New posts are coming soon!!

22 Novembre, 2007 at 2:43 pm (2. Trasloco - Caos!)

Pazientate ancora qualche giorno e poi trovero’ il tempo di trascrivere i miei post gia’ realizzati sul blog! Un saluto.. Stay tuned!!

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Ri-partenza, rotta Bewsey.

14 Novembre, 2007 at 6:55 pm (2. Trasloco - Caos!)

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E rieccomi per la seconda volta a scrivere sul blog durante il giorno della vigilia della mia partenza per l’Inghilterra. Questa volta menomale è meno nostalgica, tutto è andato per il verso giusto e la gente intorno a me ha intuito bene di non prendere pesantemente e tristemente il mio trascloco come qualcosa di tragico, stavolta sarà inteso più come un viaggio, diciamo così. Domani mattina ho l’aereo da Pisa verso le 11:30 quindi partenza da casa verso le 8:30 e sveglia verso le 7. Arriverò a Liverpool verso l’una e da lì prenderò l’autobus che mi porterà fino ad un punto dove scenderò e aspetterò Paul, quello dell’agenzia che cerca e sistema la gente con le stanze in affitto, all’apparenza un tipo molto socievole e gentile, chi sà, potrà essere il mio nuovo amicone. ;)   Una volta incontratomi con lui mi porterà al mio nuovo indirizzo di casa che per ora sò solo che si trova a Bewsey, una contea molto vicina al centro di Warrington. Dal sito di Spareroom, quello con cui ho trovato la stanza, ho visto le foto di casa, ovviamente nel pieno stile inglese, finestrone con infissi bianchi (senza persiane grazie al cielo!), fatta in mattoni rossi e con giardino dietro e difronte. E’ composta da tutte le aree condivise quali il salotto, la cucina, la sala da pranzo e varie stanzucole dall’utilità a me sconosciuta e naturalmente da tre stanze da letto. La mia è matrimoniale con armadio, 3 gruccie, scrivania, sedia, lampadina, letto e materasso: scrivo tutta questa lista di oggetti perchè è proprio quella che mi è stata inviata per mettermi a conoscenza di cosa ha la stanza. Per strette ragioni igieniche non ci sono coperte e cuscino. Un bel casino, lenzuola e piumone me le porto pressate in valigia ma purtroppo il cuscino per ragioni di peso e spazio non lo posso portare, per i primi giorni mi arrangerò con qualche mio vestito appollottolato e messo alla mò di cuscino, finche non me ne comprerò uno. Sò già che uno degli affittuari che già si trova nella casa, nella sua stanza, è un/una francese: evvai, proprio per l’appunto in questi ultimi tempi stavo scoprendo una neonata passione per il francese, sapete no che mi piacciono le lingue. Una cosa che ho in mente di fare nei prossimi giorni, oltre a fare i miei giretti per cercare lavoro ed esplorare la zona, è quella di procurarmi una bicicletta, anche mezza rotta, per spostarmi velocemente da un luogo all’altro, boh, vedremo, magari chiedo ai vicini se per caso ne hanno una che non usano e gliela pago. Un fattore che mi rende molto orgoglioso del posto in cui vivrò è proprio la sua centralità: infatti si trova a 28 minuti dall’aeroporto di Liverpool, 25 da quello di Manchester, mezz’ora dal centro di Liverpool, meno di mezz’ora dal centro di Manchester e 31 km in linea d’aria dal confine del Galles, in più a poche ore di macchina, verso sud c’è la Scozia e ad ovest arrivando fino alla costa e prendendo la nave si arriva in Irlanda, ottimi presupposti per fare qualche viaggio in futuro. Intanto colgo l’opporunità per dire che via via, giorno dopo giorno cercherò di appuntarmi i fatti del giorno su un libretto, come da consiglio della Paz, in modo che tutto quello che succederà non verrà perso, in seguito, alle prime opportunità di avere un computer con internet di fronte, riscriverò tutto sul blog mettendo in cima la data originale in cui è stato scritto il post. Cambiando discorso, l’altra sera ho passato momenti emozionanti, come non ne provavo da anni, tra risate squarcia pancia e dolore alla mandibola ho rifatto un tuffo nel passato, esattamente a 5 anni fà quando facevo la prima superiore, tramite una rimpatriata di vecchi amici con cui da tempo non avevo più a che fare, le strade si sono divise: grazie per questa serata gente!

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L’ominide della Play Station

