E ti pareva…
Ehi ricordate del premio per il miglior Vespista fradicio? Ecco, le onorificenze non sono ancora terminate. Proprio ieri mattina (il giorno dopo la famosa doccia di pioggia) ho ricevuto la parte del premio più valorosa: ho cominciato ad accusare un fastidio nella fronte e smoccicavo a destra e a manca per casa di un amica, sempre col fazzoletto in mano e col naso che cominciava ad irritarsi. La sera prima eravamo andati in centro a Firenze e mi sa che anche là ho preso una bella frescata, che sommata all’esperienza in vespa di qualche ora prima, ha contribuito ad una bella giornatina, quella di oggi, da malaticcio: un bel raffreddore che di così forti non ne avevo mai avuti, tanto da non farmi dormire e costringermi a letto per tutta la mattina e buona parte del pomeriggio. Sono attualmente con un dolore lancinante al cervello che mi fa riflettere ogni volta se scendere o no le scale per andare giù, visto che il mio organo a forma di cavolfiore mi sbatte contro il cranio ad ogni scalino. Se mi vedeste: ringobbito e circondato da circa un centinaio di fazzoletti usati. Naturalmente tutto questo non ha potuto evitare che scrivessi questo post, dovevo sviare la mente da questo pesante stato di intasamento nasale e cercare di divertirmi un pochino a scrivere dato il fatto che è tutto il giorno che sto in casa e che stasera non uscirò sicuramente. Maremma proprio stasera che dovevo andare a vedere le foto d’infanzia di un amica. Ma d’altro canto meglio ora piuttosto che frà un pò di giorni durante la partenza. Intanto il Poggetto si sta ripopolando di tutta la gente che se n’era andata via a trascorrere le vacanze estive e questo fattore non è altro che un valido motivo in più per voler traslocare. Non è davvero più il bel vecchio poggetto di 10 anni fà che ospitava solo casa mia e qualche altra anima in preda allo stress che si godeva il week-end in campagna, tra gli ulivi e le vigne, in cerca di un pò di pace dopo che aveva trascorso la settimana lavorativa nelle città frenetiche. Cambiando discorso, ho notato che il mio blog è stato veramente apprezzato da molti e che ho le conferme di avere molti assidui e divertiti lettori proprio in questi giorni. Mi dispiace solo che non ne esista una versione identica in inglese per tutti quegli altri cari amici che non possono capire l’italiano. Molto spesso mi è capitato di chattare con questi amici e mi balenava in testa che magari gli potesse far piacere leggere il mio blog ma ci ho dovuto sempre ripensare perchè stranieri. Magari in futuro esisterà (perchè probabilmente ne avrò veramente voglia) una versione parallela in inglese di questo blog. Un altro punto che ci tenevo a ribadire sta a dire che chi è riuscito a leggere queste righe e quelle dei post precedenti è solo per il fatto che è gente fidata o che rientra nei miei standard. Non siete in molti ad avere il link del blog, a molte persone ho anche detto di no e gli ho negato l’accesso. Questa comunque era solo una precisazione, ora non montiamoci la testa e pensare che Andrew possa essere l’uomo della nostra vita perchè ha detto questo di noi o che possa diventare il padrino per una vostra eventuale futura figlia! Intanto sto aspettando ansiosamente di sapere il giorno della pratica per la patente di guida, che ancora non so solo perchè devo aspettare i comodi dell’autoscuola e dei suoi dipendenti che tornano dalla ferie e che riapre il 3 settembre. Infatti domani chiamerò, come mi è stato detto di fare, per informarmi sull’esame. Non vedo l’ora di averlo fatto, ma non fraintendetemi, non è perchè muoia dalla voglia di avere la patente in se per se e di guidare una macchina da solo senza patentati da più di 10 anni accanto, magari questo è solo il 15 % della motivazione, ma l’atro 85 % è perchè in Inghilterra quelli del ristorante vogliono sapere quando sarò pronto per partire e che già mi aspettano, c’è solo st’esame che mi trattiene quì, se no sarei già partito il 19 agosto come mi era stato proposto. Era solo che pensavo che la patente, siccome valida anche a Guilford, mi sarebbe potuta tornare comoda e dato che l’esame di teoria l’avevo già fatto, sarebbe stato da stupidi andarsene ad un passo dalla patente tanto sudata. Ora scusatemi ma scappo a fare delle fumenta per stasarmi il naso…
Abrasioni e madonne piovute!

