The boiling pot spits out…
Una gran novità in effetti bolle in pentola.
Dopo alcune rassicurazioni verbali a proposito del mio posto di lavoro ho deciso di evolvere ulteriormente la mia posizione corrente. Dopo una mattinata di intenso stress e rabbia, circa tre settimnane fà mi sono dato da fare e semplicemente chiedendo e spargendo la voce ad una cerchia di colleghi di lavoro che non conta nemmeno due persone, ho trovato il mio futuro appartamento. Veramente modica cifra, un bilocale con bagno, grande terrazza, camera da letto, garage e salotto e cucina tutt’uno. Provincia di Firenze a 20 minuti dal centro. Non è arredato, ci sono solo i servizi igienici e le finestre. No luce, no gas, no acqua. Non ci sono le lampadine attaccate ai soffitti e nemmeno la cucina col lavabo. Nulla di nulla, solo i nudi muri ed i pavimenti, è una palazzina appena costruita. Mi tiro su le maniche e ora mi do da fare in questa direzione. Sono andato (guarda caso) all’Ikea e mi sono già fatto un’idea dello stile d’arredo e della mobilia che andrà a riempire i vari ambienti. Comincio proprio da 0 per arrivare gradualmente a 100. Penso che questo non possa far altro che bene. Affitto, bollette e pagare tutto quello che costituisce una casa, aiutato da nessuno, non condividendola con nessun coinquilino.
Sono quà nel mio corner che scrivo, ho già sistemato tutto quello che c’era da fare oggi, mi sono velocizzato ed ho affinato una buona tattica di autogestione degli spazi, degli oggetti e del tempo ed ora sono solo in attesa di quei fastidiosi clienti che dopotutto mi fanno dipendere da loro e danno il carburante per tirare avanti la baracca: i soldi nei loro portafogli! Detto questo rifaccio mente locale come mi capita di fare ogni tanto, ogni 5-6 mesi e riguardo indietro. Vedo che infondo, nell’ultimo anno, da quando sono tornato dall’Inghilterra, mi sono dato da fare e perche no, il culo l’ho mosso. A fine dell’anno scorso ero in cerca di lavoro e questo fatto ti mette nella posizione di panico o quasi dove con nervi saldi si comincia a prendere in mano la situazione e a dare un freno all’ozio e alla pigrizia. Formulai un ottimo curriculum, molto potente. Nessuna modestia, si può anche non aver combinato un tubo nella propria vita, ma la dialettica che si possiede e le capacità di comunicazione che si possono sviluppare rendono una persona interessante e di valore. Non fraintendetemi, non ho mai mentito nel mio curriculum. Avendo tale arma in mano sentite quante cose ne ho tratto con l’ausilio. L’ho posato sul bancone dell’ufficio di un negozio, Coin nel mio caso, ho ottenuto il posto per due mesi, scaduto il contratto sono rimasto a piedi e sfuggendo alla depressione ho ritrovato la forza di tornare un mese a Warrington, da Lizzie dal 10 Febbraio al 10 Marzo. Sono piaciuto ad un caponegozio di Coin che mi ha messo in contatto con Timberland che cercava e ho dunque poi ottenuto il lavoro che ho tutt’ora e che frutta di continuo. Ho sentito che cercavano una persona in un altro corner ed ho proposto mio fratello. Ora lui lavora in Coin e gli piace. Infine tramite una collega ho trovato casa. Ecco a voi la potenza di un foglio A4, le capacità che offre un curriculum vitae lasciato su una superficie di legno del bancone del giusto negozio: una vita semicostruita per più di una persona.
Rightly employed
La serietà e la ricchezza in termini di denaro di un’azienda si possono vedere nel modo in cui si comporta e si affida al proprio dipendente, da come lo retribuisce e da cosa gli dà inoltre alla sua busta paga base mensile. Facendo un rapido confronto con tutte le altre aziende per cui ho lavorato Timberland mi vizia sul serio e si eleva di una spanna ben oltre a tutte le altre.
Ticket Restaurant quotidiano di 7.50€.
8 capi di abbigliamento ed una calzatura all’inizio di ogni nuova stagione.
Correttezza e puntualità nel pagamento.