8 Novembre, 2007 at 2:14 pm (2. Trasloco - Caos!)

Dopo tutte le mie vicende sentite questa, ha dell’incredibile e credo di essere l’unico nella storia del mondo dal giorno in cui inventarono le patenti fino ad oggi! Lunedì 5 Novembre verso le 9 di mattina chiamo la scuola guida e mi viene comunicato che nel pomeriggio stesso ci saranno gli esami, fin quì tutto ok dato che ero preparato all’idea dell’esame di pratica che ormai doveva incobere in questi giorni, infatti erano passati più di 45 giorni dall’ultima volta che lo sostenni e che venni bocciato per quella maledetta precedenza non rispettata (un errore commesso e l’ho sempre ammesso), e quindi il mese canonico che deve trascorrere per legge tra un esame e l’altro, fortunatamente, era già passato. Mi è stato comunicato di recarmi alla scuola guida verso le 3 e 15 del pomeriggio. Dal momento in cui ho riagganciato il telefono è cominciata una tensione, lieve confrontata con quella dopo, ma pur sempre tensione nervosa. Volendo arrivare un pò prima, per sicurezza, non si sa mai, arrivo alla scuola guida verso le 3 e lì mi metto ad aspettare, un attesa terribile come se fossi stato seduto su una sedia ricoperta di spine dolorose. Con grande amaro stupore di tutti quelli, che come me, dovevano fare l’esame di pratica, l’esaminatore della motorizzazione arriva alle 6!!! Dopo tre ore da inferno nel quale ero agitato come una cavalletta che schizza da tutte le parti e dove sono andato in bagno ogni mezz’ora, arriva questa specie di ominide marroncino con le labbra viola, tutto tranquillo e beato, con la sigaretta in bocca e gli occhiali da sole: ora ditemi voi, gli occhiali da sole alle 6 di una giornata nuvolosa e che per di più a quell’ora c’è già buio ma va beh, non sono fatti miei, basta che mi passa! Comunque, aspetto un’ altra mezz’ora perchè c’è una ragazza prima di me che fa l’esame da sola e poi finalmente alle 6 e mezza veniamo chiamati io e un altro ragazzo a salire in macchina per fare l’esame, io sono il primo. Mi siedo al posto di guida, mi allaccio la cintura, sistemo il sedile e gli specchietti, alla mia destra quello di scuola guida (lui c’è perchè la macchina è la sua), dietro di me l’esaminatore annoiato e stravaccato come un bambino sul sedile e accanto a lui, sempre dietro, l’altro ragazzo che doveva fare l’esame. Parto, tutto liscio, minimo visto che mi ero esercitato tantissimo, seguo tutte le indicazioni che mi dà l’esaminatore in tono calabrese svogliato, tutto va per il meglio, addirittura si scherza anche mentre guido. Queste sono alcune delle frasi pronunciate da lui mentre facevo l’esame: Esaminatore: “Ma a voi piace il Play Station? Voi siete quelli della nuova generazione, quindi sicuramente vi piace il Play Station oppure il Nintendo vero?”- Noi (io e l’altro ragazzo che all’incirca aveva la mia stessa età): “Ma veramente no, abbiamo altro a cui pensare, per esempio prendere la Patente.”- Esaminatore:”Sè vabbè, io invece sono rimasto ai vecchi passatempi…”- L’uomo di scuola guida (quello alla mia destra): “E quali sono?”- Esaminatore con l’aria di chi la sa lunga: “La Topa!” A questo punto partono delle risate, la mia era sforzatissima, sotto sotto stavo concentrandomi su tutte le regole stradali da rispettare. Oppure un altro discorso stupido e quindi ovviamente partito dall’esaminatore: “Ecco abbiamo fatto la macchinata brutta, non ce n’è uno ok, c’abbiamo l’ossigenato (sarei io), abbiamo il bruttacchio (l’altro ragazzo) e il cavallo (quello della scuola guida) e naturalmente infine c’è il felice (così si guidicava l’esaminatore). E prioprio mentre sentivo questi discorsi arriva la mazzata sulla testa, come qualcosa che ti piomba addosso dall’alto e ti fa rimanere stordito e con la vista annebbiata per un paio di secondi. Dal nulla, mentre percorrevamo una strada in una piazza mi sento dire le più temute parole che non volevo assolutamente sentire: “Ahia, abbiamo bucato uno stop laggiù signor…, si doveva fermare.” Subito mi sento cedere tutta la terra sotto di me, eccoci l’ho fatta grossa anche stavolta, ma un attimo: “Ma mi scusi quale stop?” “Quello là!” Indicando un punto imprecisato dietro alla macchina dove invece si trovava un ristorante. “Dunque, di questo fatto non me ne dimenticherò, ora entri in quel parcheggio e mi faccia vedere come fa un parcheggio.” Entro nel parcheggio e gli posteggio la macchina in retromarcia, tutto perfetto. Esaminatore:”Ok scenda, facciamo salire l’altro ragazzo.” Scendo e vado a mettermi sul sedile posteriore accanto a lui, cedendo il posto all’altro ragazzo che doveva fare l’esame. Per prima cosa gli fa fare subito un parcheggio e sfortunatamente lo fa in modo sbagliato, mettendosi troppo attaccato alla macchina affianco in modo che non si potevano aprire le portiere. “Bocciati tutti e due!” Le temibili parole che guarda caso proprio non volevo sentire, rieccomele pronunciate. A questo punto quello di scuola guida che fino a quel momento era stato zitto apre la bocca e fa capire che il fatto era ingiusto, dopo tutto al secondo ragazzo gli aveva fatto fare solo un parcheggio, non aveva guardato come guidava, detto questo e dopo aver convinto l’esaminatore a far continuare l’esame tutto è rimasto in silenzio, nemmeno una parola per salvare me, che non avevo commesso nessuna infrazione, apparte l’immaginario stop bucato, e che per di più avevo fatto un parcheggio a regola d’arte. Dunque l’esame continua, guida discretamente fino a quando non ha quasi arrotato un ciclista e fino a quando non ha rispettato una precedenza in una rotonda e stranamente non gli è stato detto nulla, ma come, quasi uccidere un ciclista e mancare una precedenza, la stessa precedenza che mi ha fatto bocciare la prima volta, e a questo qui non gli viene detto nulla?! Ritornati alla scuola guida l’esaminatore mi ha detto che potevo andare via e di riprovarci un ulteriore volta dopo un altro mese, mentre l’altro ragazzo veniva accompagnato dentro a firmare dei documenti e a ritirare la sua nuova patente! Lui era idoneo alla guida e io no? Ingiustizia pura, divorato dalla rabbia e dall’amarezza sono tornato a casa e dopo aver dato la brutta notizia dell’ennesima bocciatura alla mamma, decido di riaccendere il cellulare che fino a quel momento era stato spento per non dover rispondere ad irritanti domande su come era andato l’esame. Dopo un secondo mi sento squillare il telefono e mi risponde la segretaria della scuola guida pronunciando le magiche parole, le più belle che un pluribocciato si può sentir dire:” Hey ma dove sei, ti abbiamo provato a chiamare fino ad’ora, vieni a ritirare la patente, alla fine è stato deciso che sei idoneo alla guida, non hai guidato niente male.” Non mi sembrava vero, fremendo e saltando per la gioia sono corso a ritirarla, alla fine sono stato passato. Secondo la segretaria e secondo tutti quelli a cui ho raccontato la storia, è storicamente provato che è impossibile bocciare a pratica e che invece, riflettendoci meglio ero stato bravo e quindi passare! Wohoo. Ma che bellezza, quindi ora ho la patente nuova e fiammante e il passaporto che sono andato a ritirare stamattina alla questura (costa un salasso, circa 97€) e per di più ieri sera ho pagato la quota del deposito per la stanza matrimoniale a Warrington, partirò il 15 Novembre se tutto va bene. Il lavoro ancora non c’è ma ho anche fatto tutto il possibile via internet, forse avrò un colloquio come cassiere, ma non è sicuro, comunque sia essendo là in persona confido che trovare lavoro sia più facile, boh, vedremo.

P.S. Il giorno dopo l’esame sono andato a vedere dove avrebbe dovuto trovarsi il fantomatico stop bucato: non esiste nessuno stop o precedenza da dare nel raggio di almeno 100 metri!

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L’esperienza dell’insalata e mia