Eccomi tornato dal mare, non commento nulla sulla vacanza, chi mi conosce ha capito già com’è andata. Dico solo che mi sono amputato un piede e perforato un gomito cercando di arrampicarmi sul muro della casa al mare del mio amico dove alloggiavo, cercando di entrare dalla finestra, dei furboni ci hanno chiusi tutti fuori lasciando le chiavi dentro casa. Ad entrare alla fine ce l’ho fatta grazie ad un impalcatura di tavoli e sedie da giardino accatastati uno sopra l’altro per raggiungere la finestra al primo piano, saranno stati 4 metri e mezzo. Ma per togliere la zanzariera che mi occludeva un semplice passaggio e che era messa lì solo per ostacolarmi, ho dovuto cazzottare un asta di ferro che la teneva giù ed è stato quello il momento in cui mi sono provocato i danni al corpo (se non c’ero io!). In compenso il mare a Baratti e’ veramente bello e pulito ed il tempo era buono. Porca vacca perchè non poteva essere lo stesso per oggi?! Che tempaccio. Oggi dovevo uscire di casa per fare alcune cose ma sfortunatamente piovevano le madonne a catinelle. Sfidando la sorte ho indossato “l’Impermeabile” certificato e garantito da babbo come un indumento che permea (sono sicuro che il nome di suddetto capo d’abbigliamento venga dalla parola Permeare) l’acqua della pioggia e mi sono avviato in vespa in città sperando che le uniche parti che eventualmente mi si sarebbero potute bagnare erano solo le ginocchia, ci sarei passato sopra senza problemi, ma che povero credulone. L’impermeabile chissà come mai non era altro che un affaruccio da due soldi, cencioso e dalla consistenza di una magliettina di cotone e per di più a maglie larghe, con la scritta “entrate quì in questi buchi se volete infradiciare Andrew”! Devo dire che molte gocce d’acqua hanno fatto a botte per entrare nei buchini e per mettersi comodamente adagiate sul mio fisico, ormai ridotto ad un ammasso di pelle accapponata, irrigidita, ghiacciata e in preda alle convulsioni e alla pelle d’oca. Fatto sta che sono arrivato alle soglie della città e non oltre. Caspita chiamandola così potremmo quasi quasi intenderla come una metropoli storica e medioevale come Firenze, ma vi assicuro che non è niente di tutto ciò: non è altro che un ammasso di casupole biancastre che non superano i due piani, oscure banche e mastodontici negozi di mobili sempre deserti. Solo di recente hanno installato una fontana giocosa e fluorescente in piazza, unica ragione per il quale varrebbe la pena di farsi un giro a piedi in centro. Tornando a me, essendomi reso conto che così fradicio e infreddolito non potevo fare nulla, sono risalito sulle colline di casa mia imprecando e col muso incorrucciato in una profonda smorfia di amarezza. Parcheggiata la vespa, gocciolando ovunque per la cantina e dopo aver appallottolato e scaraventato via lo stronzo impermeabile zuppo, ho pensato che è stato un viaggio a vuoto e gratuitamente scomodo. Ne ho avuta la riprova vedendo mamma ridere di me come una iena che ulula per la fame. Che idea geniale: vedere che fuori dalla finestra c’è il diluvio universale e che l’arca di Noè sulla montagna già comincia a galleggiare per il livello delle acque e io che ho la bella pensata di uscire in vespa per scendere in città con un tempo simile. Congratulazioni e conquistati meriti per il premio del Vespista fradicio. Ma d’altra parte se no dov’era il pretesto per scrivere questo nuovo post? Quasi dimenticavo, mancano meno di due settimane ormai al trasferimento e già ho ricevuto qualcosa come 77 autoinviti da amici e conoscenti contro i miei 9-10 inviti a persone fidate e con cui vado d’accordo. Ma siamo proprio convinti che Andrew darà il giusto indirizzo ed il giusto numero di cellulare inglese a tutte queste 77 povere anime che non aspettano altro di succhiarti il sangue e di scroccare un posto dove stare nel tanto desiderato Regno Unito?!