Ulteriore bonus di circa 200€ al raggiungimento del target mensile.
Spostamenti, hotel, vitto e alloggio pagati dall’azienda.
7 settimane di ferie all’anno.
13esima e 14esima.
Mi faccio gli orari da solo.
Se una persona ottiene tutto questo ha a sua disposizione gli strumenti e l’ambientazione da lavoro ottimale ed armoniosa.
Da re…
Post scritto sul treno tra una pedata e l’altra con quello che siede di fronte e una tanfata di alito di cipolla di quello accanto. Ogni volta mi stupisco di come il prossimo se ne fotta davvero altamente delle persone che gli stanno accanto e decide di permettersi di puzzare in un modo assurdo. Sono in direzione Milano ed e’ il 3 Agosto (questo post per ragioni anche a me quasi sconosciute lo pubblichero’ sotto il mese di Luglio perche’ privo di post), sto andando in azienda, in sede e non c’ero mai stato prima. La motivazioni di questo spostamento e’ principalmente dovuto alla preselezione degli articoli per la collezione 2010 ed essendo io il responsabile di Firenze a regola dovrei sapere i gusti e le preferenze dei fiorentini a proposito del prodotto. Boh, si vedra’. Apparte quello che andro’ a fare cerco di concentrarmi sul tempo presente, qua’ in treno. La mia azienda paga gli spostamenti in treno e mi fornisce sempre biglietti per l’alta velocita’, sono bei treni ma come accennavo prima bisognerebbe far attenzione a chi si fa salire e far accomodare accanto ai passeggeri. Ho la musica nelle orecchie e rifletto sulla mia vita in modo frettoloso, cercando di fare un punto della situazione. E da qui mi rendo effettivamente conto che ci sono tre cose nella vita che sono forse come i tre piloni portanti. Il lavoro che per me e’ terapeutico ed estramamente capace di ordinare le giornate, la mente ed i pensieri. L’amore o comunque sia la vita sentimentale, chiamiamola come ci pare ma che ad ogni modo sto sperimentando essere il dolcificante della vita. Quella cosa che (nel mentre giuro di aver sentito provenire una scorreggia dal sedile di quello accanto!) amalgama le cose quotidiane e te le rende tutte diverse, da un ottica piu’ piacevole. Ed infine la famiglia. Questa devi fare attenzione in maggior modo rispetto alle altre due cose a non trascurarla perche’ appunto, credo, essendo il pilone apparentemente meno portante, quello con diametro di base minore, dunque si tende a dare per scontato il moto ed i bisogni delle persone in essa. Detto questo bisogna solo cercare di gestire tutti i componenti della vita nel miglior modo in modo che ssi coesistano e seguano un ritmo armonico che non nuoce al meccanismo intero.
Qui riprendo a scrivere perche’ sono nuovamente in treno ma in direzione opposta e sto ritornando in Toscana. Ieri, sceso dal treno ho scoperto essere stato atteso da un BMW Serie 5 con autista privato all’uscita della stazione centrale. Uno di quei mega macchinoni che sembrano scivolare sull’olio, silenziosi, foderati in pelle nappa e radica e che da un momento all’altro ti aspetti che dal sedile davanti esca una macchina per fare il caffe’. Uno di quei viaggi a carico dell’azienda dove l’autista ti apre la portiera per i sedili posteriori e dopo un inchino e qualche smanceria quasi si stupisce sentendo che pero’ in una macchina del genere e’ piu’ bello stare d’avanti. E io che da umile paesano campagnolo pensavo mi dovessi pagare un viaggio in Panda. Questa la macchina all’andata, al ritorno scendo dal grattacielo dove si trova il punto centrale dell’azienda con gli uffici di Timberland e stavolta una mega Mercedes Classe E e il consueto autista vestito di tutto punto e con gli occhialib da sole che sembra uno degli antagonisti del film Matrix. Il 4 sera dopo il lavoro io e tutti gli altri responsabili di ogni citta’ italiana nel quale c’e’ un corner abbiamo finito alle 5 del pomeriggio. Avendo cosi buona parte della giornata libera e avendo il tempo per una doccia e sistemarci nella camera di albergo. Appuntamento per le 8 d’avanti all’entrata ed infine con le macchine aziendali ci hanno scarrozzati sui navigli milanesi a cenare al ristorante. Cioe’, ti pagano anche il post lavoro e ti danno anche l’opportunita’ per svagarti alla sera. Mi piace proprio essere viziato in tale modo devo ammettere…
Minchia ma lo farà apposta?!