28 Ottobre, 2007 at 4:40 pm (2. Trasloco - Caos!)

Marhaba asdeka’y. Sarebbe ciao amici miei, giornata apparentemente vuota e fredda oggi, non c’è nulla in programma per quest giorno, c’è chi non sta granchè bene e quindi non posso andare a trovarlo e quindi me ne starò in casa. Se non altro ne approfitterò per continuare le mie ricerche su internet in compagnia di un pò di buona musica celtica. Da quando sono tornato da Manchester ogni giorno controllo vari siti nei quali mi sono iscritto e che offrono l’opportunità di trovare lavoro e appunto sempre da quando sono tornato spedisco CV (Curriculum Vitae) in giro in attesa che qualcuno mi faccia sapere qualcosa ma purtroppo ancora niente. Non posso dire altrettanto della stanza che avrei trovato al primo tentativo. Infatti il giorno dopo del mio ritorno dall’Inghilterra ho acceso il computer, sono andato su Google, ho scritto “rooms for rent in Warrington” che tradotto significa “stanze in affitto a Warrington” ed appunto Warrington è la piccola città a 20 minuti dal centro di Manchester in cui andrei io. Appena cliccato su “cerca” mi è comparso subito il sito di Spareroom.co.uk che una volta iscritto e dopo aver impostato i miei criteri di ricerca, in un battibaleno mi ha mostrato una sfilza di stanze proprio a Warrington e che alcune di queste erano proposte allettanti. Subito ho mandato delle e-mail alle caselle di posta dei proprietrai descrivendo la persona che sono e altrettanto subito mi è stato anche risposto. Una mia amica londinese direbbe “Eccoci, questa è la famosa cortesia inglese”. Ci sarebbe una stanza matrimoniale ma con all’interno un letto singolo in una casetta appena ristrutturata e riarredata. Una buona proposta contando le dimensioni della stanza e la modica cifra di 240£ al mese tutto incluso fuorchè il telefono, dico modica cifra perchè a Guildford ero allenato a ben altro: l’economico partiva dalle 300£ e se volevi una stanza buona dovevi essere abbastanza gentile da alzare il tuo budget mensile per l’affitto a 350£ – 400£! Sempre la mia amica londinese mi direbbe “400£ al mese? Per bacco che offerta, io pago il doppio se non il triplo qui in a Notting Hill!”. Eh si i prezzi lassù sono questi ma, dobbiamo anche entrare nell’ingranaggio di 1 sterlina uguale ad 1 euro e non uguale ad 1,47 euro se no veramente non vivremmo e ogni volta ci sorprenderemo che solo un panino ci costa quasi 7€. La vita è sì più cara ma anche più alti sono i salari. Tornando alla stanza, mettendomi in contatto col proprietario e dicendogli che sarei disposto a partire solo dopo che avrei trovato un lavoro e quindi tirando le somme, se tutto va bene, verso dicembre, mi è stato risposto che comprensibilmente vorrebbero che bloccassi la stanza con una caparra pari ad un mese d’affitto in anticipo per potermela garantire libera per il mio arrivo. Vedremo come va a finire, per ora non ci voglio pensare, ho scoperto comunque l’ampia disponibilità delle stanze in affitto a Warrington e quali sono i prezzi, attualmente mi concentro sul lavoro. Facendo mente locale a proposito delle mie poche, ma pur sempre esistenti esperienze lavorative passate, ho notato che ho sempre lavorato nel settore “cibo e alimentazione”. All’inizio ho lavorato per più di un anno in un supermercato vicino a casa mia in parallelo col mio quinto anno delle superiori, era una specie di part-time pomeridiano che mi garantiva le mie belle 50€ settimanali facendo solo 8 ore a settimana in qualità di cassiere e magazziniere: molto soddisfacente dal punto che, lavorando duro, mi ha permesso di godermi la mia famosa settimana egiziana. In seguito quelle cavolo di due settimane a Guildford dove ho provato la segnante esperienza del “barman, cameriere e porta comande allo chef” nel terribile ristorante di lusso “La Luna” (e tò, qui gli faccio anche cattiva pubblicità!) e dopo l’esperienza come Cleaner al Pizza Express che invece devo dire un bell’ambiente ed infine Parma che anche se è durata poco ho sempre venduto prodotti alimentari. Analizzando questi passi so per certo cosa vorrei come primo lavoro, per iniziare a Warrington, e sicuramente escludo a priori l’ambiente ristorazione e quindi bar, caffè e ristoranti-pizzerie, troppo stressanti. La cosa brutta dei ristoranti è che sì sai qual’è l’orario che devi presentarti a lavoro ma non sai mai qual’è l’ora che uscirai, dipende dalla gente che c’è e da quanto si trattiene; questa cosa non la sopporto, cazzo voglio degli orari io. Quindi tirando le somme ho scelto il supermercato dove bene o male cercano sempre, sì stressante perchè la gente è pur sempre stressata e che stressa a suo tempo ma dove ci sono i benedetti orari di chiusura e soprattutto, la cosa più importante dove ho già esperienza nel campo: so bene come si sta alla cassa (almeno quelle in Italia riuscivo a gestirle, chissà di quanto cambieranno le casse in Inghilterra no?) e so inoltre che quando arrivano le cose nuove da mettere negli scaffali vanno messe dietro a quelle più vecchie e già esposte in modo che la gente prenda prima quelle con la scadenza più vicina. Se volete un prodotto fresco prendete sempre quello dietro. Vi sorprendete? Non lo sapevate? La prossima volta andate al reparto verdura e guardate per esempio le insalate insacchettate, quelle delle pubblicità che c’erano poco tempo fà in tv, e guardate bene le scadenze di quelle esposte d’avanti e confrontatele con quelle in fondo, le ultime in dietro. Ieri era il compleanno della mamma che ora ora due minuti fa mi ha abbracciato forte, le cose che più combattono dentro di me sono la famiglia e la partenza: a casa mia, quì ci sto benissimo ma ho anche una forte voglia di andare via e diventare più indipendente, voglio badare a me stesso al 100%, non vedo l’ora in futuro, in Inghilterra, di entrare nella routine giornaliera e di sorridere pensando a tutte le mie paranoie che ho in questo periodo, forse comprensibili, in fondo sto comunque sempre cercando di spiccare il volo fuori dal nido e sono varie le cadute dolorose…

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Tentativo n°2?

21 Ottobre, 2007 at 2:12 pm (2. Trasloco - Caos!)

Buongiorno miei sudditi, qui è Sir Andrew che scrive, che giorni intensi sono stati quegli ultimi, infatti il motivo percui non scrivo sul blog da un pò è proprio perchè ero fuori casa. Ricordate di Parma, della fiera in cui andavo a lavorare un paio di giorni vendendo prodotti da mangiare tedeschi. Bene venerdì scorso di pomeriggio ho preparato la valigia e mamma mi ha accompagnato alla fermata dove ho preso l’autobus per Firenze Santa Maria Novella dove c’è la stazione principale. Mentre aspettavo alla fermata dell’autobus mi si affianca una ragazza che non conosco benissimo ma che la vedevo spesso a scuola, una chiacchierona terribile che urla e che per l’appunto attacca a parlare a ruota senza un attimo di sosta; discorsucci nel quale io rispondevo: “Ah sì? – ma dai. – non l’avrei mai detto. – wooo che interessante”. Come se non bastasse, una volta arrivato l’autobus è salita con me e mi ha fornito l’esclusivo privilegio di riservarmi un posto accanto a lei guidandomi con le mani. Spiaccicato contro il vetro e intimandole di non urlare perchè tutti ci guardavano e ascoltavano i suoi discorsi alla fine è scesa dopo circa 20 minuti. Anche se i suoi discorsi mi aleggiavano per la scatola cranica per almeno tutte le due ore successive devo anche ammettere che due risate me le ha fatte fare, che ciarlatrice ganza! Arrivato alla stazione di Firenze, dopo un ora in cui avevo l’mp3 alle orecchie temendo che qualcun’altro attaccasse discorso mi sono avviato verso i treni incontrandomi con una ragazza che anche lei come me andava a Parma per lavorare alla fiera. Saliti sull’eurostar ci prende una fame da buco nella pancia e cominciamo a sgrufare biascicando e sbriociolando tutto intorno. Anche lì la gente ci guardava e avrei addirittura giurato che quella seduta difronte abbia riso di noi. Dopo 2 ore eccoci nella stazione cadente di Parma, per me città assolutamente sconosciuta, andiamo in albergo e l’uomo, un amico di mia mamma per cui ho lavorato e con cui dividevamo la stanza, un tipo buffo  con l’accento veneto che parla solo di sesso fà la grande cosa di scivolare per le scale. Immaginatemi piegato in due dalle risate vedendo l’imbarazzo che si manifestava sul suo viso, risate ancor più alimentate notando che cercava di spacciare la scivolata come qualcosa di intenzionale fatta apposta per farci ridere. Eh si si come no. Comunque sia venerdì è passato veloce e altrettanto veloci sono passati sabato e domenica dove abbiamo lavorato duramente vendendo più di 2300€ in prodotti alimentari. Mi è anche stato detto che non sono tanti e che generalmente in una fiera si raggiunge tranquillamente il triplo ma contando che anzichè una fiera era un mercatino dell’artigianato a me son sembrati tanti lo stesso. Ho incontrato tanti stranieri: ottime opporunità per parlare inglese, spagnolo e azzardare perfino un pò di arabo. Parlando di Parma devo dire che è molto carina, molto piccola, forse perchè ho visto solo il centro storico e, udite udite, sentendo che gli abitanti di Parma si chiamano parmigiani ho perfino realizzato che il parmigiano reggiano nasce appunto a Parma. Domenica sera infine sono tornato a casa, riprendendo il treno che stavolta era un intercity e quindi popolato di extracomunitari tra cui dei cinesi che io veramente non capisco come mai, i maschi hanno tutti le unghie delle mani spaventosamente lunghe, circa 2 cm per dito che farebbero invidia a qualunque donna a cui piacciono le unghie lunghe ma che invece viste addosso a dei maschi cinesi non nascondo che realmente mi veniva lo stimolo del vomito. Qui di sotto allego una foto del “cinese unghiuto” che purtroppo non sono riuscito ad incuadrargli le mani.