Camicia e Cravatta
Quanto mancherà ormai, non molto, meno di 20 giorni ma ho veramente il pepe al culo. E’ un espressione toscana per dire che fremo per la voglia di partire. Ho da una parte questa voglia assillante e dall’altra parte comunque il senso di pre-nostalgia che può venire quando sappiamo che stiamo per cambiare casa, lasciare la casa dove si trova la tua famiglia e cambiare totalmente aria. Una cosa del tutto nuova per me in quanto non ho mai cambiato casa prima. Se solo poteste vedere lo stato di eccitazione che ho dentro. Stasera parto e vado con un amico un pò a casa sua al mare a sfogarmi e a godermi gli ultimi giorni di mare per quest’anno e cercare di fare un pò di casino, quindi proverò a pensare al trasloco il meno possibile. I preparativi procedono bene, ho fatto la scorta di boxer e calsini e ho comprato la divisa per il ristorante che è composta da camicia bianca, blue jeans e scarpe eleganti che però è talmente bella che la userò anche al di fuori del ristorante, fatto sta che ci ho abbinato una cravatta nera. Le scarpe a dire la verità ancora non le ho trovate ma solo per il fatto che le scarpe eleganti sono proprio brutte. Non riesco nemmeno a dire “che carine” per non abbattere psicologicamente la commessa che con tanta pazienza mi assiste, ma purtroppo si tratta di mocassini rigidi, lucidi e terrificanti che ricordano vagamente quelle scarpone nere giganti che forniscono quando una persona si spezza un piede e gli mettono il gesso, per non farlo sfregare in terra quando camminano, oppure sembrano scarpe da paggetti del 700 con tutte le frangette di pelle, quindi mi è inevitabile trattenere una smorfia di disprezzo guardandomi i piedi con quei cosi, mamma che troiai. Scelta non facile insomma. Fatto incredibile per me oggi è stato di trovare delle stazioni musicali arabe on line su internet, sono sempre sintonizzato, peccato però che non riesca a trovare delle stazioni anche sulla radio della macchina ma d’altra parte forse è meglio così, già in casa faccio sorbire ai miei familiari questa musica a tutto volume, figuriamoci se dovessero subirla anche in macchina. Ricordate di quando nel mio primo post scrissi che sfruttavo l’occasione del blog per migliorare il mio italiano e che la mia professoressa mi diceva che era parecchio scarso? Ecco, ho ricevuto da quasi tutte le persone a cui ho dato il link del blog e che l’hanno letto dei complimeti per l’italiano usato: scorrevole, ricco e non sgrammaticato. Per non dire delle diffamazioni ricevute verso la mia professoressa, che piacevole sensazione di soddisfazione, sono salito di un gradino in più sul podio delle mie sicurezze personali. Questo tipo qua sotto nelle foto, in tutte queste pose da idiota, è il sottoscritto che scrive durante una delle serate che esce di casa (e di cervello) e naturalmente non può resistere senza mettersi in mostra davanti all’obbiettivo…
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Preparativi & Domopack