Quì di seguito un breve elenco delle cose che più mi danno noia nel contesto del mondo del lavoro partendo da quando esci di casa fino a quando a casa ci ritorni, la sera. Nell’arco delle circa 10 – 11 ore della giornata che mi vedono fuori casa vi può succedere di tutto. Da piccoli inconvenienti a grandi cataclismi di vera e propria sfortuna inpersonificata. Chiaramente parecchie di queste cose le si potrebbero evitare in anticipo solo prevedendo un attimino prima ciò che il prossimo farà o dirà ma altre no, quelle ti capitano perchè sei proprio uno sfigatello. La mattina cerco di svegliarmi per tempo per non dover poi in seguito fare le cose troppo di fretta ma va beh dai a letto ci rimango 5 minuti o 10 in più, che cosa succederebbe mai e poi dopo circa 25 minuti ti svegli di soprassalto perchè hai dormito troppo. Già lì si parte facendo una sudata perchè fai tutto alla svelta ed addirittura sali e scendi tre scalini di casa per volta per cercare di recuparare quei secondi preziosi che dividono tutte le cose che devi ancora fare prima di lasciare casa e l’autobus che si ferma alla fermata e che per ovvie ragioni non aspetta nessun coglione! Questo fa da testimone al fatto di quando dicevo che alcune cose le si potrebbero evitare completamente avendo solo un minimo di buon senso in più. Tornando a noi, sali e scendi gli scalini tre alla volta, mangi la colazione come un ingordo grassone costretto in un “campo di concentramento della gola” per tre settimane biascicando, trangugiando e ingoiando cibo come fanno le oche, ovvero stendendo dritto il collo in modo che l’esofago si disponga in linea retta facendo così passare con la sola forza dei muscoli il cibo senza masticarlo! Il tutto in un’immagine terrificante già di prima mattina per chi raramente assiste alle mie colazioni furiose. Ti lavi i denti insudiciandoti la maglietta della divisa e neanche ti sistemi i capelli, corri alla Vespa, a rotta di collo giù per le colline ed è lì che trovi il camion della spazzatura, il vecchietto sulla panda oppure il trattore tutto polveroso appena uscito da un campo che ti fa respirare tonnellate di paglia e terra. Arrivi alla fermata dell’autobus e lì salì sull’autobus a pelo e da un clima già abbastanza caldo della mattina di questi periodi ti ritrovi in un’aria condizionata glaciale che ti fa venire la pelle d’oca e ti fa cominciare a tossire a breve. Poi ok, l’autobus trova le code ai semafori e ovviamente tutti i semafori rossi quindi arrivi in ritardo anche alla stazione ed infine un’altra semicorsa in direzione del centro di Firenze che pullula di fastidiosi turisti stralenti che sorridono e che si godono la città di mattina. La gente cammina sul marciapiede, sì, e poi accanto sulla strada a rasentare le macchine in corsa ci sono sempre io. Arrivo. Ormai sfiancato e con la giornata cominciata da brivido firmo il modulo presenze 5 minuti in ritardo facendo finta di nulla. Ok è andata così ma ora mi rilasso un pò, lavoro al mio ritmo e mi organizzo tutte le cose da fare. Scendo al corner e sembra sia scoppiata una bomba. La gente, soprattutto le donne vecchie che affollano i reparti in cerca di indumenti per il marito durante l’ora di chiusura del giorno prima (e non se ne vanno, incollate come cozze) sono solite vangare i vestiti, zappandoli via con le loro brutte manacce rugose! Sistemo tutto e poi vado a fare ordine e svuotare gli scatoloni dei nuovi arrivi in magazzino. Siccome voglio sempre fare troppe cose alla volta alla fine mi ritrovo a salire la scala per arrivare agli alti scaffali con 4-5 scatole da scarpe tutte impilate una sopra l’altra e lì ovviamente l’ultima più in alto non può fare a meno di cadere e ti prende dritto dritto con lo spigolo nella tempia facendoti quasi urlare dalla rabbia non tanto per il dolore ma più che altro per il fatto che ora devi tornare giù e riprendere la scatola che a quest’ora poteva già essere sistemata sullo scaffale. Il tempo è denaro! Poi finisci in magazzino e torni