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L’indomani, lunedì mattina, miei cari sudditi era il 15 ottobre, giorno speciale in cui ricorre la data del mio compleanno, giorno molto frenetico e pieno di cose da fare partendo dalla mattina presto in cui siamo dovuti correre all’ospedale pediatrico perchè il cannello della dialisi di mia sorella si era bucato, cosa da non sottovalutare affatto perchè porta infezioni gravi. Ma state pure tranquilli, tutto si è risolto bene e non c’è più da preoccuparsi. Ritornato a casa dovevo di nuovo preparare la valigia per la notte di martedì, notte bellissima in cui sono partito per Manchester. Il mio compleanno è stato proprio bello e intimo con una cenetta in famiglia e amica più stretta, la solita con cui sono andato a Manchester. Dopo la cena sono andato a dormire a casa sua e alle 4 siamo partiti con sua mamma per l’aeroporto di Pisa che è l’unico in Toscana che ha Ryanair e Easyjet e quinti i voli lowcost. Il volo era alle 6 circa e siamo arrivati verso le 8 circa al John Lennon International Airport di Liverpool che dista 40 minuti di macchina da Manchester. A quel punto meravigliosa sorpresa da parte dei nonni della mia amica (lei è inglese) che ci sono venuti a prendere con una fiammante Mercedes viola melanzana. Sono rimasto a Manchester per 3 giorni dove sono stato a dormire in delle case inglesi stupende, niente a che fare con le nostre case italiane. Sono stato benissimo e mi sono divertito molto andando all’avanscoperta dell’Inghilterra del nord che purtroppo, mi dispiace dirlo, è più bella dell’Inghilterra del sud. Più curata, con prezzi più abbordabili per un diciannovenne in cerca di casa e lavoro. Approposito di lavoro, il colloquio per il quale sono andato a Manchester alla fine è stato una bufala, l’uomo che ho incontrato non mi ha dato niente più che un numero di telefono e basta, ne un posto per l’accomodazione e un lavoro sicuro come aveva promesso, era solo un chiacchierone. Adesso conterò su altre opportunità, basta fidarsi della gente così a caso, se vuoi una cosa bisogna farsela da soli e quindi spedire curriculum a destra e a manca in attesa di risposte. Nulla mi vieta comunque di chiamare quel numero, giusto per sentire cosa ha da dirmi, chiunquesia. L’ultimo giorno passato a passeggiare nella gelida aria della metropoli manchesteriana è stato molto intenso e piacevole, abbiamo trovato un negozio di vestiti gigante dove la roba è economica come da nessun’altra parte, si potrebbe immaginare che è sicuramente tutta roba che viene dalla Cina vista l’abbordabilità dei prezzi ma invece è tutta roba spagnola ma in pieno stile inglese. Il negozio è Primark e si trova sull’High street e mi sono rifatto l’armadio: ho comprato la bellezza di una vestaglia lunga fino alle ginocchia in pile, come quelle che hanno gli inglesi per stare in casa, un cappello, due paia di guanti, una felpa, una maglia a maniche lunghe, una polo, una siarpa,  e 4 paia di boxer stracolorati e tutto per la bellezza di sole 55 sterline circa. Veramente nulla in confronto a quello che avrei speso qui in Italia e non dimentichiamoci che è roba stilosa che si trova solo in Inghilterra. Venerdì notte abbiamo ripreso l’aereo verso Pisa e siamo arrivati lisci lisci senza alcun tipo di problema apparte un’altro chiacchierone schizzato che non ci lasciava stare sull’aereo. Ah dimenticavo, cosa molto importante per me, parlando con la banca a Manchester mi hanno detto che posso richiedere un mutuo solo dopo sei mesi in cui ricevo una regolare busta paga; la prospettiva di comprare casa mi si fa finalmente più chiara, non come a Guildford che essendo nella regione del Surrey e cioè quella più ricca di tutta l’intera Europa che appunto ha come città maggiore Londra, i prezzi degli immobili sono inpensabili. Manchester e dintorni offrono prezzi veramente più bassi paragonati a quelli del Surrey, prezzi per il quale io sto veramente pensando di trovare un buon lavoro che mi garantisca un assiduo stipendio per richiedere un mutuo e cercare casa. Pensiero che non penso tutti i diciannovenni italiani abbiano vista la bella situazione che ha l’Italia nel settore immobili.

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Parma & Underground

10 Ottobre, 2007 at 2:33 pm (2. Trasloco - Caos!)

Ma cosa succede, un post dopo l’altro. Strano, ma altri fatti sono dietro le porte quindi cosa fare se non raccontarli sorseggiando un tè bollente. Dunque questo week end andrò a Parma ad aiutare un amico di mamma a vendere prodotti tedeschi ad una fiera. Le fiere sappiate bene che non sono solo le “giostre” o quegli ambienti là che trovo al quanto deprimenti ma anzi sono luoghi giganteschi formati da padiglioni altissimi dove al loro interno ci sono stand e banchi dove ognuno espone la propria merce al pubblico e possono essere fiere dell’artgianato, delle nuove tecnologie, show room automobilistici o sportivi, possono trattare ogni argomento e non hanno niente a che vedere con le giostre. Quella dove vado io non so quale tema tratterà ma fatto sta che io andrò, perchè d’altra parte è sempre una proposta lavorativa in mezzo a tanti giorni passati alla mò di mantenuto in casa. Quindi venerdì sera prenderò il treno da Firenze Santa Maria Novella per far rotta verso Parma e starò tutto sabato, tutta domenica e sempre di domenica sera alla fine del lavoro riprenderò il treno per casa. Altra notiziona ma che non è ancora sicura per quando, forse verso l’ultima settimana di ottobre, è quella che insieme ad un amica andrò a Manchester da suo padre un pò di giorni e là incontrerò il mio futuro datore di lavoro, ricordate il tentativo numero 2 no? Sarà una bella esperienza, almeno credo, in quanto sento che le mie opportunità per il futuro si rifanno ancora sentire e che si erano solamente un pò assopite. Inoltre sarà diciamo un viaggio di vacanza e colloquio in compagnia di soli inglesi che mi faranno conoscere la loro vità fino dentro l’ambiente intimo quale è la casa.