Ieri l’altro, dopo un piccolo resoconto coi tutori sul cosa potevo aver bisogno in Inghilterra: spazzola nuova, forbicine, vestiti, pinzette, numero di telefono inglese e conto in banca, sono giunto alla conclusione che avevo bisogno di un hard disk esterno per poterci mettere tutti i miei file del computer di casa, cosi che lo svuotassi da tutta la roba personale che serviva esclusivamente a me e, soprattutto per portarmela dietro. Nei miei progetti inglesi un portatile rientra a pieni voti, quindi l’hard disk servirebbe per fare il trasferimento dati. Penserete come mai sono andato a spendere tutti quei soldi in un hard disk esterno e non in una semplice e minuta pennina usb, ma se poi andiamo a vedere che da 299 Gb effettivi (320 Gb invece erano quelli dichiarati sulla scatola, ma va beh!) sono già arrivato allo spazio disponibile pari a 275 Gb, riempiendolo con tutti i miei file, capiamo che una pennina usb da circa 25 gb non esiste, almeno io non l’ho ancora vista. Ormai da qualche giorno stanno arrivando piccoli impulsi oppure si manifestano piccole cose che mi fanno veramente rendere conto che il mio trasloco è alle porte. In casa mi invitano ad andare al mare perchè subito mi viene detto: “e quando ci ritorni al mare se poi parti?”, fuori casa sono assediato da continue domande approposito della mia partenza, se sono veramente sicuro di farlo, su quando torno e cosa alquanto bizzarra: “ma non ti dispiace lasciare l’Italia? E’ tanto bella e da tante apportunità”. Ora, certo che l’Italia è bella, fa caldo e si mangia bene ma dai se la pensiamo così non ci staccheremo mai dal Bel Paese, e infine voi fate uno più uno e ditemi cosa ne pensate dell’ ultima domanda: vogliamo parlare di “opportunità”? magari si, ma non per me. Ah sulla domanda del ritorno mi ritrovo spesso a rispondere sadicamente con un secco <Mai!> quasi a ferire la gente che non avrebbe mai il coraggio di partire. Invece oggi è stata una data da ricordare: mia sorella ha fatto il bagno al mare dopo più di 3 anni di dialisi peritoneale che non le permetteva di bagnare la zona interessata, invece oggi, con un bel pò di coraggio ci siamo decisi a provare a metterle una mezza dozzina di cerotti impermeabili sulla zona del peritoneo e ad avvolgerla con 2 o 3 metri di domopack trasparente intorno alla pancia per limitare l’entrata dell’acqua. Un lavorino da esperti nel settore, il tutto era nascosto dal costume intero che copriva tutto e sembrava che non ci fosse tutta quell’imbottitura al di sotto e poi il risultato è stato buono. L’acqua è penetrata sotto il domopack ma è stata fermata dai cerotti impermeabili in modo che nulla venisse a contatto con l’acqua che può portare una miriade di germi. Si è fatta un bel bagno coi braccioli avvinghiata al corpo di babbo. Le è piaciuto tantissimo e si faceva prendere dall’eccitazione, l’acqua fredda di mare e le onde dopo anni e anni. Infine si è crogiolata al sole ben bene. Era una giornata perfetta per andare al mare, non c’era molta gente, e la sabbia era calda, compattata ed appiattita dalla pioggia del giorno precedente. Inoltre un’amica ha contribuito al piacere con un messaggio, triste si, ma profondo. C’era una bella luce che imbiancava tutto e molto vento, per dei momenti, guardando in quei punti in cui non c’era gente, avevo l’impressione di essere tornato in Egitto. Caspita che bel viaggio che è stato e che ricordi freschi nella mente. Lo porterò per sempre nel cuore…
Finalmente da stasera posso affermare che ho imparato tutte le funzioni di questo blog: avevo confuso le categorie con gli articoli recenti e soprattutto la pagina “Lascia un commento”, ingenuamente da me rinominata, non serviva per lasciare commenti! Da stasera più ordine e meno confusione, sarà più chiaro per tutti usarlo.