giù in vendita con la testa pulsante per il sangue che protesta dentro le arterie e le vene. La tempia ormai viola. E tu sei là che quasi sbuffi per la tensione mista alla rabbia perchè in fondo sei consapevole che hai fatto tutto da solo. Puntuale il cliente esigente che prendendo una camicia che 20 minuti prima avevi piegato con tutta la santa pazienza di questo pianeta te la sventola davanti quasì fosse un cencio insignificante e ti bercia sputando: “C’è lo sconto su questa vero?!!” E tu lo guardi incredulo perchè una tale fandonia poteva venire fuori solo da un accattone di merda. Se ti mancano i soldi vai all’Oviesse e non alla Coin che non è proprio posto da roba a poco prezzo. Apparte questo, ma dove l’hai letto che c’è lo sconto? “No, quale sconto, no non c’è, dove l’ha letto?”,”Fuori, all’entrata c’è un cartello che dice che c’è lo sconto del 40% se acquisti un collant ed un reggiseno al reparto donna quindi pensavo che anche quì…” “No guardi proprio Timberland non aderisce a tale promozione, vada al primo piano al reparto donna, là ci sono le scale!” Via di quìììììì!!
Mente sana in corpo sano!
Finalmente l’ispirazione alla scrittura. Troppi I tentativi vani di cercare di abbozzare un post e mettere due frasi in riga una dopo l’altra. E sono qua’ dopo piu’ di 25 giorni che non scrivo. Ma infondo meglio tardi che mai. Alla fine il lavoro, o meglio la nuova offerta che ricevetti da Timberland e’ andata a buonfine, ieri ho perfino concluso le mie prime tre settimane come corner manager del marchio per cui lavoro. In pratica, in poche parole io sono responsabile del mio negozio dentro l’enorme edificio Coin di Firenze e sono capo di me stesso, gestisco il mio lavoro, l’amministrazione, gli ordini, i dati di vendita e le vendite al cliente. Tutto questo nelle mie 40 ore settimanali da full-time. Ma un buon posto di lavoro alla fine costa, costa di energie soprattutto mentali, il tempo per me stesso e’ veramente ridotto ai minimi termini e molto spesso durante i miei giorni liberi devo finire alcune cose, responsabilita’ o cose da gestire in generale. Un motivo per la quale trascuro il mio blog e’ proprio questo dunque, forse il principale; essendo sempre a Firenze o comunque fuori con gli amici appena mi capita qualche ora di respiro. Rendiamoci conto che mi ritrovo spesso a pensare quanto tempo mi manca per raggiungere l’eta’ della pensione o anche solo, più comprensibilmente settembre in cui potro’ richiedere le prime settimane di ferie. Pero’ non fraintendetemi, posso suonare stressato e con le palle piene di tutto cio’ appena dopo tre settimane ma invece no, assolutamente, prima di tutto perche’ e’ ancora il primo periodo e mi devo ancora abituare a tutto e poi perche’ un lavoro di un certo grado e livello con le responsabilita’ che non sono quelle di un commesso di quinto livello l’ho sempre desiderato. Mi piace essere un ragazzo in carriera vista proprio la mia eta’. E mi sorprende e lusinga anche molto il fatto della mia azienda che si sia fidata a darmi le redini dell’azienda di Timberland per quando riguarda la citta’ capoluogo, mica roba da tutti! (sviolinata tanto sudata). Apparte il lato “lavoro” che ad ogni modo comprende circa l’80% della mia vita, anche il lato sentimentale non va male, e’ un periodo veramente roseo dove sto bene con tutti, non mi sento un perdigiorno, ho la mente occupata e non invasa da stupide paranoie ed ho in programma alcuni progetti. Come quello di tentare con l’universita’ a settembre, mantenendo il mio lavoro, e di riprendere ad andare in palestra circa due volte a settimana; tutto questo quando l’intero contesto lo permettera’. Cosi, finalmente riusciro’ un poco anche a dedicare qualche ora al mio corpo che ultimamente viene sfruttato molto dalla mente. Dormo poche ore in media e alla Coin avendo il magazzino al quarto piano spesso e volentieri mi ritrovo a fare su e giu’ di corsa per prendere la merce non facendo attenzione ai movimenti che faccio, sollevando in