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Sapete cos’è il Mind The Gap? E’ quell’avviso così tradizionale dell’underground londinese che sarebbe la metropolitana e vuol dire Ricorda Lo Spazio riferendosi alla fessura che c’è tra i vagoni della metrò e la piattaforma della stazione. La cosa buffa è che veramente a Londra questo spazio è enorme e quindi si sentono in dovere di ricordarlo ai passeggeri ogni tre secondi, sul serio ogni soli tre secondi con un tono di voce senza anima e svogliato che tutti (almeno i più giovani) si ricordano bene di sfottere almeno una volta al giorno. Sò per fino di gente anziana o distratta che ci è caduta dentro e del panico che si creava quando il treno annunciava la partenza. Addirittura tra la piattaforma e il treno ,ora, nelle stazioni più popolari e moderne di Londra hanno anche messo dei vetri separatori con delle porte che si aprono in simbiosi con quelle della metropolitana in modo che la gente non ci si suicidasse, mi è stato raccontato che era un fatto all’ordine del giorno che dei disgraziati si buttassero tra i binari prima che il treno passasse proprio per farla finita. Altra chicca sul sistema underground londinese sono le scale mobili sul quale chi non ha fretta si deve mettere sul lato destro delle scale e lasciarsi trasportare mentre sulla sinistra è dedicato lo spazio disponibile a quelli che hanno fretta e ti sfrecciano accanto a gambe levate colpendo tutte le braccia e le borse dei non frettolosi. Io l’ho imparato bene dopo che mi ero messo nei panni di uno senza fretta ma nello spazio dei frettolosi, ho rimediato una bella gomitata tra le costole e delle occhiate cattive. Cambiando argomento, e passando ai consigli per l’acquisto: ma qualcuno mi ha per caso pagato per fare un sacco di pubblicità ultimamente? Magari è una cosa stupida ma avete mai comprato un sapone Palmolive che sia al gusto latte e miele oppure burro e nocciole? Sono la fine del mondo, ve li consiglio, io li ho provati la prima volta durante le mie due settimane passate in Inghilterra e viene quasi voglia di bersi tutta la confezione sotto la doccia quando li usi. Ottimi all’olfatto, forse al palato, non saprei e micidiali per la salute!

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Mashrabsh El Shay

9 Ottobre, 2007 at 3:02 pm (2. Trasloco - Caos!)

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Ok ok darò una traduzione per il nome del mio blog visto che c’è tanta gente che comprensibilmente non lo capisce. Allora innanzitutto è arabo e non indiano, e “Yalla yalla sadiki Andrew” vuol dire “Forza forza amico mio Andrew”, una specie di forza e coraggio inventato da me, mi suonava bene all’orecchio. E poi dai, non c’è niente di più melodico e fluente della lingua araba ve lo posso assicurare. Tra sei giorni è il mio compleanno, il 15 ottobre, e sono contento, era da tanti anni che non ero così felice che venisse il mio compleanno, non me ne è interessato mai più di tanto, ma questa volta che è il diciannovesimo non so come mai ma c’è qualcosa di speciale nell’aria. Questi giorni sono passati velocemente e nella norma, ho lavato il bagno un paio di volte, la macchina di babbo, la macchina della mamma e la mia vespa, insomma mi sono dato da fare e prima di queste cose mi è anche entrato il tempo di beccarmi una leggera febbre che mi ha costretto a stare in casa per 4 giorni, sicuramente un’altra frescata. In alto nella foto si può vedere il mio darbouka e il mio hetta o shell arafat comprati orgogliosamente in Egitto e quindi originali puro sangue. Il Darbouka sarebbe una percussione di origine turca ma che è diffusa in tutto il mondo islamico e oltre e ho imparato a suonarlo da solo tramite dei video corsi scaricati da internet e devo dire che decisamente me la cavo. Lo comprai a Khan Al Khalili ovvero il mercato centrale del Cairo e impiegai circa 20 minuti per comprarlo, barattandolo a partire da 180€ (sì, in Egitto tutti accettano l’euro e ti parlano tranquillamente in toscano) fino ad arrivare a 30€, una fatica enorme ma un esperienza molto buffa che si concluse con l’egiziano che mi rincorreva su per la via urlandomi “Italiano hei italiano ferma” col darbouka alto sopra la testa dopo che io avevo lasciato stare e non lo volevo più e dopo che aveva constatato che ero un buon cliente. Mentre lo shell arafat è quella stoffa bianca e nera che ho rimediato per tre lire egiziane, uguali a poco più di 45 centesimi nostri, ma che esiste anche bianca e rossa a seconda delle organizzazioni, e generalmente gli arabi lo portano sulla testa ma che invece io uso come una normalissima sciarpa che mi aiuta con tutti i miei frequenti mal di gola lancinanti. [ www.nogomi.com ] Per chi è interessato alla musica araba volevo da tempo fornire il link del sito in inglese della Nogomi (sia benedetto chi l’ha inventato) da cui io mi rimpinzo di musica mp3, basta iscriversi al sito, crearsi un account personale e puoi scaricare la musica e i video musicali delle canzoni più famose ed il bello è che sono tutti gratuiti ed è legale scaricarli (se no io non c’ero tanto affezionato e soprattutto che bravo pirata sarei stato?!). I diritti degli autori arabi, per fortuna, sono diversi da quelli che conosciamo noi, infatti loro concedono la loro musica a patto che scarichi un massimo di 20 canzoni e 5 video musicali al giorno e anche a patto che la musica scaricata te la godi solo te e te la tieni solo nel tuo computer. Bene fin qui ci siamo ma a loro chi gli assicura che io, Andrew, non masterizzo cd a destra e a manca e che ho solo un account?! Dopo tutta la pubblicità che gli faccio mi sembra anche il minimo… ;)