Che bella giornata
Ma che bella giornata che è oggi. Mi sono svegliato tardi, mi sono riposato molto, era il minimo dopo che ieri sera ho riso come un posseduto fino al mal di gola a Prato con un amica. Mi sono alzato e ho aperto la finestra di camera mia e la luce del sole italiano d’estate ha inondato tutto insieme al rumore continuo delle cicale sull’albero davanti alla finestra. Il risveglio mi è piaciuto proprio per il piacevole tepore estivo che è entrato. Subito sono sceso a pranzare, quindi immaginate un pò voi che ore potevano essere, e mi sono goduto una pasta asciutta cucinata da babbo. So benissimo che talvolta mi viene a noia la pasta di babbo ma quando c’hai fame appena sveglio ci sta proprio bene e soprattutto è una delle ultime volte che la mangio. Proprio a tavola mi è stato ricordato che ormai mancano meno di 25 giorni alla partenza, si perchè navigando sul sito della Easy Jet ho notato che i giorni in cui i voli costano decentemente vanno dall’11 al 14 settembre compresi e che appunto sarebbero i giorni ideali per partire. Forse avrete notato che ho detto EasyJet e non Ryanair come ci si sarebbe potuti aspettare da un giovincello che vuole risparmiare, ma per quanto possano essere convenienti i voli di quest’ultima compagnia, purtroppo da Pisa la Ryanair ti porta solo a Londra Stansted che è lontanissima, circa un ora e mezza da Guilford, mentre la EasyJet che è un pò più cara ti porta all’aeroporto di Londra Gatwick che è a 45 minuti di macchina.

Tornando alla bella giornata, ho intenzione di passarne di uguali da oggi alla data della partenza. Inoltre tra poco avrò ottenuto la patente, un presupposto in più. Verso i primi di settembre devo sostenere l’esame di pratica, la teoria -ovvero il peggio- l’ho già data e con successo, alla prima e alla motorizzazione quindi per conto mio e senza che una scuola guida mi abbia insegnato qualcosa. Insomma ci sono rientrato preciso preciso, tra patente e partenza e poi diciamolo: senza più il pensiero di quella scuola “bellissima e armoniosa” in cui sono andato mi sembra di essere rinato. Non c’è più l’orrido puntino fisso e doloroso che ti comunica per tutta l’aspettata estate che a metà settembre devi rientrare a scuola e rivedere tanta gente scomoda e con cui non ci vai tanto d’accordo. Comunque sia da quell’ambiente ci devo ancora riprendere tutti i miei progetti di architettura e arredamento e i modellini che sono rimasti nell’armadietto e nei cassetti, sparsi nelle varie aule, speriamo bene di ritrovare tutto. Appunto il primo giorno di scuola farò un salto a prendere tutto e a sorridere come un beota vedendo i ragazzini di prima che entrano, il loro primo giorno, nelle celle dell’oblio più oscuro e mafioso che esista, non invidiandoli affatto pensando alle pene ingiuste (talvolta) e atroci che ho dovuto subire da quei demoni con le zampe da staffilococco, il corpo da ippapodromo e la testa da cervo di padre David. Ora voi penserete ma oltre al bel risveglio, Andrew stamattina cosa ha ingerito per sbaglio? Detersivi briosi e igienizzanti colorati? Invece per qualcuno tutti questi “animali” qualcosa significano e provocano grasse risate.
Il Sitting Blogger
Le seguenti “chicche” informatiche di tipo economico e geografico vi sono offerte dal noto Andrew in qualità di “Sitting Blogger”.