modo errato pesi e sbattendo i gomiti, le ginocchia ed i fianchi un po’ ovunque in tutte le sporgenze procurandomi cosi lividi e lievi contusioni. Questo credo sia un modo sbagliato di lavorare ed essendo io una persona con la soglia del dolore abbastanza alta rispetto alla massa alla fine della fiera non sento quasi mai male fisico, mi accorgo delle botte che ho preso solo durante il tempo della doccia in cui sono obbligato a guardarmi. Talvolta mi vengono in mente, come delle immagini flash stampate davanti agli occhi, spezzoni di alcuni film in cui il protagonista comincia a trascurare tutto e tutti, le persone care e perfino anche se stesso per dedicarsi completamente, appunto anima e corpo alla sua carriera. Il protagonista che si fa prendere dalla passione per il lavoro cercando di tenere sotto controllo il proprio lavoro anche quando ha un giorno libero dove invece dovrebbe volgere la propria testa e le proprie attenzioni allo svago e al riposo. Staccando da tutto. Io, ora spero di non raggiungere tali livelli ma, avendo un budget mensile da raggiungere, alcune mete il mio ego me le impone da solo e mi ritrovo ad essere contrariato a starmene a casa durante una delle domeniche libere perche’ appunto essendo uno dei momenti di maggiore affluenza credo che da tale giornata se ne possa trarre uno dei massimi profitti della settimana. Ok, Alt, Stop ma come parlo? Di cosa ragiono? Andrew diventi noioso come il giornale “Finance…”
Würzburg & Milan
Dunque: pioggia, temporale e poi mega tuono! Mi salta la linea telefonica per più di 10 giorni e lo schermo si fulmina! Possibile? Beh sì e portando lo schermo ad un centro assistenza del territorio mi hanno anche detto che sono stato fortunato dal momento che la vittima è stata appunto il monitor e non il cervellone (indicandomi la dozzina di pc fulminati alle sue spalle tutti per lo stesso motivo). Quindi gente è per questo che non aggiorno da molto il blog, poverino lo penso sempre! Dallo scorso 10 Marzo, data del mio rientro in Italia, diciamo che mi sono concentrato molto sulla bella vita, la sera fuori, il sabato notte a dormire fuori, sempre amici a casa, a destra e a manca con la macchina a bere, ballare e ridere procurandomi un bel paio d’occhiaie profonde e grigie e bruciandomi così centinaia di euro. Come tutti ben sappiamo la bella vita costa cara! Tutto questo fino a venerdì scorso in cui io e mamma partiamo per 3 giorni a Würzburg (Germania) dove ormai andiamo da decenni e lì ho anche sperimentato la bella cosa di sbattere la macchina! Una bottarella lieve che mi è comunque costata un faro rotto, un paraurti graffiato, 35 euro di contravvenzione dalla polizia tedesca, due ore fermi in un’area di servizio dell’autostrada e una bella figura di merda in generale. Cercando d’ora in avanti di stamparmi sulla fronte il saggio detto “dagli sbagli si impara” la cosa si è superata senza nemmeno tanti pensieri. Sole, 25 gradi e bellissima natura, erano un pò di anni che non tornavo in Alemaña e soprattutto la cosa sorprendente era l’estate che lassù è belle arrivata e la si può avvertire anche molto bene. Ho incontrato vecchi amici che non vedevo da anni e lì ti rendi veramente conto di come il tempo passi in fretta mutando persone, amici ed oggetti, ma mai il piacere di reincontrare vecchie buone conoscenze. Il piacere di rivedere un vecchio sorriso e sorridere indietro a mia volta, stringere mani o perfino riabbracciare qualcuno. Il tutto circondato dalla familiare quiete dell’aria e delle mattinate tedesche. La Germania si vive di mattina, al sole. La Pasqua quindi passa molto velocemente. Giunge la mattina del 14 Aprile, sveglia alle 5 e treno da Firenze per Milano alle 7. Sonno neanche a dirlo. Eurostar Frecciarossa che ci impiega solo due ore scarse per arrivare a Milano ed infine per le 10 sono in negozio facendo conoscenza con tutto il team vetrinisti, visual, responsabili e diependenti di vario grado e livello in Timberland Italia. Sperimento tutto