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La pioggia mi ispira

29 Settembre, 2007 at 7:06 pm (2. Trasloco - Caos!)

Ma guarda che bei giorni di pioggia, grigi, freddi e umidi, proprio la tipologia che più preferisco, forse perchè tutte le volte che sono cascato dalla vespa e mi sono frantumato le ginocchia erano sempre giornate belle come queste. Belle intese come brutte: certo che mi devo complicare la vita nello scrivere io. Dunque la mamma è in Germania per tre giorni e io devo fare un pò da “vicemamma”; sono andato all’Asl a fare più di mezz’ora di fila per delle scartoffie, che non erano nemmeno per me, a fare la spesa, preparare mia sorella per andare a scuola, accompagnarla e riprenderla dal pulmino, fare da mangiare per tutti e lavare i piatti, mi sento proprio una brava “vicemamma”. E siccome di tempo libero, tra una faccenda e l’altra, devo dire che ne ho abbastanza in queste giornate grigie e dove sono quasi obbligato a rimanere in casa, a meno che non voglia riprendermi un altro raffreddore allucinante come quello che presi quando feci la doccia in vespa, ieri mi sentivo proprio pieno di brillante inventiva e sarà appunto per questo che ho iniziato a scrivere il mio libro. Wow ma Andrew cosa ci combini, da analfabeta che non riusciva a mettere nemmeno qualche frase insieme in un contesto (le famose parole della professoressa di italiano) ad arrivare al livello di scrittore? Eh beh si, mi sento in vena di scrivere una storia, senza nessuna fretta, non so ancora di cosa parlerà e quali saranno i suoi contenuti perchè riga per riga scrivo e invento però so già che l’inizio già mi piace ed è ricco di ambientazioni che mi piacciono molto. Inoltre non credevo che fosse così interessante, divertente e che fa viaggiare la mente scrivere una storia, anzi ho sempre pensato, forse perche ciò l’ho visto in alcuni film, che gli scrittori sono gente paranoica e piena di problemi oppure che hanno avuto traumi da bambini, gente che si sforza di scrivere e inventare perchè le case editrici gli danno degli ultimatum per la fine del libro e questi poveri scrittori che si trovano senza idee e che hanno continuamente bisogno di liberare la mente per riuscire a trovare qualcosa di interessante da infilare nel libro. Scoprirete che la mia testa è piena di questi “credevo che fosse” e che è un labirinto infinito pieno di meandri oscuri e intricati dove le illusioni prendono vita, che testa complicata Andrew. Cambiando discorso, la scorsa notte prima di dormire stavo pensando a quanto era bella Londra, ragazzi, un posto meraviglioso e gigante dove tutti possono trovare tutto quello che cercano, ma mentre facevo questi pensieri mi spunta dal basso l’immagine nitida del Cairo, proprio come quando qualcuno su messenger ti scrive un messaggio e compare dal basso quella finestrina accompagnata dal rumorino “ta-da-da” tanto tradizionale di Msn. Il Cairo egiziano come lo conosco io, con tutti i suoi 22 milioni di abitanti, caotico, senza regole, dove camminando per strada puoi udire il frenetico ripetersi dei clacson delle auto che sfrecciano e si intasano ad ogni incrocio non rispettato, il Cairo ricco e povero, dove vedi la gente che abita serenamente nella citta dei morti (sarebbe il cimitero cairota dove la gente povera vive nelle tombe che, vedendole, sono come casupole color terra e indaco), dove vedi percorrere le strade, lungo le rive del possente Nilo, gigantesche Hammer e Limousine americane lussuosissime affiancate da un intera famiglia composta da circa una dozzina di persone tutte appollaiate sorridenti su un carretto trainato da un asinello sfiancato, tutti sono felici là, i meno fortunati seppur affamati e impolverati dalla sabbia dell’antico Sahara sono sereni e sempre disposti a fare amicizia. Una megalopoli ricca di vita, odori speziati, assordante musica araba e colori accesi, quasi prendessero fuoco, che dopo una sola giornata ti mettono un mal di testa nausenate, una città intrisa di storia antica e storia moderna, cavolo pensateci, è la stessa terra dove migliaia di anni fa camminavano i faraoni e dove i milioni di schiavi costruivano le sontuose Piramidi… Non c’è dubbio, per quanto possa essere speciale Londra nulla mi può essere paragonato alla magia del Cairo che, posiziono al primo posto delle città più belle da me visitate, Londra la metto al secondo posto. Forse mi ripeterò ma il mio viaggio in Egitto è ancora freschissimo nella mente e veramente non me lo scorderò mai, quella sì che è stata una meta tanto sudata e raggiunta.

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Stravolgimenti!

23 Settembre, 2007 at 6:19 pm (2. Trasloco - Caos!)

 

Dopo tanto tempo rieccomi a scrivere due righe sul blog, anche questa volta ci sono circa un migliaio di cose da dire. Diciamo pure che non ci scrivo qualcosa da un pezzo perchè inizialmente non avevo tempo e ultimamente perchè dovevo trovare le giuste parole per buttar giù questi fatti che non sono molto facili da raccontare vi assicuro. Facciamo che li metto per ordine di importanza in modo che il mio cervello se li ricordi tutti e li esprima per il meglio. Prima cosa: forse per voi sentire questa novità sarà la decadenza di un mito o magari sarete anche contenti di riavermi di nuovo in linea su msn per un pò (fino al prossimo tentativo!) ma fatto sta che martedì 18 settembre io sono tornato in Italia e ho deciso di non ripartire più per Guildford. Decisamente non ho retto la situazione, partendo col dire che il tutto si stava concentrando più sul lavoro e non sullo studio. Eravate rimasti al punto in cui cambiavo il lavoro massacrante da 14 ore al giorno e provavo un nuovo lavoro come cleaner giusto? Ecco il cleaner in confronto al bar man era un bel salto di qualità, i turni erano più soft e meno stressanti e soprattutto non facevo le due di notte passando l’aceto sulle posate per lucidarle. Dovete sapere che come bar man al ristorante di lusso dovevo fare il lavoro di almeno 3 o 4 persone. Lavare tutte le posate e una quantità inimmaginabile di bicchieri, bichierini, calici, coppe e degustatori di ogni tipo. Infatti essendo un onoteca-ristorante di lusso i bicchieri erano del cristallo più pregiato che si macchiava col solo vapore quindi dovevo lucidarli e inacetarli in modo da non lasciarci nessun alone, circa un minuto per fare un solo bicchiere e quanti ne ho rotti ragazzi, bastava una pressione minima per mandare via una macchietta un pò più ostinata e quello mi si sbriciolava tra le mani e subito lo nascondevo nel sacco dell’immondizia sommergendolo dalle bottiglie di vino vuote in modo che non mi scoprissero. Oltre a questo dovevo portare gli ordini dei cibi dei vari tavoli su per delle scale estremamente scivolose, in cucina e urlare “Chef comanda!” se no quelli non capivano che ero arrivato e succedevano dei casini assurdi. Preparare tutte le bibite che i tavoli richiedevano tipo birre, acque toniche con ghiaccio, acque toniche col gin ma senza ghiaccio, succhi di pomodoro con pepe, sale e spezie (un trogolaio assurdo e inbevibile che puzzava terribilmente), succhi di frutta e alcolici vari attenendomi a misurare l’alchool con gli appositi misurini, in Inghilterra va dosato perchè altrimenti si sfocia nell’illegalità. E infine andare a prendere tutti i piatti pronti (quasi sempre roventi e scivolosi) che la cucina aveva preparato e portarli sul bancone del bar, piatti giganteschi e dalle forme più strane, piatti da ricconi a mò di due fettine di carne e due foglioline di lattuga guarnite di una salsina colorata e niente più che non sono sostanziosi per nulla ma che però stai pur sicuro che li paghi fior di quattrini. Insomma un lavoro che mi stroncava sia psicologicamente che fisicamente, si da il fatto che una sera stavo per svenire giù per le scale mentre tornavo da portare un ordine in cucina. Insomma era l’inferno in terra, il posto moderno e carino quanto ti pare ma che mi faceva chiudere lo stomaco ogni volta che ci pensavo. La camera da letto come ho già detto nel post precedente l’ho persa dal momento che tornavo in Italia e quindi anche se fossi riandato in Inghilterra avevo si il lavoro ma non sapevo dove sarei andato a dormire, bella situazione, da non riuscire a dormire la notte. Seconda cosa: ricordate l’esame della patente, quello che mi ha sballato tantissimo i miei piani costringendomi a rimandare e anticipare appuntamenti vari? Beh detto in due parole, Sono Bocciato! Ebbene si, per una banalissima precedenza che non ho dato uscendo da un parcheggio sono stato rimandando, eh, si vede che non dovevo prenderla, come dice una cara amica di Notting Hill: tutto succede per un motivo, perchè magari non avrei rispettato proprio una banalissima precedenza e avrei ucciso qualcuno. Comunque sul fatto della bocciatura non mi ci voglio nemmeno molto soffermare perchè se no mi prende la depressione, ma d’altra parte che posso fare se non aspettare un pò e riprovarci magari concentrandomi maggiormente. Cambiando discorso, in alto nella foto ci sono io nell’ intima e fluorescente casa della mia amica di Notting Hill, un monolocale in cima ad un’antico palazzo situato nel bellissimo quartiere di Notting Hill, a due passi da Portobello Road e dalla metropolitana che ti porta a tutti i più bei monumenti di Londra. La foto è stata scattata precisamente 8 giorni fa al ritorno da una bellissima passeggiata durata tutto il giorno che passava per l’affollatissimo mercatino di Portobello Road, dal negozio di libri da viaggio di Hugh Grant nel film “Notting Hill” fino al chilometrico Hide Park dove gli scoiattoli si fanno quasi accarezzare e dove ci sono i fiori più colorati che abbia mai visto. Una giornata da non dimenticare mai, chiacchierando per ore su tutto quello che è possibile discutere le giornate a Londra passano rapidissime e ti rimangono stampate nella mente. Comunque questo è stato il mio primo tentativo, non è andato in porto ma mi ha lo stesso dato un gran insegnamento e certezze in più su quello che voglio per la mia vita. Mi sa che la prossima tappa, il tentativo numero 2 sarà Manchester, ma non voglio anticipare nulla, solo che sarò in buona compagnia e non alla vagabonda come a Guildford e un altra cosa che tengo a dire è questa: da quando sono tornato dormo come un sasso e mi abbuffo come un maiale che sgrufa il pappone al trogolo! L’appetito è tornato…