GBP = Sterlina di Gran Bretagna

Beh vedendo dalla tabella si può vedere che la sterlina va alla grande e che 1 sterlina vale poco meno di 1,50 euro. Ignorantemente pensavo valesse sui 1.60 euro ma anzi meglio così. Fin da sempre ho pensato che la sterlina fosse la moneta che avesse il valore più alto nel mondo, penso anche grazie al fatto che da sempre a scuola te lo fanno intendere con la storia che è stata la monetà di scambio nel mercato internazionale e cioè si usava quella per comprare e vendere. Ma questa illusione è durata solo fino ad oggi pomeriggio. Su un sito di “cambiavalute” mi stavo divertendo a vedere quanto valevano tutte le varie monete del mondo rispetto all’euro, al dollaro e alla sterlina, che sono le monete con cui ho più dimestichezza a capirci qualcosa, e ad un certo punto mi sono imbattuto sulla timida – in quanto poco nota – Lira Maltese. Ebbene si, magari alcuni possono trovare questo discorso poco interessante, ma non per me, la moneta di Malta vale un macello; 1 Lira di malta = 2,32 Euro. A me è sembrato impressionante, vale anche più della sterlina d’Inghilterra e questo spiega perche vogliono mantenersi come nazione indipendente, hanno sicuramente un tenore di vita molto elevato.

Altra irresistibile chicca -a mio parere- è la storia della bandiera della Gran Bretagna. Scommetto però che non tutti la sapevano, io l’ho scoperto solo qualche mese fa. La gente quando vede l’ultima pensa che sia la bandiera inglese ma ingenuamente si sbaglia di grosso perchè appunto è l’unione delle bandiere dell’Ingilterra, della Scozia e dell’Irlanda. Comunque sia il Regno Unito o United Kingdom comprende anche l’Irlanda del nord. Ma a questo punto mi sorge una domanda: il povero Galles? Avete notato che non ha contribuito a formare l’attuale bandiera della Gran Bretagna? Si perchè la bandiera del Galles è un dragone rosso su sfondo bianco e verde e sulla bandiera della Gran Bretagna non compare nulla di simile. Comunque non mi pare il caso di mettersi a fare l’avvocato, che poi sicuramente non conosco il “caso” nemmeno a pieno.

Sono ben 1.192 km in linea d’aria quelli che mi separeranno da Casa Mia (un agglomerato molto caotico e trafficato che conta ben 6 abitanti) a Guilford. Mica roba da ragazzini, si tratta di prendere un aereo, farsi circa un ora e mezza di volo e circa 3 ore totali di check-in e check-out per scovarmi e comunque godersi un bel viaggio, non stiamo mica andando alle famigerate “Case Passerini” o in un cesso di posto qualsivoglia ma, bensì in Inghilterra, vicino a Londra e soprattutto , la cosa più importante, stiamo andando a trovare Andrew che ci manca molto.
Wow! – Guardate, mi hanno pure lasciato il primo commento, che tu sia benedetta dal dio delle melagrane o commentatrice parsimoniosa e che ti venga offerto il nettare degli dei!
Progetti Inglesi

Se volessimo parlare di come mi è andata bene a trovare tutte le sistemazioni varie in Inghilterra? Si si ok, mi pare una buona idea, perlomeno in futuro quando sarò un Londinese ufficiale potrò rileggere di quando ero quasi diciannovenne, ancora in Italia ad un mese circa di distanza dall’attesa partenza per l’Inghilterra e poter dire, si questo è come mi si prospettava e, no quello è andato diversamente dalle mie aspettative. Consideriamolo, oltre che a un informazione generale, anche come un mio momento futuro, tra diversi anni, in cui mi renderò conto di come veramente ero ingenuo e di come ero felice di partire, staccare la spina italiana per attaccare quella inglese e ricominciare la mia vita da zero e magari farmi due risate in merito. Dunque sono sempre più convinto quando ripenso - lassù qualcuno mi vuole bene e mi pensa - al bel fatto che ho veramente avuto tutta la strada spianata, partendo da quando ho trovato tutto nel giro di una settimana nemmeno, arrivando alla notizia-colpo che già verso settembre sarei potuto partire. Mi sembrava veramente una cosa da mazzata tra capo e collo, ma che causava un piacevole dolore. Un pò come le punture di zanzara che rompono le palle all’inizio ma poi, ammettiamolo tutti, quanto ci piace grattarci la zona punta per poi arrivare al