quello che riguarda “l’arte visiva del cliente appena entra” e così facendo allestisco vetrine, l’appenderia e la scaffalatura dell’intero negozio disponendo gli indumenti e le calzature in modo tattico che segua una logica continuativa e non dispersiva del prodotto. Faccio le mie 8 ore e stanco morto alle 19 e 30 prendo la metropolitana e mi dirigo verso l’Hotel che mi era stato prenotato dall’azienda. Sono stato trattato da 10, massima flessibilità secondo i miei bisogni ed inoltre Timberland mi ha pagato Eurostar andata e ritorno e camera matrimoniale in un albergo a 4 stelle in centro a Milano! Rendiamoci conto di questo gente, e chi lo fa ancora soprattutto “in un periodo di crisi come questo?” (Frase che ormai tutti siamo ben allenati a sentirsi ripetere dozzine di volte al giorno dai media e dal mondo intero). Milano ad ogni modo è veramente una bella città e non mi ero mai accorto della sua bellezza moderna, si nota proprio che è una metropoli in vetro e cemento che comunque sia ha un suo fascino personale. Mi ricorda molto Manchester con i suoi mega vialoni costeggiati da alti edifici in vetro e cemento. E’ proprio questo il lato che più mi affascina in una città e che noto subito ovvero le infrastrutture, la tecnologia accompagnata dall’innovazione e dico, purtroppo, non il lato Arte che attira sempre il turista medio. D’altra parte se no come farei ad essere un promoter della Dubai UAE Grown. Lavoro anche il mio secondo ed ultimo giorno di prova e mi viene detto di aver fatto veramente un’ottima impressione ma ALT quà che se no come al solito c’è il rischio di sciupare tutto. Adesso vi saluto ed auguro una buona degenza e guarigione al piccolo angelo biondo che ogni poco, regolarmente è da punto e da capo. Get used to hope always the best…

Canzone Aprile 2009
“Natacha Atlas – It’s a man’s world” from Egypt and Belgium.
Yes, things work like that…
Sono ormai più di 10 giorni che sono tornato e la vita sostanzialmente continua o comunque sia va avanti senza destare preoccupazioni o paranoie eccessive. Premettendo che si sono successi degli alti e bassi con picchi di felicità indescrivibile successivamente alternati a profondi oblii di vuoto cosmico. Non avendo più l’acqua alla gola per il soldo mancante si può però affermare che il tutto va meglio e che si può far anche luce sul fatto che la disponibilità finanziaria non è l’unico problema che può ostacolare una vita. Escludendo la parte sentimentale ovviamente, perchè non credo che il mio blog sia il mezzo più appropriato per parlarne e soprattutto perchè non basterebbero 15 pagine del blog senza interruzioni. Si comincia però dicendo che mettiamola come ci pare ma l’impatto Inghilterra – Italia, il ritorno, non è mai piacevole come ce lo pregustiamo. Affatto, è sempre abbastanza incisivo, un pò spiacevole e non ci si abitua proprio mai. Detto questo non voglio nascondere tutte le dozzine di volte che il pensiero di una definitiva e stabile vita a Warrington mi sfiori il cervello. Ma non ancora, io non do mai nulla per certo al 100% ma questo lo posso intuire, non sarei ancora in grado di trasferirmi per sempre e mettere radici. E poi perchè dovrei?! Uno dei motivi sono gli amici o le persone a me più vicine o che si stanno avvicinando esaudendo così il desiderio della mia nuova vita (che è anche quella di un giovinello in piena tempesta ormonale!). Un altro motivo è anche il mio nuovo lavoro, eh beh si, come avevo già preannunciato l’esperienza alla Coin mi ha offerto una nuova proposta. Dopo aver avuto un colloquio a Firenze il 18 Febbraio sono appunto venuto a capo di un’allettante oppurtunità. Il 14 ed il 15 Aprile prossimo mi recherò in sede centrale della Timberland a Milano per sostenere un breve periodo di prova in prima persona. La suddetta azienda è infatti alla ricerca di una persona esuberante che sappia attirare il cliente e di conseguenza saper vendere il prodotin un periodo di crsi come questo nel corner Timberland di circa 6 metri per 