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La realta ci sorprende…

13 Settembre, 2007 at 2:58 pm (2. Trasloco - Caos!)

Hey gente! In diretta dalla biblioteca di Godalming, Guildford in Inghilterra dove le tastiere dei computer sono diverse da quelle italiane (e non ci capisco un tubo, pensate che mancano anche tutte le lettere con l’accento) ecco Andrew. Quante cose da raccontare, e’ stata una settimana proprio da inferno, si, non l’augurerei a nessuno, una settimana dove non sono stato niente bene, psicologicamente parlando perche’ il posto di lavoro nel ristorante era terribile, facevo il bar man ma ero sfruttato, mi caricavano di cose da fare che nemmeno un super eroe ce l’avrebbe fatta, mi hanno subito informato il primo giorno che sarei stato un full-time e di fare sulle 14 ore giornaliere, capito bene?! Si si proprio 14! Non avrei nemmeno trovato il tempo per studiare e andare al college. Seconda cosa ero veramente triste, mi sara’ balenato per la testa almeno 50 volte di voler tornare a casa, talmente triste che non ho mangiato per circa due giorni, appena provavo ad ingurgitare qualcosa mi scappava da vomitare. Il brutto era che non riuscivo nemmeno a dormire la notte, sia per il fatto che qui siamo un ora indietro rispetto all’Italia e ancora non mi sono abituato, sia per il fatto che avevo continuamente in testa l’idea di dover tornare al ristorante e stare male. All’inizio il soggiorno si presentava buono, il viaggio da Pisa era stato liscissimo, il ristorante era una bella struttura moderna e nella casa dove sto ho una stanza tutta per me e addirittura con un letto ad una piazza e mezzo, ma con lo scorrere dei primi due giorni tutto e’ cambiato, da rose e fiori a spine e noccioli (questo detto l’ho inventato io ora!). La casa a rivederla per bene di giorno era un porcile, i bagni luridi e con un tanfo tale che non va via nemmeno se tieni le finestre aperte un intera giornata ventosa, un odore che non mi piace, che ho associato a questa brutta esperienza passata e che non mi dimentichero’ mai. In piu’ i ragazzi con cui abito sono rozzi, sudici e aprite bene le orecchie, quando siamo andati a Londra a fare un giro, loro ogni volta che vanno spariscono a Camden Town per un po’ e vanno a puttane!!! Ebbene si, bello schifo sti disperati. Il posto di lavoro come ho gia’ detto non era una cosa umana, lavorare fino alle 2 di notte con solo una pausa di due ore dopo pranzo, ma siamo pazzi veramente. Fatto sta che comunque ora le cose si sono sistemate un po’, non lavoro piu’ in quel ristorante da oggi 13 settembre e ne sono felicissimo, ho trovato un altro lavoro a Pizza Express come cleaner, in sostanza e’ il lava piatti, e il primo giorno di prova sara’ domenica sera. La casa la devo cambiare perche’ non lavorando piu’ come bar man, non mi spetta piu’ una stanza, che comunque ho fino al giorno della partenza in Italia, quindi ora sono in una disperata ricerca di una camera singola. Sono ancora nella fase “Trasloco” proprio per questo. Le giornate qui passano lentissime, prima perche’ lavoravo 14 ore al giorno e ora, che sono disoccupato, perche’ sono sempre solo e non so che fare. Lunedi andro’ a vedere il college e spero che almeno quello sia un ambiente armonioso. Due cose belle comunque che verranno nei prossimi giorni sono sabato e martedi. Sabato andro’ a Londra per la seconda volta a trovare un amica a Notting Hill e ne sono felicissimo almeno stacchero’ la spina del mio cervello per un intera giornata, ho intenzione di chiacchierare tanto. Ho scritto la seconda volta perche’ gia’ lunedi scorso ci sono andato con della gente del ristorante, ma stavo veramente male che non me la sono goduta affatto. Martedi mattina invece avro’ l’aereo per Pisa per tornare in Italia, ricordate l’esame della patente? Non vedo l’ora di tornare, ho un senso di nostalgia addosso che mi metterei a piangere in ogni momento. Questo penso che succede quando in un nuovo posto sconosciuto ti ci trovi male, se stavo bene e mi divertivo penso che la nostalgia a quest’ora sarebbe stata ai livelli minimi. Comunque sia penso che le cose da una settimana a questa parte si stanno sistemando giorno dopo giorno, almeno il mio dolore interno si sta alleviando un po’, pensate che ho ricominciato addirittura ad avere un accenno di appetito, purtroppo dormo ancora male. Molte persone in particolare una, seppur in Italia, mi e’ stata di molto conforto e sostegno morale, mi ha consigliato e mi ha fatto riflettere che la realta spesso ci sorprende ed e’ dolorosa talvolta, ma tutto questo sta ad insegnarmi i passi della vita, di una nuova vita in un paese straniero, bellissimo e pieno di gente bellissima. Un nuovo inizio dove mi trovo completamente da solo ad affrontare i mille problemi della vita e dove devo riflettere su ogni piccola cosa che e’ buona per me, su ogni scelta e sulla gente di cui mi voglio circondare. Inutile stare a vivere e a lavorare in un posto dove senti solo il siciliano e mai nemmeno una parola di inglese, so per certo che questa non era la mia strada, infatti e’ cambiata, ma lo stesso apprezzo e ringrazio per tutto quello che e’ successo in questi giorni, seppur terribili e da non volerli ripetere mai piu’. Non vedo l’ora che mi saro’ finalmente stabilizzato per poter invitare qualcuno dall’Italia…