sollievo del passato prurito?! Personalmente lo trovo godurioso! Meglio sarebbe comunque se non ci pungessero, ma povere brutte bestiacce dovranno nutrirsi anche loro! Ma dopo queste divagazione da nullafacente ritorno sui binari e racconto un pò cosa mi aspetterà in England. Prima di tutto volevo togliere i dubbi a chi già cominciava a saltare sulla sedia con la mano alzata e dire che tutta la “English Andrew Accomodation” è dovuta ad un amica che già abita nel posto in cui andrò io, da più di 5 anni e grazie a lei ho trovato i primi appigli per condurre una vita in un paese totalmente diverso dall’Italia, la lingua, la moneta locale, la guida a destra e il tempo, metereologicamente parlando. Un paese in cui l’istante che ci metterò piede per la prima volta sarà appunto la volta in cui da subitò ci abiterò; eh si vi dirò che non ci sono mai stato prima. Insomma venendo al punto della questione, ho trovato un posto di lavoro in un ristorante italiano di lusso dove mi è stato detto che dovrei fare il cameriere e colui che sta dietro il bancone bar. E’ un lavoro part-time di circa 4-5 turni alla settimana, almeno così mi è stato detto. Essendo un lavoro part-time avrò a disposizione del tempo libero per studiare al college, lingua inglese, un eventuale altro lavoro part-time che anche questo forse me lo avrebbero già trovato (il porta pizze a domicilio) ed il tempo per pensare alle mie cose: fare la spesa! Non vedo l’ora di comprare la roba, di cui ne avrò bisogno esclusivamente io, in un negozio inglese. I negozi e i supermercati inglesi hanno questa fama dove si dice che ci si possa trovare roba che qui in Italia ci sognamo. Per quanto riguarda la sistemazione, alloggerei in una casa in cui già altri ragazzi italiani abitano e anche io avrei a disposizione una mia stanza, ma con le altre stanze quali il bagno, la cucina etc. in comune. La casa è del proprietario del ristorante in cui lavorerò e quindi mi è stato detto che sono esente da affitto e bollette varie perchè appunto queste spese mi vengono detratte dallo stipendio. Ma cosa volevo di più dalla vita per cominciare? Il college già ci sarebbe ma prima dovrò sostenere un esame di entrata per capire quale è il mio grado di competenza nella lingua inglese e dopo (o prima, questo ancora non lo so) fare l’iscrizione. Scommetto che molti si chiederanno dove troverò il tempo per andare al college visto che lavorerò, ma ripetò che è un part-time e che il college mi impone qualche ora settimanale di frequentazione e per il resto studiare a casa. Nel complesso mi sembra tutto ben pianificato ma, se poi quello che troverò sarà diverso, mi adatterò al meglio e lo riporterò sul blog. Come dicevo all’inizio, per farmi due risate quando lo rileggerò in futuro. Avete presente i cottage inglesi? Quelle famose case delle campagne britanniche con i tetti di paglia, che però sono resistenti a tutto? Ecco un mio “progetto inglese” è di acquistare nel tempo uno di questi famosi cottage e di sistemarmi. Uno proprio come quello della foto all’inizio. Wow, mamma che idea che ho avuto! Inoltre ho intenzione, se possibile, di iscrivermi ad un università di lingue ed imparare spagnolo (che già un pò mastico) e arabo. Chi mi conosce non si stupirà molto a proposito dell’arabo e perchè lo sapete voi, non ho intenzione di mensionare tutta la mia “passione per il mondo arabo” e via discorrendo per ragioni di tempo e voglia. La macchina non mi soffermo neanche molto a parlarne perchè tutti sanno che Andrew ha sempre desiderato una lunga Mercedes. Ma aldilà dei progetti di tipo materiale, la vità in Inghilterra ho anche deciso di intraprenderla per conoscere tante persone nuove e farmi tanti amici, cosa a cui non sono molto abituato. Ebbene si, per quanto ridanciano e socievole possa essere, non sono circondato da una marea di amici, giusto quelli che contano. Ma dai che palle questo argomento, questo blog non è nato per raccontare della mia vita passata, magari qualche accenno ognitanto ma non era questo lo scopo inizialmente pensato. Cambiando discorso, l’idea di fare questo blog mi piace veramente tanto. Non è che se ne diventa dipendenti?
