscritto piace circondarsi ogni qualvolta vi si presenta la possibilità. Ma come si comporta la mente del viaggiatore nei diversi stati d’animo e nelle diverse condizioni climatiche? Dopo un certo numero di esperienze credo di essere in grado di elaborare qualche considerazione. Se il viaggiatore lascia qualcosa di significativo in sospeso prima di partire si troverà in ansia e di fretta per tutto il periodo prima di riaccasare. Equamente ai fantasmi che vagano sulla terra in attesa di un perdono od in attesa di risolvere qualcosa loro a cuore. Se il viaggiatore parte innamorato e la fantomatica metà non lo accompagna spesso e volentieri si troverà invece in uno stato di debito, si sente in dovere di qualcosa e probabilmente è la fedeltà. Se il viaggiatore parte pentito di qualcosa beh, allora forse non era proprio il caso di viaggiare, non si fa altro che posticipare un qualcosa a cui forse si può porre rimedio se si agisce rapidamente. D’altro canto se il viaggiatore parte con la coscienza apposto, ha sistemato tutto ed è positivo e solare allora si troverà in una di quelle vacanze indimenticabili. Ma siamo terreni (per non dire terra) e le paranoie e gli sbalzi d’umore segnano fin da sempre la natura del cervello umano. E’ più facile partire verso una metà con un mix, spesso inconscio, di tutte le sensazioni già mensionate e non riuscire a staccarsi nemmeno al 50% dalla vita svolta nel punto da cui partiamo. Oltre al lato emozionale che parte già radicato in noi cosa dire poi di chi ha la fobia dell’aereo e del terrorismo? Già, rimani a casa te e non riompere le palle a me che non ho problemi. Una volta giunti a destinazione è sempre bello trovare il giusto clima corrispondente al luogo. Ad esempio in Inghilterra se troviamo tepore e sole è tutto senz’altro bello ma non sarà mai appropriato come vedere il cielo inglese cosparso dai suoi classici nuvoloni piatti e biancastri tutti amalgamati insieme. Idem in Egitto, però viceversa, eccellente il sole a picco sulla testa e l’afa secca africana ma trovare una giornata nuvolosa e fredda è proprio bizzarro. Personalmente io sono amante dell’estate e delle alte temperature e quindi sarò sempre molto sorridente in tali ambiti. Il freddo e l’umido mi trasmettono invece malinconia mista ad ispirazione e vecchi ricordi, non è necessariamente una cosa brutta: come sono lunatico io è lunatico anche il modo di interpretare gli stati d’animo, i luoghi e le condizioni climatiche in cui questi sono immersi.

mamy ha detto,
28 maggio, 2011 a 8:16 pm
trovo che ti sei raffinato nell’esposizione, forse di un pò di punteggiatura si sente la mancanza e di qualche h, ma leggerti è sempre un piacere e una sorpresa
mamy ha detto,
11 giugno, 2011 a 11:55 am
mi paio una maestra! mi è piaciuto molto rileggere questo post e il viaggio cambia anche con le fasi della vita: ricordo che riuscivo a partire con la sana consapevolezza di poter non fare ritorno e quindi vivevo appieno ogni cosa nel presente