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Lo Sdegno! Si parteeee…

5 Settembre, 2007 at 2:42 pm (2. Trasloco - Caos!)

Ora sto meglio, riesco a respirare e la testa non mi fa più male, insomma tutto ok apparte qualche solitario colpo di tosse la mattina. Ma ragazzi dire che tra ieri l’altro e oggi sono successe cose di carattere e di competenza del governo americano è dire poco! E dire che se io sopravviverò a questo sono un grande è anche questo dire poco. Mica per eccessiva autostima, ma leggete quà. Il 3 mattina mi sono alzato di buon’ora da letto per chiamare la scuola guida, come avevo già accennato che dovevo fare, per saper un pò dell’esame e della guida-prova che va fatta prima dell’esame e udite udite, mi rispondono con mio grande e amaro stupore che il primo esame che la motorizzazione civile di Pistoia gli ha concesso di sostenere si terrà il 21 settembre. Capito bene? Il 21 settembre, io dovevo partire intorno al 12 o al 13 e al ristorante in Inghilterra mi aspettano. A quel punto già mi si stava rabbuiando tutto il cervello e me ne sono ritornato a letto sconsolato. Di prima mattinata (verso l’una) mi sono poi ributtato giù dal letto perchè dovevo fare qualcosa. Ho telefonato in Inghilterra spiegando tutto l’inconveniente e dopo aver dedotto dalle loro parole che, se non andavo per il 13 loro si sarebbero trovati nei pasticci e dopo che avevo anche dedotto che se non andavo, loro mi rimpiazzavano con un altro siamo venuti a capo di una cosa. E menomale. In sostanza è che io parto domani, il 6 settembre, starò una dozzina di giorni e poi tornerò il 18 per fare la guida-prova e poi l’esame il 21. Ho già prenotato il volo di andata che ho domani alle 17:40 all’aeroporto di Pisa con EasyJet (altra cosa che non mi è andata giù affatto è che i loro prezzi aumentano di circa 9€ ogni due ore, ma ditemi voi!) e anche il volo di ritorno per il 18 settembre. Beh dai, se fosse finita qui potremmo solamente dire che si, in effetti è una sfacchinata in più di tempo e denaro ma in compenso non perdo il lavoro ma, TADA’!!! Poveri ingenui speranzosi, io soprattutto, che pensavate che tutto si era risolto con qualche nodo in più. No no la cosa peggiore è successa stamattina. Siccome ho voluto mettere le mani avanti e prenotare già una guida-prova da fare per i giorni in cui sarei tornato, ho chiamato di nuovo l’autoscuola e quì m’arriva la mazzata fra capo e collo: “Eh si ci dispiace ma sa, forse l’esame del 21 non è sicuro che ci sarà, non è colpa nostra ma è alla motorizzazione che si sono licenziati degli esaminatori quindi ce ne sono circa 3 per tutta Pistoia e per tutto settembre. C’è anche la possibilità che l’esame venga fatto il 21 ma tenga anche conto che quasi tutte le autoscuole della provincia hanno fatto domanda per sostenere gli esami il 21, purtroppo il giorno che ci verrà comunicato dalla motorizzazione sarà quello disponibile per fare l’esame.”

                                 L’uomo-scimmia urlatrice rendeva bene l’idea.

L’uomo-scimmia urlatrice qui sopra rendeva bene il mio stato d’animo e pensavo che anche voi vi volevate fare un idea di cosa provavo a sentire quelle parole al telefono. Ecco e ora? Beh è andata così, loro mi chiameranno appena sapranno quando ci sarà l’esame, io il 18 settembre torno lo stesso, anche perchè il volo l’ho già pagato, e poi vedrò un pò di chiedere di stare in Italia finchè non ho finito questo maledetto esame per la patente. Figlioli è successo tutto per colpa di sta licenza di guida, una cosa è sicura, prima non potevo farla col discorso dell’esame a scuola e del diploma. Ma perchè in Italia deve funzionare tutto così male? Se ci fossi io a capo di quella cazzo di motorizzazione, avrei convinto gli esaminatori a non andarsene a costo di aumentargli la paga e dargli delle ferie in più. Approposito di diploma, stamattina con tutti i più buoni propositi che uno studentino neo-diplomato può avere, sono andato con un amica, in sella della mia vespa, a scuola, in sede centrale a Pistoia (pensando, stupidamente, che fosse stata l’ultima volta che ci mettevo piede) per prendere il foglio dell’attestato di diploma sapendo già che dovevo pagare per prenderlo, eh si per chi non lo sapeva il TUO diploma che TI sei sudato per 5 lunghi anni lo devi pagare tramite bollettino postale al prezzo di 15,13€. Questa è la pedata finale nel culo che ti becchi per esserti voluto diplomare. Ma va beh fin qui tutto ok anche perchè mi ero portato i soldi dietro, ma cosa trovo appena entrato in segreteria della scuola? Due bidelle appollaiate a civettare ansimanti, sicuramente discutevano del nuovo numero di Novella 2000 di questa settimana e sulla miglior qualità di miglio che le aziende mettono nel becchime da dare ai propri pennuti ingabbiati. Queste mi dicono che purtroppo il ministero non ha ancora mandato i diplomi stampati alla scuola e di riprovare fra un pò di tempo. Ma via, hanno avuto tutta l’estate per mandare du’ scartoffie e ora che siamo alla fine delle vacanze ancora non si sa dove sono. Ma io oltre che a capo della motorizzazione civile, mi devo mettere a capo anche del ministero per far funzionare bene le cose?! Era per questa serie di sfortunati eventi che mi sarei ritenuto più che un grande se li avessi superati tutti, ora non resta che partire domani, lasciar passare il tempo e aspettare che tutto si sistemi. Insomma un passo in avanti almeno c’è stato, traslocare in Inghilterra e anche prima del previsto, sono felice, ma anche triste e nostalgico. Ho già cominciato a fare il giro di saluti di amici e parenti e ho anche già visto le prime lacrime. Chi sa comunque quando sarà la prossima volta che scriverò un nuovo post, non so nemmeno se là hanno il computer con internet ma dicerto un internet point lo troverò di sicuro. Tutto questo merita una nuova categoria: “Trasloco!” e viaaaaaaaaaaaaaaaa Ciao belli :)

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