6 nel mega store Coin di via Calzaiuoli. Avete capito bene, tornerei a lavorare nella Coin ma stavolta non per la Coin stessa ma anzi da esterno, per il marchio che magari rappresenterò. Questa offerta di lavoro è infatti derivata dalla raccomandazione di uno dei capi reparto Coin alla quale ero rimasto particolarmente simpatico e che in pratica si è ricordata di me quando si è sentita chiedere se conosceva qualche persona giovane da poter assumere nella società americana. Sentendomi lusingato e quasi onorato mi sono detto che allora forse ho veramente delle potenzialità come venditore. Però ALT un momento, mai urlare gatto fino a quando non lo si ha nel sacco quindi freniamo l’eccitazione. Le mansioni comunque sia mi vedrebbero gestire, vendere ed organizzare tutto il contesto per conto mio. Ciò sarebbe una cosa totalmente nuova per me in termine di responsabilità, per non parlare del contratto che sembra veramente buono.
Un caloroso Goodbye all’amica Asha che stamattina è stata fatta addormentare per sempre… Fly free!

Warrington
Con la paura di fulminarmi il computer sto scrivendo questo post. Sono in cucina all’ora di cena, mi sto facendo degli spaghetti e c’e’ l’acqua della pentola che bolle a pochi centimetri dallo schermo. D’altra parte beh, l’ispirazione va colta al volo e non vedevo altra possibilita’ se non di scrivere e cucinare insieme. Lizzie mi ha portato una birra e dopo due minuti di confusione finalmente ho capito che “Beer” e’ americano mentre birra in inglese si dice “Lager”, lo sapevate voi?! (You can’t open your lager using the peeler! – La birra non si apre col pelapatate!) Oggi sono uscito alle 3 e mezza del pomeriggio dall’Ikea ed era il mio penultimo giorno, posso avvertire nell’aria il profumo della partenza, nuovamente, di gia’, e’ veramente passato in un battibaleno questo mese in Inghilterra. Fuori dal mega store c’era il sole e pensandoci bene, riflettendo un po’ piu’ attentamente si potrebbe urlare al pianeta intero che esiste un mondo che respira ed e’ pieno di luce al di fuori dell’Ikea. Ho talmente fatto l’abitudine a quelle grigie luci al neon che invadono i kilometrici corridoi che mi sono reso conto solo da qualche giorno che le giornate si stanno allungando. Ho preso il 18 A, l’autobus rosso che passa per Callands – Westbrook – Sankey Valley ed infine arriva in centro a Warrington, all’Interchange Bus Station. La giornata davanti a me ancora lunga e stranamente tiepida, un colpo d’occhio al tabellone degli orari ed ho scorto il 16 che sarebbe partito in 4 minuti dallo stand numero 2. Esito qualche secondo, perche’ dovrei? Perche’ invece non dovrei? E poi mi posiziono davanti alle porte scorrevoli che danno libera via alla piattaforma rialzata che serve per salire sull’autobus, che ancora non c’era. Io, a gambe rigide e braccia incrociate quasi ad impormi una posizione irremovibile a livello cerebrale, sicuro di volerci tornare e aspetto. Arriva, salgo e torno a Bewsey! Il cuore mi batteva forte, ero veramente paralizzato dal terrore, con le mascelle serrate e per qualche istante mi e’ passato per la testa di suonare e scendere alla prima fermata disponibile ma poi ho abbandonato la folle idea. Non so spiegarmi il perche’ ti tale sensazione, una tale irrequietudine si e’ impossessata di me e cascasse il cielo appena aver imboccato l’inizio di Lilford Avenue, 10 minuti dopo, se non mi sono venuti i brividi dietro la nuca. L’ho rivista, la’, immutata nel tempo, con le tende del salotto perfettamente a mezz’altezza come le ho lasciate io l’anno scorso. Il colore celestino della carta da parati di camera mia come me la ricordavo io e come viene ritratta in parecchie foto che ho scattato durante quel periodo. Chissa’ chi c’e’ entrato dopo di me. Fuori un cartello che diceva SOLD ma io non sono sceso dall’autobus, sono rimasto a sedere. Che tristezza mi ha fatto. Mi ha veramente spaventato per qualche momento e non ne so il perche’. Ma ora ne parlo e sento che e’ tutto apposto.