Vita Italiana
Eh beh, ce l’ho fatta a crearmi un mio blog personale sul web. Era da tanto che avevo intenzione di farlo ma, non ho mai avuto questa vera voglia di crearlo e soprattutto non avevo mai avuto un valido motivo per crearne uno. Nell’ultimo periodo navigando sul web ho notato che alcune persone che conosco avevano trovato questo “Word Press” come loro diario di una vita, sembrava che a loro piacesse scriverci su e far conoscere a una determinata categoria di persone cosa, bene o male facevano nella loro vita, quindi prendendo spunto da loro ho colto l’iniziativa anche io. Vi dirò comunque che l’idea di crearmi un blog personale l’avevo avuta anche molto più tempo addietro con quegli stupidissimi e infantili Msn spaces. Una volta ne ho creato uno ma vedendo che faceva proprio cagare a partire dall’interfaccia fino al fatto che ci si poteva accedere da messenger, e di conseguenza un monte di gentaccia aveva cominciato a commentare e anche semplicemente a vederlo, cosa che mi dava noia, – cosa da record penso – l’ho cancellato solo dopo 50 minuti dal momento in cui l’avevo creato. Via. Caput. Fuck off. Ma ora che forse penso di aver intrapreso la giusta strada nell’aver scelto un posto dove poter scrivere un mio giornale di vità e prospettive annesse sono più tranquillo. Dunque, prima scrivevo a proposito del valido motivo per creare un blog personale no? Beh questa idea è nata dal fatto che verso la metà di settembre mi trasferirò in Inghilterra, vicino Guilford ad un oretta di autostrada dalla mitica Londra e quindi ho proprio il forte desiderio di imprimere da qualche parte la mia ”Vita Inglese” e tutti i passi che farò, dalle esperienze brutte, belle, banali o stra-interessanti che siano… Mi sembrava una buona idea per non dimenticarmi della mia vita passata, perchè se ne può sempre trarre spunto o aiuto, io credo veramente che l’esperienza insegna. Inoltre, sarebbe per far conoscere alle persone che riterrò degne di sapere della mia vita, cosa ho fatto o cosa faccio nelle mie giornate e tenerle costantemente aggiornate. A ripensarci non mi sembrava una cattiva idea. Ma mettendo da parte tutto questo, vi dirò anche che sfrutterò l’occasione del blog per imparare a scrivere in italiano grammaticale corretto. Eh si perchè la mia professoressa delle superiori mi ha sempre fatto notare con acidità che non so scrivere i temi e le relazioni tecniche dei progetti, ma non tanto per la mancanza di idee o argomentazioni ma proprio per la carente grammatica e per l’italiano scorretto in generale. Personalmente questo fatto l’avevo sempre preso come qualcosa di particolarmente offensivo, ma se anche fosse vero, e forse lo è, perchè quando mi trovo a scrivere ho sempre un intasamento mentale di idee, va a finire (come diceva la professoressa) che faccio confusione nello stendere per scritto le cose che voglio esprimere. Comunque prenderò l’occasione anche per allenarmi nella scrittura e nella formulazione di discorsi in lingua italiana. Questo potrebbe essere un secondo valido motivo per cui ho creato il mio blog no? Il blog lo sistemerò meglio quando avrò imparato meglio tutte le sue funzionalità: fate solo conto che al punto in cui sono arrivato per lasciare scritto un commento, è stato quasi tutto casuale.