Get that coin!
Qui in Inghilterra la crisi economica e’ chiamata “recession” e come in America la si avverte di piu’ rispetto all’Italia. Parlando coi mei coetanei ovviamente nessuno si riesce a capacitare di cosa sia cambiato o il perche’ di tale gravita’ ma camminando per le strade del centro i danni della crisi li si possono vedere e anche molto bene. Al Golden Square il sontuoso centro commerciale della citta’, il 30% dei negozi che mi ricordavo esserci sono chiusi per fallimento, compreso quello dove ci ho comprato il mio numero di telefono inglese mentre quelli aperti da poco o che comunque sono riusciti a sopravvivere hanno cartelloni grandi come le vetrine affissi ai vetri delle stesse, appunto. “Tutto al 30% e 50% in meno” nonostante i saldi siano finiti da tempo. Un cartello all’interno di un negozio vuoto e buio oggi mi ha fatto tenerezza ma al contempo mi ha fatto provare malinconia e dispiacere. “This store in now closed. Thanks to the staff and to all our customers.” (Questo negozio e’ chiuso. Un grazie a tutto il personale e a tutti i nostri clienti.) Ma allora perche’ io trovo sempre pezzi da 2 pence lungo i marciapiedi di Warrington, potessi, con tutte le monetine che avrei potuto raccogliere magari salvavo un negozio dal fallimento.
Pagine musicali >>>

Have a quick look on the new tasty musical pages just on the right column of the blog!
Then the rain came down…

Com’e’ vero, concreto e giusto! Chi se la sa’ cavare ed e’ una persona “propositiva” (…remember?) alla fine viene sempre ripagata per gli sforzi effettuati. Anche se magari poi non tutte le cose buone che gli si presentano davanti vanno in porto alla fine, pero’, del buono c’e’ sempre stato. Probabilmente solo il fatto di interpretare uno stupido pensiero come la chiave allegra che ti risolleva la giornata dell’Ikea! Un’odore familiare che ti fa venire mille ricordi vorticosi nella mente, uno sguardo, anche questo familiare e poi ti sembra di ritrovarti in un altro posto piu’ familiare di quello in cui ci troviamo ora, noi stessi. Divagazioni filosofiche, minchiate delle 22:50 dovute alle 8 ore quotidiane di lavoro o anche solo sensazioni bizzarre, chiamatele come vi pare ma queste tre righe sono venute fuori da sole durante uno dei miei rari momenti di ispirazione creativo-psicologica. (Oh mamma ma ikke dice… vaneggia lui!) And then the rain came down, oggi finalmente ha piovuto decentemente e non la solita pioggerellina appiccicosa inglese. Tre sole sono state le giornate con un bel sole macchiato da qualche lenta nuvola passeggera. Ma io cammino sempre e lo stesso, mp3 nelle orecchie e non mi interessa che tempo faccia, cappuccio, cappellino di lana o chioma al vento io ho ben imparato a non portare l’ombrello con me in Inghilterra. Tra una settimana ho l’aereo e torno in Italia dove voglio cominciare bene, positivamente e con una marcia in piu’! Delle basi solide o meno gia’ ce le ho, qualche proposta di lavoro derivata dall’esperienza alla Coin e soprattutto una sfracca di sterline a pararmi il culo idem! Bella questa e’?
P.S. Volendo continuare il Great Britain City Tour, sabato scorso, il 28 Febbraio me ne sono andato con Kata l’ungherese a York…

